Tennis
17.02.2018 - 06:200

Roger, e il cerchio si chiude

Di nuovo tutti ai piedi di Federer, oltre cinque anni dopo. L’emozione: ‘È un qualcosa di incredibile, un sogno che si realizza

Il grande Roger riscrive la storia. Compiendo la missione che lo porta ad accettare la Wild card dell’Atp 500 di Rotterdam, per scavalcare in vetta alla gerarchia del tennis mondiale un Rafa Nadal che deve mordere il freno almeno sino al torneo di Acapulco, a fine mese, per l’infortunio che l’ha costretto al ritiro nei quarti a Melbourne contro Cilic.

Per riuscire a colmare quella manciata di punti di disavanzo, al basilese basta arrivare in semifinale sul veloce sintetico olandese. Ciò che il Roger nazionale riesce a fare benissimo, spazzando via in tre set il beniamino di casa Robin Haase (Atp 42), dopo aver tremato un pochino sul finire della prima frazione, persa 6-4. Il resto del match, però, è a senso unico: 6-1 6-1 l’esito degli ultimi due set.

«È uno dei più grandi successi della mia carriera – dice Federer, senz’altro pure per ringraziare gli organizzatori del torneo batavo, durante una piccola cerimonia in campo tutt’altro che improvvisata –. Quando si è giovani, si lavora come pazzi e si inanellano partite in cui si vince e altre in cui si perde. Poi, se lo si merita, si diventa numeri uno. Alla mia età, però, bisogna raddoppiare gli sforzi: diventare numero uno a 36 anni, quasi 37, è qualcosa di incredibile. Ed è un sogno che si realizza».
O, per meglio dire, che si realizzerà. Infatti sul trono del mondo del tennis Roger Federer ci tornerà solo lunedì mattina, quando verrà stilata la nuova graduatoria dell’Atp e il Maestro tornerà a impugnare lo scettro. Diventando il più vecchio tennista a riuscirvi, addirittura cinque anni e 106 giorni dopo l’ultima volta. Quando, era l’inizio del mese di ottobre del 2012, il basilese dovette lasciare il posto al serbo Novak Djokovic.

Intanto, però, a Federer resta ancora un’opera da compiere in Olanda: vincere di nuovo un trofeo che in carriera ha già sollevato a due riprese, nel 2005 e nel 2012. Prima, però, dovrà qualificarsi alla finale, e dovrà farlo a spese dell’italiano Andreas Seppi, vincitore ieri sera del duello con il russo Medvedev.

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