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02.08.2020 - 16:200

Renzetti: 'Bravo Jaco! Avanti con lui... se resto'

Il suo Lugano a settembre si ritroverà per la sesta stagione consecutiva in Super League, ma il presidente ammette che 'io non mollo, ma le incertezze sono molte'

Sereno ma non troppo, felice ma con riserva. Sono contrastanti i sentimenti che pervadono Angelo Renzetti al termine dell’infinita stagione 2019/2020, condizionata dall’emergenza sanitaria e che per il suo Lugano si concluderà stasera con la trasferta a Neuchâtel. Una partita utile “solo” a stabilire la posizione finale dei bianconeri in questa Super League (con 44 punti attualmente sono sesti a -1 dal Lucerna e a +3 sullo Zurigo), visto che Sabbatini e compagni hanno già conquistato la matematica salvezza (la quinta consecutiva) venerdì sera rimontando e superando 3-1 il Servette a Cornaredo. A impedire a Renzetti di godere appieno di un traguardo di tutto rispetto qualche punto di troppo lasciato malamente per strada e che non ha permesso ai ragazzi di Jacobacci di giocarsi anche quest’anno un posto in Europa, ma soprattutto le incognite di un futuro reso ancora più incerto dal Coronavirus, nostro malgrado a sua volta “protagonista” della stagione.

«Ogni anno è molto difficile perché si passa dall'Europa League al rischio di retrocedere e mentalmente non è facile, figuriamoci in una stagione del genere – le parole del numero uno sottocenerino, che proprio quest’anno festeggia i dieci anni alla guida del club –. A livello di classifica peccato per qualche punto buttato via strada facendo: il Basilea non ha mai preso tre gol in un primo tempo da quando è in Super League (4-4 una settimana fa, ndr), a Lucerna eravamo in vantaggio per 3-0 e ci siamo fatti rimontare (3-3), senza dimenticare le partite con l’YB qui e il San Gallo. C’è un po’ di rammarico, perché avremmo potuto raggiungere l’Europa anche quest’anno, ma va bene così».

Come detto però di tirare il fiato per il "près" non se ne parla... «La tensione rimane perché il prossimo campionato inizia presto (l'11 settembre, ndr) e abbiamo poco tempo per prepararlo e per operare delle scelte complicate, in quanto l'aspetto economico con la pandemia sta prendendo il sopravvento e le prospettive non sono rosee. Ci proveremo, anche se come detto non è facile farlo in queste condizioni, non sappiamo nemmeno precisamente il budget per la prossima stagione, senza contare che abbiamo accumulato diversi debiti in questo periodo, dovremo stare attenti».

Dovremo. Già perché se come ogni anno a fine stagione le voci di una possibile cessione societaria si rincorrono e lo stesso Renzetti conferma che «la mia intenzione è trovare qualcuno che mi aiuti per andare avanti o lasciare», molto probabilmente anche stavolta all’inizio del nuovo campionato alla guida della società ci sarà ancora (solo) l’imprenditore locarnese… «Effettivamente portare avanti un passaggio di consegne in questo contesto è un po’ difficile. La pandemia ha bloccato alcune trattative, non era possibile spostarsi e da mesi ci sono incontri che non possono essere fatti. Poi c’è gente che vuole speculare sul momento difficile dei club, acquisendo le azioni senza pagarle il giusto. Cerchiamo di far di necessità virtù e stiamo preparando piani B o C che ci consentano di andare avanti. Ho comunque un quadro piuttosto chiaro e questo mi aiuta a rimanere relativamente sereno. E a dire no, io non mollo, con tutti i sacrifici che sono stati fatti in questi dieci anni non posso lasciar andare le cose così».

Jacobacci per Celestini mossa vincente

Il momento chiave della stagione del Lugano – che lo ricordiamo per la seconda volta in tre anni ha preso parte alla fase a gironi di Europa League – è indubbiamente stato l’avvicendamento in panchina operato a fine ottobre tra l’esonerato Fabio Celestini e Maurizio Jacobacci... «Sicuramente lo rifarei. In questi anni ho cambiato molti allenatori e devo ribadire che il tecnico lo fa il gruppo. Gestire 25 professionisti è difficilissimo e quando i giocatori non sono più in sintonia con chi li guida bisogna intervenire. Ricordo di averlo dovuto fare ai tempi di Bordoli: ci stava portando in Super League eppure mi sono trovato otto titolari in ufficio. Con Celestini non passava più un messaggio positivo, invece Jacobacci si è dimostrato sul pezzo e lo si vede anche a bordo campo, dove è vigile e attivo. E quando parla, anche con i giornalisti, invia sempre messaggi positivi. È equilibrato e sereno. Lo devo ringraziare tanto».

Parole che non lasciano dubbi sull’intenzione di proseguire insieme, ricordando che tra le due parti vige un contratto a tempo indeterminato... «D’accordo con lui abbiamo deciso così, in quanto c’è ancora molta incertezza sul futuro e bisogna vedere cosa succederà a livello societario, ma se dovessi rimanere io al comando l’intenzione è andare avanti insieme. C’è poi anche il problema che sul libro paga abbiamo ancora pure Celestini (esonerato per far posto al bernese, il vodese nel frattempo si è accasato a Lucerna ma una quota viene comunque versata dal Lugano visto il contratto ancora in essere, ndr), ma anche questo in qualche modo lo supereremmo, Jacobacci se lo è meritato».

Gioielli da piazzare in un mercato complesso

Altro ambito ulteriormente complicato dal Covid-19, il calciomercato. Tolti gli ultimi arrivati per il finale di stagione Jefferson, Pavlovic e Untersee, Yao è l’unico elemento della rosa in scadenza, mentre Janga e Selasi erano a Cornaredo in prestito e bisognerà ridiscutere le loro posizioni. Quel che è certo è che per far quadrare i conti, Renzetti dovrà privarsi di alcuni suoi gioiellini… «Al momento c’è interesse ad esempio per Lovric e Lungoyi, ma il problema di fondo non è il numero delle cessioni. Quando sei in difficoltà non devi farti problemi o patemi d’animo di fronte alla partenza di questo o quel giocatore. La difficoltà vera è il mercato: è difficile in questo contesto ottenere ricavi importanti. Una volta era più facile, se avevi un bravo giocatore il Basilea, lo Zurigo o l’Yb te lo compravano subito. Non è più così e la stessa cosa vale per l’estero. In questi mesi ci sono stati offerti una ventina di giocatori al giorno che non prendevano più lo stipendio o per motivi analoghi. Bisogna tener conto di questa problematica, così come dei contratti esistenti, alcuni dei quali sono importanti. Lo ripeto, è una situazione complessa nella quale dobbiamo muoverci con molta attenzione, anche perché come detto io non mollo, ma a certe condizioni non so quanto potrò andare avanti».

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