Svizzera
11.01.2018 - 20:590

In Svizzera pochi infermieri sono vaccinati

Solo un quarto del personale curante si immunizza contro l’influenza. Troppo pochi per proteggere efficacemente i pazienti.

È ancora troppo basso il numero di infermieri, e del personale sanitario in generale, negli ospedali svizzeri che si vaccinano contro l’influenza. Ciò aumenta il rischio per i pazienti di contrarre la malattia. È la conclusione cui giunge uno studio, non ancora pubblicato, di cui ha riferito ieri il ‘Tages-Anzeiger’.

Come ogni anno, anche questa volta la Svizzera è stata colpita da un’ondata di influenza. Soprattutto in Ticino e nei Grigioni, dove la scorsa settimana più di 900 persone su 100mila abitanti ha consultato un medico per una sospetta influenza (cfr. ‘LaRegione di ieri a pagina 4). Una malattia di solito innocua per la maggior parte delle persone, che però può causare nei soggetti più deboli – come anziani e bambini – complicazioni, o addirittura la morte.

Ogni anno, secondo Andreas Widmer dell’Ospedale universitario di Basilea citato dal quotidiano svizzerotedesco, diverse centinaia di persone soccombono all’influenza. Benché facciano difetto dati precisi, Widmer stima in 200 i decessi riconducibili a infezioni d’origine influenzale contratte negli ospedali. Un modo per ridurre il rischio di infezione sarebbe la vaccinazione generalizzata del personale curante, specie gli infermieri e le infermiere, le persone maggiormente a contatto coi pazienti.

Tuttavia solo una minoranza si lascia vaccinare. La resistenza è forte specie tra il personale curante, meno tra i medici. All’Ospedale universitario di Zurigo, il 15% dei paramedici è vaccinato, a Basilea il 25% e all’Inselspital di Berna il 36%. Le percentuali tra i medici sono più elevate: a Basilea e Berna oltre il 50%, a Zurigo più del 30%. Secondo il ‘Cdt online’ in Ticino solo il 17% del personale dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) si era fatto vaccinare nel 2016. Considerando solo i medici, la quota sale 35%. A livello nazionale, circa un quarto del personale curante globale, quindi compresi i medici, si immunizza contro l’influenza.

Secondo gli autori di uno studio svolto all’Ospedale universitario di Basilea e all’Ospedale cantonale di San Gallo, per proteggere efficacemente i pazienti, la quota di personale vaccinato dovrebbe raggiungere circa l’80%. Dall’indagine, svolta su più anni, risulta che il personale è attento all’igiene, specie delle mani, e all’importanza di indossare una mascherina. Tuttavia, in generale sottovaluta la vaccinazione, benché sia consapevole della necessità di proteggere i malati. Secondo Widmer, nonostante da anni il personale curante sia reso attento sull’importanza di vaccinarsi, il successo di tale sensibilizzazione è limitato. Per invertire la tendenza si potrebbe obbligare il personale a farsi vaccinare, ma in Svizzera ciò non sarebbe possibile.

I risultati della ricerca confermano indagini precedenti. La sola informazione non basta. Anzi. Spesso il personale curante si sente infastidito e sotto pressione dalla comunicazione ‘moralista’ sull’importanza di vaccinarsi. In molti team medici, la questione è addirittura tabù. Insomma, quanto si fa pressione si rischia di ottenere l’effetto contrario, ha indicato il ‘Tagi’ citando Roswitha Koch, dell’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri. Koch sostiene che la decisione di vaccinarsi deve essere presa dal singolo in piena autonomia.

La ricerca mostra anche quanto sia importante la cultura aziendale o del singolo team. Contrariamente al problema dell’igiene delle mani o dell’importanza di indossare una mascherina, il tema della vaccinazione viene sovente eluso. Secondo i ricercatori bisogna invece parlare apertamente del problema.

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