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02.06.2020 - 17:160

Fc Chiasso, Bignotti: 'Princìpi sani per un progetto solido'

Il direttore generale del Chiasso sulla conferma della proprietà facente capo ad Andrey Ukrainets: 'Felice che lui e Della Torre continuino a sostenerci'

In cuor suo, Nicola Bignotti sperava che andasse a finire così. Ovvero che il Chiasso, il Chiasso che sente suo come sentiva suo il Bellinzona che lo lanciò nel panorama calcistico svizzero, restasse in mano alla proprietà facente riferimento a Andrey Ukrainets, figura centrale della Soccer Future Sa, la società che detiene il pacchetto di maggioranza della Fc Chiasso 2005 Sa. Con un comunicato ufficiale la società rossoblù ha infatti posto fine a voci e speculazioni circa un passaggio di proprietà al quale aveva lavorato il procuratore uruguaiano Pablo Bentancur (consulente anche dell’Ac Bellinzona), che però non si è concretizzato. 

Restano Ukrainets e Della Torre

Il Chiasso, insomma, resta agganciato ad Ukrainets, alla Soccer Future e al suo direttore generale Nicola Bignotti, al quale nelle prossime settimane dovrebbe essere affiancato un amministratore del club, un ruolo strategico e operativo di grande importanza, finora ricoperto da un direttore che vorrebbe concentrarsi su questioni tecniche e sportive, altrettanto importanti e onerose (tra queste, naturalmente, lo spinoso dossier della licenza).

Il nuovo corso del Chiasso, quindi, riparte dalle certezze fornite dalla gestione Ukrainets. E Bignotti. «Sono molto legato a questa realtà, la sento mia - spiega il direttore rossoblù -. È la seconda volta che il mio incarico non lo percepisco solo come un lavoro. La prima volta fu a Bellinzona. Intendiamoci, questo non significa che svolga la mia attività con meno passione, vale semmai il contrario. Ho preso questa società a cuore. Nel limite delle nostre possibilità, vedo per il Chiasso un futuro solido. Sono felice di continuare a dare il mio contributo. E sono felice che abbiano confermato il loro sostegno - non solo in ambito finanziario - Andrey Ukrainets e Franco Della Torre, i quali hanno fatto prova di grande attaccamento al club. Quello che hanno promesso e hanno detto che avrebbero realizzato, lo hanno fatto. Trovare persone serie che tengano fede agli impegni presi e mantengono la parola e lasciano lavorare le persone all’interno del club è motivo di fierezza, per chi ci lavora. Infondono tranquillità e serenità. Va da sé che non ci possiamo permettere di spendere come il Grasshopper finito in mani cinesi, Tuttavia, nel limite delle nostre possibilità, quello che viene messo a budget e concordato, poi viene mantenuto. In un momento difficile come quello attuale partire da certezze come queste è molto importante».

Amministratore cercasi

È ancora vacante la figura di un amministratore. «Abbiamo avviato dei contatti. Vorremmo creare un Consiglio d'amministrazione che coinvolga persone del territorio. Bisogna però considerare che fare l'amministratore del club comporta un impegno notevole. Forse dall'esterno non sembra, ma non ci sono solo le tre assemblee all’anno. Ci sono delle relazioni da coltivare e da mantenere, delle comunicazioni continue con le altre società. C’è un lavoro, dietro, moto impegnativo. Penso però che per una persona del territorio, meglio ancora se tifoso rossoblù, possa essere un motivo di orgoglio, un'attività così, in contesto consolidato, in una società che ha dimostrato di puntare sulla continuità, con un progetto credibile, anche se non è stato assistito da grandi risultati sul piano sportivo. Tutti, però, ci riconoscono che il lavoro che facciamo si fonda su dei principi sani».

Bentancur, caso archiviato

La parentesi Bentancur è chiusa. «Sono cose che fanno parte del gioco. Il Chiasso attira su di sé molte attenzioni, e questo è motivo d’orgoglio. Non deve sorprendere, quindi, che chi viene “respinto” possa essere un tantino contrariato. I toni sono stati forse fin troppo accesi, ma la considero una parentesi - anche mediatica - chiusa. Guardiamo avanti, per il bene del Chiasso».

Football Capital Sa, il nuovo partner

A tal proposito, ecco la collaborazione per la gestione sportiva con Football Capital Sa, società che opera nel settore della consulenza, dell'intermediazione e della gestione dei club, della carriera sportiva e dell'immagine di calciatori, di allenatori e di squadre professionistiche. Affiancherà l’attuale management con l’obiettivo di potenziare l’area tecnica per consolidare il futuro sportivo del club. «È un'organizzazione che opera ad altissimo livello, con calciatori di primissimo piano. Le loro relazioni potranno essere di grande aiuto per portare qui dei giocatori che sposano la nostra filosofia, giovani da fare crescere, magari partendo da un livello più alto rispetto a quello attuale. Questo, senza nulla togliere ai ragazzi che sono con noi oggi, i quali hanno dimostrato di avere qualità importanti. Tali da permettero ad alcuni di loro di cimentarsi presto in una società di livello superiore. Sostanzialmente, mettono a disposizione la loro rete e le loro conoscenze di un livello superiore alla struttura alla quale facevamo affidamento finora. Hanno scout in tutto il mondo, relazioni con direttori di altissimo livello. Parleremo con loro anche in chiave mercato, per gettare le basi del Chiasso di domani, Poi starà alla bravura di ambo le parti gestire al meglio questo network, queste competenze». 

Entusiamo e buona lena, alla ripresa

Che ambiente ha trovato alla ripresa dei lavori? «I ragazzi hanno lavorato benissimo in maniera individuale, si sono presentati molto bene dal punto di vista della condizione. Mi fa molto piacere, si sono applicati, hanno capito l'importanza del lavoro che hanno dovuto svolgere nelle scorse settimane. Si sono presentati con grande entusiasmo, con voglia di ripartire».

Convenzione con il Comune da rivedere

Negli scorsi giorni il Chiasso ha informato il Municipio circa la volontà di accantonare il progetto di gestione del Riva IV. È quindi venuta meno la convenzione (stilata tra Comune, società rossoblù e l’associazione che gestisce il settore giovanile) che intendeva affidare all’Fc Chiasso la cura dell’infrastruttura comunale in cambio di un contributo annuo di 150.000 franchi (per 15 anni). Un progetto, lo ricordiamo, che aveva suscitato non poche discussioni in ambito comunale. Alla base del passo indietro del club, tutti i dubbi (anche di ordine economico) sollevati dalla pandemia di coronavirus che ha decisamente cambiato le carte in tavola e reso meno certi i numeri del piano presentato alle autorità comunali. «Abbiamo ritirato il messaggio - precisa Bignotti - per recepire e analizzare meglio le critiche ricevute, anche da parte del Comune, e per fare bene tutte le valutazioni del caso, alla luce dell’emergenza sanitaria che ha mutato tutti i parametri. Vogliamo migliorarlo, per trovarne uno che vada bene a tutte le parti in causa. Nel nostro progetto erano indicati dei ricavi che al momento non sono più così facilmente definibili, sia in termini di importo, sia di tempo. Si parlava di affitto dei campi, di ristorazione… Chi può dire come si ripartirà, in questi ambiti? Non ci sono certezze. Non che prima fossimo certi dei ricavi (ogni 'business plan' ne prevede), ma di certo a questa stregua le incognite sono nettamente aumentate. Onde evitare di appesantire la situazione del club, ci siamo fermati per analizzare tutti i dati e cercare di elaborare una convenzione migliore».

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