Svizzera

Trasloca senza il consenso del partner, non è sanzionabile

Il Tribunale federale prende posizione sul caso di una donna che ha lasciato il canton Argovia per trasferirsi a Bellinzona con i figli

25 gennaio 2018
|

Se un genitore trasloca con i figli, nonostante l’affidamento congiunto e senza il consenso del partner, non è direttamente sanzionabile. Solo quando il benessere dei bambini viene estremamente minacciato a causa del cambio di casa un tribunale può rilasciare un’ordinanza sul luogo di domicilio. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF) in una sentenza pubblicata oggi.

Nel caso specifico in questione, una donna se n’è andata con entrambi i figli dalla casa in cui viveva con il marito nel canton Argovia. Ora abita con i bambini a Bellinzona. In questo modo la donna voleva troncare i contatti dei figli con il padre. Ha presentato anche relative istanze in tal senso davanti alla Corte.

Come il tribunale di prima istanza, anche il TF è arrivato alla conclusione che la madre doveva richiedere l’approvazione del marito, padre dei bambini, per il trasloco in Ticino. Ancor più visto che hanno l’affidamento congiunto.

Nonostante il comportamento illegale della donna, non sussiste però, secondo il TF, nessuna possibilità sul piano civile di impedire un tale trasloco.

L’attribuzione dell’autorità parentale al partner lasciato potrebbe costituire una sanzione indiretta, valutano i giudici federali. Ma una tale misura presuppone che questa persona possa assumersi la custodia dei bambini. Concretamente, la professione di portiere del marito esclude questa possibilità.

Il TF ritiene inoltre che il benessere dei bambini non sia minacciato dal trasloco a Bellinzona. Questa preoccupazione non permette quindi di emettere un’interdizione al genitore che si occupa maggiormente dei figli, come esigeva il padre.

Quest’ultimo teme che i suoi bambini si possano distanziare da lui. Secondo la sentenza del TF, il padre si prendeva molto cura di loro prima del trasloco. I giudici ritengono che i suoi timori possano essere eliminati da un’organizzazione adeguata del regime di visite e vacanze.

I suoi diritti in tal senso, ridotti in seconda istanza basandosi sulla prassi legale, devono essere rivisiti alla luce del fatto che il padre si occupava molto dei bambini in precedenza e quindi la causa è rinviata al Tribunale cantonale argoviese.

Resta connesso con la tua comunità leggendo laRegione: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔