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Svizzera
21.11.2017 - 12:020
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:22

La crescita dell'industria farmaceutica stimola anche gli altri rami economici

L’industria farmaceutica svizzera continua a crescere, trascinando con sé anche il resto dell’economia: ogni franco speso nella ricerca e nella produzione di medicamenti genera 70 centesimi supplementari in altri settori, afferma uno studio presentato oggi a Berna da Interpharma, l’associazione che riunisce le aziende del ramo.

Nel 2016 il valore aggiunto del comparto dei farmaci era di 28,9 miliardi, rileva la ricerca realizzata dagli istituti economici BAK Economics e Polynomics. Il settore contribuisce così per il 4,5% al prodotto interno lordo (Pil) globale. Nell’ultimo decennio l’aumento di valore aggiunto è stata in media del 7% all’anno.

Stando ai ricercatori l’industria farmaceutica è da anni il principale motore di crescita della piazza industriale elvetica e contribuisce in modo decisivo alla progressione economica del paese. Circa un quinto dell’incremento del Pil reale è attribuibile a questo ramo.

Nel 2016 gli impieghi – espressi in equivalenti a tempo pieno – erano 43’000. Il numero di posti è aumentato di 12’000 unità negli ultimi dieci anni, mentre negli altri rami industriali sono andati persi 16’500 impieghi. Con una produttività di 350 franchi per ora di lavoro i dipendenti del ramo in questione sono inoltre chiaramente in testa alla classifica, afferma René Buholzer, segretario generale di Interpharma, citato in un comunicato odierno. Ogni posto di lavoro farmaceutico produce circa quattro volte più valore aggiunto della media.

Il successo del settore si riflette anche su altri rami: tenendo conto dell’indotto il contributo al Pil sale a 49,6 miliardi, pari a quasi all’8% del totale. Inoltre ogni posto di lavoro nell’industria farmaceutica genera 3,2 impieghi supplementari in altri campi.

In diverse regioni svizzere dal settore pharma negli ultimi anni sono arrivati i maggiori impulsi. Lo studio ha preso come esempio la società biotecnologia Biogen, che investe 1,5 miliardi nella costruzione di stabilimenti ultramoderni a Luterbach, nel canton Soletta, con la creazione di 600 impieghi. Stando a BAK Economics Biogen porterà ad una crescita del Pil cantonale compresa fra 1,5 e 2 punti percentuali. Complessivamente i posti di lavoro legati alla nuova entità saranno 2000.

In questo senso la direttrice di Biogen, Natascha Schill, sottolinea nel comunicato l’importanza di quattro fattori per il successo del settore: l’accesso ai mercati d’esportazione, la disponibilità di manodopera qualificata, la qualità della ricerca in Svizzera e un’imposizione fiscale competitiva.

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