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20.09.2017 - 16:100
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:21

#CassisDay, la giornata che ha riportato la Svizzera italiana a Berna

Dopo 18 anni di assenza, la Svizzera italiana ritrova un posto in Consiglio federale. Stamane, al secondo turno, l’Assemblea federale ha scelto, con 125 voti su 244 schede valide, Ignazio Cassis quale 117esimo consigliere federale al posto del dimissionario Didier Burkhalter. Venerdì si saprà anche quale dipartimento gli verrà affidato.

Con l’elezione di un PLR ticinese, viene rispettata la formula magica che vuole i seggi del governo ripartiti secondo la forza dei partiti più importanti: 2 PLR, 2 UDC, 2 PS, 1 PPD.

Prima che incominciassero le operazioni di voto, il presidente dell’Assemblea federale Jürg Stahl (UDC/ZH), si è congedato come da tradizione dal ministro degli esteri partente. In otto anni al governo, ha dichiarato Stahl, il radicale neocastellano Didier Burkhalter ha dato prova di impegno, cordialità e rispetto per le istituzioni elvetiche. In Parlamento l’abbiamo sempre apprezzato per la sua capacità di dialogo con tutti i partiti e il suo talento oratorio, qualità che l’hanno molto aiutato anche di fronte alle ardue sfide della politica estera, ha aggiunto Stahl. "Per questo ti siamo grati Didier", ha concluso Stahl, suscitando lunghi e scroscianti applausi dell’Assemblea federale.

È tempo di partire

Subito dopo ha preso la parola il diretto interessato per il suo discorso di commiato. "Si dice spesso che c’è un tempo per tutto. Bisogna saper ascoltare e rispettare il tempo" e io "ho sentito che è arrivato il tempo di partire", ha esordito il consigliere federale uscente, visibilmente emozionato. Dopo aver fatto i ringraziamenti di rito alle istituzioni del Paese, nonché ai membri dell’Assemblea federale e a tutti gli svizzeri, Burkhalter ha affermato che "uno dei segreti della Svizzera da conservare preziosamente è quello di infondere a qualsiasi maggioranza il rispetto per tutte le minoranze".

Tra i momenti clou della sua carriera politica quale magistrato, Burkhalter ha citato il 9 febbraio 2014, quando la popolazione e i Cantoni hanno accettato l’iniziativa l’UDC contro l’immigrazione di massa. In quell’occasione, ha ricordato, non si è dimenticato il rispetto quando si è cercato di trovare una soluzione senza spezzare il Paese. Sempre nel 2014, la Svizzera ha avuto la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). "Lì abbiamo capito – ha sottolineato – che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità mettendo la neutralità al servizio del mondo", ha sottolineato il ministro degli esteri.

Terminato il discorso, seguito da una lunga ovazione, sono incominciate le operazioni di voto vere e proprie, con la distribuzione delle schede. Oltre a Cassis, a contendersi la poltrono lasciata libera da Burkhalter erano in lizza la consigliera nazionale Isabelle Moret (VD) e il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet. Fin dalla prima votazione, confermando le impressioni della vigilia, Ignazio Cassis si è subito portato in testa ricevendo 109 preferenze, contro le 62 andate a Maudet e 55 a Moret. La sensazione che il Ticinese l’avrebbe spuntata si è confermata al secondo scrutinio, quando Cassis ha ricevuto 125 voti (123 voti la maggioranza), Maudet 90 e Moret solo 28.

Per il bene del Paese

All’annuncio del risultato, l’aula ha esultato complimentandosi col neoeletto. Accettando l’elezione, il 56enne Ignazio Cassis ha ringraziato le Camere riunite per la fiducia concessagli e ha annunciato nelle quattro lingue nazionali che s’impegnerà con tutte le forze per il bene del Paese. Cassis ha anche sottolineato di voler assumere "volentieri questa responsabilità" e di voler "collaborare con grande rispetto in seno all’esecutivo con le persone che la pensano diversamente da me". "Sono pronto a difendere una posizione anche se durante il processo decisionale la pensavo diversamente", ha aggiunto. Il neo consigliere federale si è detto molto soddisfatto e fiero che il suo cantone sia di nuovo rappresentato in governo (18 anni dopo Flavio Cotti). "La Svizzera che pensa, parla e sogna in italiano sarà nuovamente rappresentata in Consiglio federale. In questo leggo la volontà di rafforzare la coesione nazionale", ha continuato. Alle 09.27 il neo consigliere federale ha poi prestato prestato giuramento. Ha dichiarato "lo giuro" alzando tre dita della mano destra come vuole la tradizione.

Sospiro di sollievo

Nel corso della sua prima conferenza stampa da consigliere federale eletto, Cassis ha poi dichiarato che l’elezione "ha rappresentato per me uno scarico di responsabilità che gravava sulle mie spalle quale rappresentante della terza Svizzera". Se non fossi stato eletto, "avrei senz’altro potuto assorbire la delusione a livello personale, ma sarebbe stato più difficile digerire il fallimento istituzionale", ha aggiunto, precisando di essere entrato in aula stamattina "speranzoso sì, ma senza alcuna certezza". Interpellato sull’eventualità di assumere la guida del Dipartimento federale degli affari esteri, e sulle prime decisioni che avrebbe preso, Ignazio Cassis ha messo le mani avanti. "Sarei felice di prendere qualsiasi dipartimento", ha risposto.

Il Malcantonese ha affermato di volere portare in governo i valori liberali, ossia del partito per il quale è stato eletto, ma anche di voler agire con senso di collegialità, lasciando aperta la sua porta a tutti, specie a coloro che rappresentano formazioni escluse dall’esecutivo. Interpellato sulle specificità di un esponente italofono in Consiglio federale e su quanto potrebbe portare al collegio governativo, Cassis ha detto di "portare la mia cultura, la mia lingua, il fatto di essere originario di un cantone di frontiera e anche il know-how di come trattare con l’Italia, non un Paese qualsiasi, ma uno dei nostri partner commerciali più importanti".

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