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30.01.2018 - 16:310
Aggiornamento : 31.01.2018 - 12:47

'Recluta costretta a correre seminuda', avviata un'inchiesta

La denuncia del Sindacato indipendente studenti e apprendisti: 'Non è il primo caso di nonnismo. La giustizia militare sta raccogliendo informazioni

Un "abuso di potere" nella caserma di Coira, a danno delle reclute della seconda settimana di addestramento, è stato comunicato al Sindacato indipendente studenti e apprendisti (Sisa) nell'ambito del suo normale servizio di consulenza. Intanto mercoledì la Rsi ha reso noto che la giustizia militare sta raccogliendo informazioni.

"Concretamente – ha rilevato martedì il Sisa – oltre ai metodi pseudo-educativi del genere 'domani vi faccio morire' con annessa punizione collettiva per un banale alterco individuale durante una libera uscita, e minacce alle reclute al fine di mettere tutto a tacere e non reclamare presso gli ufficiali per gli atteggiamenti sconvenienti dei sergenti, ci risulta che una recluta sia stata costretta a correre seminuda in caserma davanti a tutti durante la notte fra mercoledì e giovedì della scorsa settimana". Una tale umiliante "sanzione", ha sottolineato il Sisa, "non è prevista da alcun regolamento militare ed è dunque illegale!". Il Sisa ha pertanto fornito tutti i dettagli del caso alle autorità militari "affinché intervengano contro i graduati coinvolti".

Mercoledì il portavoce dell'esercito Daniel Reist ha confermato alla Rsi che la giustizia militare sta indagando "sui presunti abusi". Reist ha poi aggiunto che quando il comando è stato informato del caso, sono subito stati ordinati accertamenti. Il portavoce deplora però – ha indicato la Rsi – il fatto che la recluta non si sia rivolta ai servizi di assitenza dell'esercito, ma abbia deciso di parlarne ai media.

Il Sindacato indipendente studenti e apprendisti ha ricordato che "non è la prima volta che fatti del genere, caratterizzabili come nonnismo, avvengono durante le scuole reclute. In passato sono stati denunciati casi anche più gravi con feriti". Ciò dimostra che "il servizio offerto dal Sisa è necessario e che l’Esercito non sta prestando sufficiente attenzione a questi problemi. Casi simili sono intollerabili e necessitano l’intervento deciso delle autorità preposte, affinché sia aperta un’inchiesta verso i sergenti in questione, evidentemente inadatti al comando, affinché non possano più commettere abusi ai danni dei coscritti e si rompa finalmente il muro di omertà a tutto vantaggio della credibilità delle stesse forze armate e della certezza del diritto".

Gioventù Comunista: 'Umiliante e contro ogni regolamento'

Sulla questione martedì ha prontamente preso posizione Gioventù Comunista, secondo cui situazioni simili "oltre ad essere illegali dimostrano l'inabilità al comando di certi fanatici a cui l'Esercito ha concesso le mostrine. Lo squadrismo con cui taluni graduati agiscono contro i sottoposti quando non vi sono degli ufficiali presenti a controllare è un altro fattore preoccupante per l'incolumità dei coscritti, soprattutto se politicamente critici verso l'Esercito". E ancora: "Far correre in mutande una recluta nei corridoi della caserma davanti a tutti per aver 'offeso' un superiore durante una libera uscita è umiliante e contro ogni regolamento. Anche se sappiamo che purtroppo queste pressioni sono considerate da molti come 'normali' in una scuola reclute, non lo sono affatto: punire, insultare e umiliare non dovrebbero essere pratiche accettabili in nessuna struttura, tantomeno in un esercito di un paese democratico". 
 

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