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© Ti-Press / Samuel Golay
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29.08.2017 - 15:100
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

La biomassa è l'energia del futuro: lo dice un nuovo studio del Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio

a cura de laRegione

Nella futura produzione di calore, corrente elettrica e carburante, in Svizzera la biomassa rappresenta un grosso potenziale che non è ancora stato sfruttato completamente. A dirlo è progetto di ricerca dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio Wsl. Sino ad oggi non erano infatti ancora note le quantità dei singoli tipi di biomassa presenti in Svizzera, le regioni in cui sono distribuiti e quanti di essi possono essere utilizzati per la produzione sostenibile di energia. Scoprirlo era uno dei principali obiettivi di un progetto di ricerca del WSL nel quadro del centro di competenza per la ricerca sulle bioenergie Sceer Biosweet.

Come emerge dallo studio l’energia ricavata da legname, concime di fattoria e rifiuti può essere immagazzinata e impiegata durante i periodi con poco sole o vento. I ricercatori dell’Istituto federale di ricerca Wsl hanno compiuto per la prima volta una stima dettagliata dell’entità del potenziale di energia da biomassa in Svizzera. Nel quadro della svolta energetica decisa in Svizzera, è previsa – tra le altre cose – una riduzione dell’energia nucleare e fossile, che dovrà essere compensata da energie rinnovabili come ad es. biomassa.

Il legname è la fonte di biomassa più abbondante presente in Svizzera, considerando che quello di qualità migliore viene utilizzato prevalentemente nel settore delle costruzioni e delle abitazioni. Una parte del legname trova anche un impiego energetico, soprattutto per la produzione di calore. Ma anche nella biomassa di altre origini, come ad es. quella prodotta dal concime di fattoria, dai rifiuti organici, dai fanghi di depurazione e dai sottoprodotti della coltivazione agricola, è contenuta preziosa energia.

Potenziali considerevoli, ma disponibili in misura diversa a livello regionale

Dai risultati della ricerca è emerso che ogni anno dalla biomassa presente in Svizzera sarebbe possibile produrre un massimo di 209 petajoule (PJ) di energia primaria, soprattutto da legname proveniente da boschi e concime di fattoria. Secondo l’Ufficio federale dell’energia Ufe, questa quantità teorica corrisponde all’incirca al contenuto energetico di 4,8 milioni di tonnellate di petrolio grezzo o circa al 19% del consumo totale lordo di energia in Svizzera. La maggior parte della biomassa è presente nei Cantoni Berna, Vaud e Zurigo.

Dei 209 PJ, tuttavia, solo 97 PJ sono classificati come “sostenibili”, cioè a basso impatto ambientale e a basso costo. Infatti, alcune biomasse – come il legname proveniente da boschi e da formazioni arboree non boschive – possono essere messe a disposizione solo a costi elevati, perché situate ad es. nelle valli alpine inaccessibili o anche nelle scarpate in prossimità di strade e ferrovie. Anche le aree protette limitano lo sfruttamento del legname. Altre biomasse, come il concime di fattoria, non sempre possono essere trasformate in energia in maniera redditizia, soprattutto perché in molte fattorie ne vengono prodotte solo piccole quantità. In questi casi entra in gioco ad es. la ricerca tecnologia del centro SCCER Biosweet, volta a sviluppare e favorire l’uso di processi di trasformazione efficienti ed ecologici.

Ricavare dalla biomassa il doppio dell’energia

Calcolando tutte le categorie di biomassa, in Svizzera potrebbe essere sfruttato circa il doppio della biomassa usata oggi, soprattutto per la produzione di calore e corrente elettrica. Ciò corrisponde a “solo” il 9% circa del consumo totale lordo di energia in Svizzera, ma la produzione di energia da biomassa può essere controllata nel tempo in modo più mirato rispetto a quella solare ed eolica. La biomassa potrebbe così compensare la fluttuazione di altre energie rinnovabili e difficoltà di approvvigionamento energetico.

La biomassa è quindi una preziosa materia prima che è in ogni caso presente in Svizzera e che può essere trasformata efficientemente in energia. Tuttavia, oggi i metodi per la messa a disposizione delle risorse o per la loro trasformazione in energia sono spesso ancora troppo costosi. C’è tuttavia da presupporre che il maggiore utilizzo di biomassa fornirà gli stimoli necessari per sviluppare processi più efficienti ed economici.

La visione del centro di competenza Biosweet, cioè di contribuire, entro il 2050, all’approvvigionamento energetico della Svizzera con 100 PJ all’anno provenienti da biomassa, sembra assolutamente fattibile dal punto di vista delle risorse sostenibili disponibili nel nostro paese. La biomassa deve quindi essere considerata una speranza e una colonna fondamentale della svolta energetica.

Il maggiore potenziale energetico si trova nel concime di fattoria e nel legname proveniente da boschi

Rilevanti sono i potenziali sostenibili: su un totale di 97 PJ, il legname proveniente da boschi e il concime di fattoria contribuiscono rispettivamente con 26 PJ e 27 PJ. A queste categorie di biomassa si aggiunge quella prodotta dai rifiuti (legname di scarto, percentuali organiche presenti nella spazzatura, scarti verdi domestici e agricoli, rifiuti organici provenienti dall’industria e dall’artigianato, fanghi di depurazione e scarti di legno) per un totale di 37 PJ e quella ricavata da sottoprodotti agricoli e legname proveniente da formazioni arboree non boschive per un totale di 7 PJ.

La biomassa utilizzata già oggi per la produzione di energia è di circa 53 PJ all’anno. In base ai risultati della ricerca, potrebbero quindi essere utilizzati in modo sostenibile da biomassa per la produzione di energia altri 44 PJ, soprattutto dal concime di fattoria (+24 PJ), ma anche dal legname proveniente da boschi (+9 PJ), che già oggi viene sfruttato intensamente. Per contro, le percentuali organiche presenti nella spazzatura tenderanno a diminuire, perché vengono raccolte sempre più spesso sotto forma di scarti verdi.

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