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Svizzera
04.05.2018 - 12:290

Ffs pronte a ricorrere

Contro la decisione dell'Uft di affidare alla Bls la gestione di due linee a lunga percorrenza minori (Berna-Bienne e Berna-Olten)

Alle Ffs non piace per niente la proposta dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft) di affidare alla società Bls la gestione di due linee ferroviarie a lunga percorrenza minori – la Berna-Bienne e la Berna-Burgdorf-Olten – a partire da dicembre 2019. Perciò presenteranno ricorso se l’Uft deciderà in tal senso, hanno annunciato oggi, sollevando lo spauracchio di un aumento dei prezzi e di una riduzione della qualità dell’offerta ferroviaria. "Quello che a un primo sguardo può apparire come un piccolo cambiamento rappresenta in realtà un cambio di sistema irreversibile", che avrebbe "conseguenze ad ampio raggio sul sistema del trasporto pubblico svizzero", sostiene l’ex regia federale prendendo posizione in una nota sulla consultazione avviata il mese scorso dall’UFT. Funziona, perché cambiare? "L’attuale e densamente sfruttata rete a traffico misto funziona in maniera ottimale", perché cambiare sistema? Non porterebbe alcun valore aggiunto ai clienti, rilevano le Ferrovie federali svizzere, e avvertono: "un peggioramento nell’informazione alla clientela e una gestione scoordinata in caso di perturbazioni sarebbero le principali conseguenze di questa decisione". Per giunta – sostengono le FFS – i mezzi per ulteriori misure di abbassamento di prezzi come, ad esempio, i biglietti risparmio verrebbero a mancare e l’accompagnamento integrale pianificato nel traffico a lunga percorrenza (Interregio) sarebbe nuovamente messo in discussione.

Anche l’obiettivo di mantenere stabili i prezzi almeno fino al 2020 sarebbe a rischio. Le FFS propongono pertanto una soluzione comprendente più imprese ferroviarie sotto l’unica egida della concessione del traffico a lunga percorrenza alla sola ex regia federale. Finanziamento "radicalmente" cambiato Le Ferrovie federali rilevano inoltre che i piani dell’UFT "modificano radicalmente l’attuale sistema di finanziamento nei trasporti pubblici". Essi genererebbero a danno delle FFS, a partire dal 2020, costi aggiuntivi di circa 100 milioni di franchi che le costringerebbero a chiedere prezzi più alti ai propri clienti e committenti. Le FFS temono pure che il cambiamento di sistema delle concessioni apra le porte del mercato ferroviario svizzero alle compagnie straniere. A farne le spese sarebbero soprattutto le piccole compagnie elvetiche e "gli utili di linee nazionali redditizie defluirebbero verso l’estero", il che porterebbe a "una spirale di riduzione dell’offerta e a un aumento dei prezzi per i clienti, i committenti e i contribuenti". Secondo le FFS, per adattamenti di questa portata manca la base giuridica ed "è indispensabile un quadro generale che consideri i rischi, il potenziale e gli effetti collaterali".

Decisione a giugno La consultazione avviata dall’UFT si concluderà il 23 maggio e una decisione definitiva dovrebbe essere comunicata a metà giugno. Le concessioni dovrebbero avere una validità di 10 anni. Con le nuove proposte il monopolio delle FFS verrebbe solo scalfito. Infatti, il grosso della rete ferroviaria a lunga distanza rimarrebbe nella mani delle Ferrovie federali. Le FFS avevano chiesto il rinnovo integrale della concessione per tutte le linee a lunga percorrenza per ulteriori 15 anni (una delle quali, quella transitante dalla vecchia galleria del San Gottardo, in collaborazione con la Südostbahn). Da parte sua la BLS sperava di ricevere molto di più. Aveva infatti presentato la sua candidatura per due linee Intercity (Interlaken-Berna-Basilea e Briga-Berna-Basilea) e tre regionali (Berna-Olten, Bienne-Berna e Le Locle-Berna), con un investimento di 495 milioni per l’acquisto di nuovi treni.

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