Svizzera
28.08.2017 - 11:050
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

'La Svizzera deve prepararsi ai cambiamenti climatici'. Bondo, un esempio del riscaldamento globale

La Svizzera non deve solo ridurre le emissioni di gas serra, deve anche prepararsi ai cambiamenti climatici per ridurre i rischi. È quanto ha sostenuto oggi il direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) Marc Chardonnens, durante una conferenza stampa a Berna.

A Bondo adottate misure di prevenzione

Le conseguenze del riscaldamento climatico sono già percettibili: i ghiacciai si sciolgono, i periodi di siccità e delle ondate di caldo si verificano sempre più spesso e la stabilità del permafrost – strato di terreno ghiacciato – si riduce, come lo ha dimostrato la frana di mercoledì scorso in val Bregaglia nel cantone dei Grigioni, ha sottolineato.

A Bondo, il villaggio raggiunto dall'enorme frana staccatasi dal Pizzo Cengalo la settimana scorsa, erano state adottate misure di prevenzione contro questo tipo di pericolo: era stato realizzato un bacino di raccolta contro piene e flussi detritici proprio nella zona del campeggio, che per questo motivo è stato chiuso. Inoltre era stato messo a punto un sistema di allerta con punti di misurazione nel fianco della montagna, volto a consentire l’allarme e l’evacuazione del villaggio.

Cambiamenti climatici, le ripercussioni

 I cambiamenti climatici avranno notevoli ripercussioni per quanto riguarda il disgelo del permafrost: ai pendii delle montagne verrà infatti a mancare la struttura costituita da ghiacciai, nelle fessure delle rocce si scioglierà il ghiaccio, falde detritiche diverranno instabili. Inoltre potrà aumentare la frequenza di forti precipitazioni e temporali con un conseguente aumento di inondazioni. L’adozione di misure come la predisposizione di sistemi di allerta o la realizzazione di strutture di protezione contribuisce quindi a proteggere l’uomo e lo spazio abitativo, ha sottolineato Chardonnens.

Carte dei pericoli e impianti di sorveglianza

Per ridurre i rischi legati ai pericoli naturali, la Confederazione, in collaborazione con i Cantoni e i Comuni, accompagna e finanzia misure, ad esempio per l’elaborazione di carte dei pericoli, la costruzione di opere di protezione, la creazione di impianti di sorveglianza e la realizzazione di piani d’emergenza. La Confederazione coordina le misure di adattamento e mette a tal fine a disposizione le basi di conoscenza necessarie.

A fine anno verrà presentata l'analisi dei rischi

L’Ufam ha quindi elaborato un’analisi dei rischi in collaborazione con otto Cantoni per individuare gli effetti regionali dei cambiamenti climatici. I risultati saranno presentati alla fine dell’anno. Sotto la direzione dell’Ufam, la Confederazione ha lanciato nel 2013 un programma pilota inteso a mostrare come la Svizzera possa adattarsi ai cambiamenti climatici basandosi su progetti concreti. Prepararsi sin d’ora è in effetti più vantaggioso che gestire i danni causati dai cambiamenti climatici man mano che si presentano, anche perché le esigenze in materia di adattamento e i costi cresceranno con l’aumento previsto delle temperature. È necessario l’impegno di tutti: Cantoni, regioni, Comuni, imprese e popolazione. "Gli effetti dei cambiamenti climatici riguardano noi tutti e possiamo fronteggiare queste nuove sfide solo agendo insieme", ha sottolineato Chardonnens.

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