Hockey
06.03.2019 - 07:020

Duca: 'E non è ancora finita'

Aspettando il Bienne, il 'diesse' dell'Ambrì lancia i playoff: 'A portarci fin qui è stata una concomitanza di più fattori che ci sono stati favorevoli’

Dopo i festeggiamenti, e in attesa che sabato si dia inizio al gran ballo dei playoff, in casa Ambrì Piotta è tempo di un primo bilancio parziale. A bocce ferme, i biancoblù consegnano agli archivi una stagione regolare andata ben al di là delle aspettative, tanto dall’averla terminata non solo con la salvezza – che rappresentava l’obiettivo primario della società –, ma addirittura con il quinto posto, con un bottino di 79 punti. A titolo di paragone, nella stagione 2017/18, dopo 50 giornate, i biancoblù ne avevano raggranellati 57, quota che quest’anno è stata raggiunta già dopo 36 partite. «La parte più bella della stagione deve ancora venire», commenta Paolo Duca. Il ‘diesse’ traccia poi un bilancio intermedio della stagione biancoblù: «Siamo riusciti a fare un bel passo in avanti, senza grandi acuti ma anche priva di particolari passaggi a vuoto: siamo stati regolari nelle prestazioni, e di conseguenza nei risultati. Basti pensare che la nostra fase forse più delicata sono state quelle 5 sconfitte consecutive tra metà e fine ottobre (contro Friborgo, Zugo, Bienne, Langnau e Ginevra, ndr). A guardare di fino, diverse di quelle partite avremmo potuto anche vincerle».

Qual è il segreto del vostro successo? «Sicuramente gran parte del peso in questo risultato lo hanno giocato l’ambiente e la chimica che sono venuti a formarsi attorno alla squadra e al suo interno: quest’anno erano (e sono) straordinari. Altro aspetto determinante per questa crescita è stata la minuziosa pianificazione fatta dallo staff tecnico: la stagione 2018/19 ha portato a maturazione i frutti del percorso imbastito due anni fa. C’è stata una costanza nel lavoro quotidiano che ha permesso a tanti giocatori di esprimersi ai loro massimi livelli, o poco sotto. Accanto alle belle conferme, ci sono state anche diverse sorprese in positivo, con giocatori capaci di fare addirittura meglio di quelle che potevano essere le aspettative nei loro confronti. Parallelamente, siamo stati un po’ risparmiati dalla malasorte: infortuni ne abbiamo avuti, anche più dell’anno precedente, e pure di giocatori chiave, ma per fortuna quasi mai concomitanti».

Qual è stato il periodo più delicato della stagione regolare? «I momenti difficili ci sono sempre. Sicuramente uno di questi si è palesato con la sconfitta a Ginevra del 3 novembre: quando eravamo stati battuti 6-4 dopo che a 5’ dal termine eravamo ancora avanti di 2 reti. Era l’ultima delle 5 battute d’arresto consecutive, arrivata subito prima della pausa della Nazionale... Ma la squadra ha risposto alla grande, vincendo addirittura 9 delle 11 partite giocate subito dopo il break. Il successo forse più bello è stato il 4-1 rifilato al Berna il 22 dicembre, giorno in cui era pure stato inaugurato il cantiere per la nuova Valascia. Con la speranza che da qui al termine della stagione di momenti belli ne possano ancora arrivare».

Bienne permettendo... «La squadra allenata da Törmänen è un po’ la nostra bestia nera, visto che quest’anno non siamo mai riusciti a batterla. Sicuramente è una squadra con un bel potenziale offensivo, capace di aggiungere ogni stagione un paio di elementi competitivi in più. Negli ultimi anni il club ha lavorato molto bene, e non a caso da un paio di stagioni a questa parte ha salutato i bassifondi della classifica per diventare una presenza costante nella sua metà superiore».

Cinque anni dopo averli vissuti per l’ultima volta da giocatore, Paolo Duca torna a respirare aria di playoff. Stavolta però nei panni di direttore sportivo. Con che sensazioni? «Giocare per vincere qualcosa anziché per salvarsi è decisamente tutta un’altra storia. Li vivrò con grande positività ed entusiasmo; in fondo quella che inizierà sabato è la parte più bella del campionato. Nel 2014 venimmo eliminati in 4 partite dal Friborgo. Quell’anno eravamo reduci da un’ottima prima parte di regular season a cui aveva fatto seguito una seconda parte in chiara perdita di slancio. Una situazione ben diversa da quella che stiamo vivendo quest’anno, in cui, come detto, siamo riusciti a rimanere più costanti nelle prestazioni sull’arco di tutta la stagione, caratterizzata anche da un leggero ma continuo miglioramento».

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