Svizzera
09.05.2018 - 14:030

'Per prezzi equi', verso il controprogetto

Il Consiglio federale ritiene giustificata la causa combattuta dall'iniziativa anche se propone misure non adeguate

L’iniziativa popolare "Per prezzi equi" va respinta ma, visto che la causa per la quale combatte è giustificata, è giusto proporre un controprogetto indiretto. È quanto proposto oggi dal Consiglio federale.

L’iniziativa – il cui titolo completo è "Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi (iniziativa per prezzi equi)" – secondo l’esecutivo propone misure non adeguate e che nel loro complesso compromettono la piazza economica elvetica.

Il testo, che beneficia di un ampio sostegno, mira a impedire la maggiorazione dei prezzi in Svizzera per i prodotti fabbricati all’estero. Il comitato d’iniziativa comprende alcuni parlamentari, tra cui il ticinese Fabio Regazzi (PPD), i principali partiti (UDC, PLR, PPD, PS e Verdi) ed è sostenuto da numerose associazioni come Gastrosuisse, Swissmechanic e Hotelleriesuisse.

Molti prodotti importati costano nettamente di più in Svizzera rispetto all’estero. Secondo gli iniziativisti, i fornitori stranieri mantengono il prezzo a un livello artificialmente maggiorato. Il testo chiede dunque alla Confederazione di modificare la legge sui cartelli (LCart) per permettere alle aziende svizzere di acquistare all’estero senza passare da importatori e fornitori.

Il governo sottolinea in un comunicato odierno di aver già intrapreso numerose misure per risolvere il problema, come ad esempio la soppressione unilaterale di tutti i dazi industriali. Per i fautori dell’iniziativa questo non è però sufficiente. In particolare, chiedono che nella legge sui cartelli l’attenzione venga rivolta non solo alle imprese con posizione dominante, ma anche a quelle "relativamente dominanti".

Siccome l’esecutivo valuta la misura sproporzionata ma la causa dell’iniziativa giusta, presenterà al Parlamento un controprogetto diretto che poggia sul concetto di "potere di mercato relativo". Verrà valutato con attenzione in che misura il fatto di limitare il campo d’applicazione alle sole importazioni sia conciliabile con gli impegni internazionali della Svizzera e se, così facendo, si possa sciogliere in modo mirato l’isolamento del mercato svizzero.

Il controprogetto, sempre secondo il governo, soddisferebbe quindi la richiesta principale dell’iniziativa, ossia agevolare le importazioni parallele rafforzando la libertà di approvvigionamento delle aziende elvetiche all’estero.

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