Hockey
07.03.2019 - 05:500

Suri sa, cosa l’attende

Per il futuro attaccante bianconero, la sfida tra Lugano e Zugo sarà ‘molto combattuta’. ‘E non sarà un duello tra Gregory Hofmann e me’

Reto Suri è pronto a sfidare il suo prossimo datore di lavoro nei quarti dei playoff. Ma il futuro bianconero non vuole sentir parlare di un duello tra lui e Grégory Hofmann, che fra qualche mese poserà le sue valigie alla BossardArena. «La pressione? Non ne avverto più del solito – dice Suri –. Giocare contro il Lugano o un’altra squadra non fa differenza».

Il numero 26 dei Tori è soddisfatto del percorso compiuto finora dalla sua squadra: «Abbiamo disputato una regular season molto solida, nonostante diversi infortuni specialmente sul fronte degli stranieri. Questo fatto ha però pure avuto i suoi vantaggi, visto che altri elementi, tra cui diversi giovani, hanno potuto beneficiare di maggior spazio e tempo di gioco. E questo ha permesso loro di progredire. Un nome su tutti? Direi Leuenberger: all’inizio, Sven ha giocato in prevalenza in Swiss League con l’Academy, ma poi si è guadagnato il posto in prima squadra, e ha giocato pure dei Mondiali U20 di livello».

Lo Zugo ha saputo assimilare rapidamente il cambio in panchina tra Kreis e Tangnes: «Ci ha aiutato parecchio la Champions, nel mese di agosto: quelle partite ci hanno permesso di conoscerci meglio, facendo partire subito il processo di sviluppo. Anche se poi in fin dei conti l’inizio del nostro campionato è stato solo discreto, visto che dopo un brillante debutto siamo incappati in parecchie sconfitte di fila».

Il secondo posto a fine regular season è un ottimo risultato, anche se per Suri c’è un ‘ma’. «In verità un po’ sono deluso, siccome il primo posto era lì da prendere. Avevamo sconfitto il Berna a poche giornate dalla fine e tutto era nelle nostre mani, ma nelle ultime uscite stagionali non c’è stata la costanza necessaria. Peccato, perché pure gli Orsi sono incappati in alcune battute d’arresto. E poi mi rammarico pure per la sconfitta in casa lunedì, contro il Friborgo: con 99 punti avremmo stabilito un nuovo record per la società».

Tuttavia, i giochi si faranno davvero seri soltanto a partire da sabato. «Mi attendo una serie molto combattuta, tra due compagini che si equivalgono. Saranno i dettagli a decidere l’esito della sfida: il Lugano ha grandi individualità, basta pensare a Hofmann e ai suoi 30 gol, e può contare su stranieri validi. Inoltre la coesione del gruppo è un altro punto di forza dei ticinesi. Sì, sappiamo cosa ci attende».

Lo Zugo avrà comunque il vantaggio di giocare gara 7 alla BossardArena. «È senz’altro bello giocare davanti ai propri tifosi, e ciò avrà pure il suo influsso, ma non credo che sarà quello il fattore decisivo».

Di sicuro, Suri ha ormai dimenticato la prematura eliminazione nei playoff dell’anno scorso, quando – dopo aver chiuso la regular season al secondo posto – lo Zugo venne subito eliminato dal settimo classificato, quello Zurigo che diventò poi campione... «È acqua passata. Ci sono stati molti cambiamenti qui, ed è mutata soprattutto la mentalità».

Senza contare, poi, che la vittoria in Coppa ha dato ulteriore fiducia. «Era importante per la società riuscire a conquistare un trofeo dopo 21 anni di digiuno. In fondo, poi, ogni partita di Coppa è come una settima sfida di una serie playoff. E quel successo ha dimostrato che possiamo andare fino in fondo, oltre ad aver portato ancor più entusiasmo».

Quella appena conclusa è stata una regular season combattutissima, in cui le sorprese non sono certo mancate. «L’esclusione dello Zurigo è davvero una grossa sorpresa: gli è andato un po’ tutto storto. Onestamente, però, preferisco soffermarmi su quelli che ce l’hanno fatta ad arrivare ai playoff, e sui loro meriti. Penso soprattutto a Langnau e Ambrì. Giù il cappello, davanti a due squadre che hanno giocato con cuore e passione e in ognuna delle cinquanta partite disputate».

E ora, appunto, sotto con i playoff. In cui niente è più come prima: «Io, però, né mi isolo, né cambio le mie abitudini. Pur se, è vero, giocando ogni due giorni, c’è poco tempo per recuperare e bisogna agire di conseguenza».

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