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18.05.2019 - 17:250

Zurkirchen pronto a raccogliere un'eredità pesante

Due stagioni dopo averlo lasciato, lo svittese ritrova il Ticino; stavolta però dall'altra parte del Ceneri. 'Paragoni con Elvis non ne voglio fare'

Gli altri stanno sudando già da una buona ventina di minuti. Quando Sandro Zurkirchen raggiunge il resto del gruppo già al lavoro sul tartan di Cornaredo – attardato dal traffico – i suoi compagni gli riservano un applauso. Poi, come tutti gli altri, si mette al lavoro. Dapprima in gruppo, poi, quando gli altri proseguono la preparazione sotto la supervisione di Lassi Laakso e Sami Kapanen su un campo laterale, lui e Stefan Müller si sobbarcano 10 giri extra di pista.
Durante una pausa per rifiatare, non manca di scambiare due chiacchiere col suo nuovo collega: «Ma non abbiamo parlato di hockey: la nuova stagione è ancora così distante...», s’affretta a precisare il 29enne portiere svittese. Che ritrova il Ticino due stagioni dopo averlo lasciato, stavolta però sull’altro versante del Ceneri, dopo le 4 giocate con la maglia biancoblù (dal 2013 al 2017): «Tornerò a respirare l’aria dei derby ticinesi: non vedo l’ora. Pure a Losanna vivevo in modo speciale le partite con l’Ambrì, perché è stato il club che mi ha permesso di crescere sportivamente. Ora, inevitabilmente, per me saranno ancora più particolari, soprattutto a livello emozionale».
Il peso dell’eredità che si porta sulle spalle, sebbene sia indiscutibilmente un enorme fardello, non lo spaventa. Sandro Zurkirchen, colui che da settembre sarà chiamato a cercare di non far rimpiangere Elvis Merzlikins a difesa della porta del Lugano, di fronte a questa prospettiva non si scompone più di tanto. «Elvis era e resta un grande portiere; ha lavorato molto duro per guadagnarsi la Nhl: sono molto contento per lui. Personalmente non la vivo come una sfida a fare meglio di lui o altro: quella di Lugano per me è semplicemente un’opportunità per crescere ancora. Conosco i miei punti di forza e facendo leva su quelli voglio raggiungere gli obiettivi che mi sono fissato, cercando di dare del mio meglio per la squadra, senza fare paragoni con chi mi ha preceduto».
Lasciato l’Ambrì Piotta, Zurkirchen per due stagioni ha appunto vestito la maglia del Losanna, con cui quest’anno ha raggiunto la semifinale (persa in gara 5 contro lo Zugo): «Sono reduce da una stagione più che positiva, sia sul piano personale, sia per la squadra, eliminata dalla corsa per il titolo solo in semifinale. E non penso unicamente ai playoff: chiudendo la stagione regolare al terzo posto abbiamo praticamente centrato tutti gli obiettivi che la società si era prefissata. La ciliegina sulla torta sarebbe stata la qualificazione per la finale, ma a quel punto, contro lo Zugo, avevamo ormai dato tutto quanto potevamo... Ad ogni modo, come dicevo, soddisfatto lo sono anche a livello personale: la scorsa stagione mi ha permesso di migliorare le mie qualità, anche se non sono ancora arrivato. Sento di avere ancora un bel margine di crescita, che cercherò di mettere a frutto qui a Lugano. È anche per questo che ho deciso di cambiare aria dopo due stagioni a Losanna. A Lugano ho finalmente l’opportunità di giocare per una grande società, un club dalla lunga tradizione e sicuramente attrezzato per puntare in alto: non vedo l’ora di cominciare a fare sul serio».
Durante la scorsa stagione, il tuo nome era stato accostato a diverse squadre di Lna: cosa ti ha spinto a decidere per il Lugano? «Che Elvis fosse sul piede di partenza era ormai noto fin da inizio stagione. Ma, almeno inizialmente, il Lugano sembrava intenzionato a sondare il mercato internazionale per cercare il suo successore. Poi, però, a febbraio qualcosa è cambiato. Quando il Lugano è venuto a giocare a Malley per l’ultima volta della scorsa stagione (la sera del 19 febbraio, ndr) alla partita c’era anche il mio agente, che dopo aver parlato con i dirigenti del club mi ha informato del loro cambio di strategia in fatto di portieri. Da lì in poi le cose sono andate piuttosto speditamente: abbiamo trovato quasi subito l’accordo».
Sbarcato a Lugano domenica, Zurkirchen l’indomani si è unito ai suoi nuovi compagni – diversi dei quali già al lavoro da un abbondante mese – per il suo primo allenamento in bianconero: «Per ora sono alloggiato a Paradiso, nell’appartamento di uno straniero: poi, a fine mese, mi trasferirò in quello che mi è stato assegnato, più vicino alla pista».

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