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12.07.2020 - 19:370
Aggiornamento : 20:21

Lewis Hamilton, senza storia e con poche emozioni

Il britannico parte in testa e domina il Gp di Stiria, seconda prova del Mondiale. Harakiri Ferrari: al primo giro Leclerc tocca Vettel, fuori entrambi

Ottantacinque Gran Premi vinti contro i 91 di Michael Schumacher. È molto probabile che Lewis Hamiulton questo record lo batta ancora in questa strana stagione tutta senza fiato, una gara alla settimana, la prossima a Budapest. Miglior stratosferico tempo in prova sotto il diluvio, con oltre un secondo e mezzo sul povero Verstappen, corsa impeccabile sempre davanti senza alcun tentennamento, al britannico è mancato il giro veloce solo perché Sainz nel finale ha montato le Pirelli Soft ottenendo di conseguenza il tempo migliore sul giro.

È stata una gara sonnacchiosa, che dopo le sorprese di soli sette giorni fa, ha rimesso in riga i valori di questo Mondiale: Mercedes-Benz senza discussione e Red Bull parziali sfidanti. È tutto qui, terribilmente semplice. Nessun altro scriverà pagine di questo Mondiale sul piano del risultato finale: potranno esistere corse e situazioni speciali, ma il gap tecnologico e di budget di questi due team è abissale.

Tutte le monoposto con propulsore Ferrari sono lente e attardate. Diventa invece più appassionante la battaglia di centro classifica perché in questa stagione Racing Point, Renault, McLaren e Alpha Tauri sanno essere vicine, tutte dotate di piloti grintosi, con voglia di divertirsi e mettersi in mostra per sedili futuri. Anche ieri i vari Stroll, Perez, Ricciardo, Sainz, Norris, Kvyat hanno regalato qualche momento di spettacolo e puro divertimento, sportellandosi, regalando staccate al limite e sorpassi all'esterno. Tutto molto bello, ma di retrovie parliamo, appunto.

Ferrari esce da Zeltweg semplicemente a pezzi. Una squadra fortemente toccata, innanzi tutto, da una monoposto con grossi problemi di progetto, tanto da averlo dovuto ammettere anche Binotto sabato in conferenza. Tradotto in parole chiare, la macchina è sbagliata e sistemarla in un Mondiale così corto non conveniente sul piano economico e temporale, meglio virare al 2021. Questo significa che non ci si potrà attendere molto dal team di Maranello. A ciò si aggiunga la sostanziale anarchia di gestione dei due piloti, ieri ritiratisi al primo giro per un marchiano errore del Predestinato che ha messo fuori gioco Vettel - totalmente incolpevole - cui è stato smontato fisicamente l'alettone posteriore da un tentativo goffo e impossibile di sorpasso da parte di Leclerc. I team forniti dal propulsore del Cavallino chiedono potenza e prestazioni, surclassati di circa 60/80 cavalli da Mercedes-Benz ed anche da Renault e Honda. Il gap quindi è duplice: motore e progetto. Un disastro annunciato già nei test di Barcellona ed acuito dalla situazione in seno alla squadra con i piloti divorziatissimi in casa. Prendete Sainz in McLaren, che ha già firmato per Ferrari nel 2021, e noterete come la situazione si presenti in modo assai differente.

Manca un leader, ma questa assenza è uguale anche nel settore delle vetture di produzione, dove la marca è ostaggio degli analisti di borsa che chiedono volumi e cifra d'affari, a dispetto del Mito che il Cavallino è, ma non siamo certi possa continuare ad essere senza un chiaro cambiamento di vertice. Sia a Maranello, sia in pista. Un'icona come la Ferrari è complessa da maneggiare, anzi unica. Necessita di manager che la conoscano, amino e interpretino.

Sauber senza gloria anche oggi, purtroppo, chiusa tra problemi tecnici, di budget e di propulsore. Lo smalto va ritrovato, ma siamo fiduciosi, in fondo un punto di consolazione non era così lontano.

Davvero un Mondiale strano, niente da dire, dove va anche annotato come ogni team abbia immediatamente messo mano i problemi che si erano evidenziati con i 9 ritiri di domenica scorsa, ed è questo un segnale confortante della capacità tecnologica che la massima formula sa ancora esprimere. Ora si corre a Budapest, circuito dove sorpassare è impresa impossibile o quasi: si correrà stretti in un calendario che toglie il fiato, con notizie di rientri amacord come quello di Alonso in Renault e la novità che il 1000esimo Gp della F1 si correrà al Mugello per onorare la Rossa a metà settembre.

 

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