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22.09.2020 - 06:000

La prima (ottima) impressione di Daniel Carr

Una doppietta alla sua prima uscita in bianconero: il canadese inizia con il pattino giusto la sua avventura con la maglia del Lugano

È con una doppietta, sancita con il 'game-winning-goal', che Daniel Carr si è presentato ai suoi nuovi compagni in bianconero. Appena sbarcato in Ticino e subito decisivo sabato a Biasca, nel primo dei due derby amichevoli voluti per lanciare la volata finale della lunga preparazione estiva. «È stata una bella partita: sul ghiaccio mi sono divertito parecchio - esordisce l'ultimo arrivato in casa bianconera -. Sono qui da pochi giorni e subito mi sono ritrovato in pista per una partita: è stata una bella maratona ma è andata benone. Come prima impressione non posso proprio lamentarmi. Per essere un'amichevole, è stata una partita intensa. È stato bello vedere la grinta che ci hanno messo miei compagni, dopo averli visti all'opera solo in un paio di allenamenti». Cosa ti hanno raccontato nello specifico i tuoi nuovi compagni a proposito dei derby? «Che sono partite sempre molto speciali, intense e dal grande impatto emozionale. Lo si è visto anche a Biasce dove, nonostante il carattere amichevole dell'incontro e la contenuta cornice di pubblico, in pista le squadre non hanno giocato al risparmio, anzi... È senza dubbio una bella premessa per quanto capiterà dal 1° ottobre in avanti». Soddisfatto della tua prestazione? «Sono contento prima di tutto per la squadra: è stata una bella vittoria del gruppo. Possiamo fare certamente ancora meglio, ma è comunque stata una bella prova d'assieme. E, ovviamente, sono contento di essermi presentato ai miei nuovi compagni in questo modo».

'Più vicino allo slot vado, più mi diverto'

Ma chi è Daniel Carr? Al pari dei neobianconeri Tim Heed e Philipp Kurashev, pure il nuovo attaccante canadese, classe 1991, ha firmato un contratto valido fino al 15 novembre con, nel suo caso, un'opzione per prolungarlo fino al 31 dicembre. Ma di tutti questi aspetti del suo accordo, il 28enne nativo dell’Alberta non vuole entrare nel merito. «Adesso il mio obiettivo è quello di giocare per il Lugano. Ora penso solo a lavorare duro, giorno per giorno. Per quanto concerne gli aspetti contrattuali, la penso come Hnat Domenichelli: prima di decidere in che direzione andare ci prenderemo tutto il tempo necessario. È un onore per me giocare in questa squadra: questa è una realtà che non vedo l'ora di conoscere». Lugano, per Carr, è anche la prima occasione per confrontarsi con l'hockey europeo e le sue piste più larghe, visto che la sua carriera è stata tutta al di là dell'Atlantico: «Le ultime stagioni sono state un po' altalenanti, con un piede nella Nhl e l'altro nella Ahl. È una realtà diversa da quella europea, dove spesso sei confrontato con decisioni che, tuo malgrado, devi accettare. È anceh questo che mi ha spinto a raccogliere questa nuova sfida e venire a Lugano. Poi, per quel che concerne la mia permanenza qui, molto dipenderà anche da come la mia famiglia si sarà adattata alla nuova realtà. Personalmente, il primo impatto con la città e la squadra è stato molto positivo. Lugano è una bellissima 'location', la città incantevole e il gruppo molto interessante e ricco di elementi talentuosi. Non ho mai giocato con nessuno di loro, ma alcuni li conoscevo per essermeli ritrovati di fronte come avversari su qualche pista».  Quelle europee di piste, però, sono appunto più larghe rispetto a quelle nordamericane... «Beh, è chiaro che dovrò prendere le misure e adattarmi agli spazi più ampi, cosa che per certi versi potrebbe anche rivelarsi una favorevole per il mio gioco. In ogni caso non penso che dovrò cambiare il mio stile. Che tipo di giocatore sono io? Uno che più è vicino allo slot e più si diverte: sono uno a cui piace andare diretto sulla porta, battagliare e segnare più reti possibili per essere utile alla squadra e avere successo. E penso che qui in Svizzera potrò dare un contributo concreto ai miei compagni giocando soprattutto vicino alla porta avversaria. Voglio divertirmi e far divertire il pubblico, e diventare un leader sul ghiaccio».

Leggendo alcuni commenti degli scout sul tuo conto, pare però che il pattinaggio non rientri propriamente tra le qualità in cui eccelli... «È un tema che mi accompagna da diversi anni: personalmente non ho molto da dire in proposito. Io preferisco guardare avanti cercando di dare sempre il massimo quando è sul ghiaccio».

Sulle orme del padre

Cosa conosci dell'hockey svizzero? «Non molto a dire il vero. Mio padre tanti anni fa ha giocato a Thun: il fatto che anche lui prima di me abbia giocato qui è qualcosa che mi emoziona parecchio. Ciò che conosco del campionato e della squadra me lo ha raccontato Domenichelli, e sono tutte cose che mi sono piaciute: sarà bello scoprire una nuova realtà hockeistica. So che il campionato è di ottimo livello: ho sentito parlare solo bene del Lugano e dell'hockey svizzero, e quindi non vedo l'ora che si cominci a fare sul serio».

E nell'attesa che il campionato inizi per davvero, a cominciare a fare sul serio, come detto, è stato lo stesso Daniel Carr, subito a bersaglio con una doppietta al suo esordio in bianconero.  

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