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04.10.2016 - 12:350
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:16

Il reddito agricolo crescerà del 6,2 per cento 

Secondo le prime stime dell’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2016 il reddito agricolo è cresciuto del 6,2% (+178 milioni di franchi) rispetto all’anno precedente a 3,1 miliardi di franchi. L’anno in corso è stato particolarmente negativo per le grandi colture cerealicole, ma il calo dei costi di produzione (fenomeno imputabile al rafforzamento del franco e alla diminuzione del prezzo del petrolio) e il miglioramento osservato nei mercati porcino e bovino ha inciso positivamente sul risultato complessivo. Nel 2016, indica una nota odierna dell’Ut, la produzione totale dell’agricoltura si è elevata a 10,2 miliardi (+90 milioni di franchi) rispetto al 2015. A questa cifra si aggiungono contributi pubblici, principalmente pagamenti diretti, pari a 2,9 miliardi (+7 milioni di franchi su un anno). Sul fronte delle spese si è osservata una flessione dei costi di produzione dello 0,8% (-81 milioni di franchi), pari a una somma stimata a 10,1 miliardi. Il saldo, ovvero il reddito del settore agricolo che retribuisce principalmente il lavoro e il capitale delle famiglie contadine (reddito da impresa netto), è quindi stimato a 3,1 miliardi di franchi. Rispetto all’anno scorso, il valore della produzione vegetale è rimasto stabile (4 miliardi di franchi, +0,2%). Tuttavia il quadro è contrastato: il ritorno del freddo e le forti precipitazioni tra maggio e giugno hanno peggiorato la qualità e la quantità delle grandi colture, facendo del 2016 un anno cerealicolo negativo, con raccolti stimati a meno di 760 mila tonnellate. Occorre risalire agli anni 1970 per trovare raccolti altrettanto scarsi, precisa la nota dell’Ut. Dopo il 2013 e il 2015, anche quest’anno il raccolto di patate si preannuncia magro, aggravato da una fine estate secca. Le quantità di barbabietole da zucchero attese sono inferiori all’anno precedente, come pure il loro prezzo, sul quale incide il crollo dei prezzi dello zucchero sui mercati internazionali. La produzione orticola in pieno campo, invece, continua a progredire a lungo termine; inoltre, rispetto a quella del 2015, quest’anno si prevede una vendemmia più prolifica. Nel 2016, la produzione animale è progredita dell’1,5% rispetto al 2015, pari a un importo stimato a cinque miliardi. La riduzione dell’offerta di suini all’inizio del 2016 ne ha comportato un aumento dei prezzi, che poi sono tornati a scendere in estate. Le condizioni rimangono invece difficili nel settore lattiero, in particolare a causa del livello basso dei prezzi sui mercati internazionali, fenomeno addebitabile anche alla sovrapproduzione su scala mondiale. Il valore della produzione lattiera è perciò diminuito dell’1,8% per l’effetto congiunto della contrazione dei prezzi (-1,4%) e delle quantità (-0,3%), contribuendo ad aumentare l’offerta di grande bestiame bovino da macello. Poiché la domanda rimane consistente, l’incremento del valore di produzione bovina è stimato al 2,7%. L’apertura graduale dei mercati agricoli negli anni ’90 è stata accompagnata dall’introduzione di pagamenti diretti, che sono stati generalizzati nel 1999. Da allora, i contributi pubblici  versati alle aziende agricole servono soprattutto a retribuire le prestazioni d’interesse generale. Con 2,9 miliardi, nel 2016 simili contributi rappresentano oltre il 22% delle risorse totali del settore agricolo elvetico, costituendo una base importante del reddito prodotto dall’agricoltura.

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