Calcio
08.11.2019 - 17:010
Aggiornamento : 18:13

Vlado Petkovic: 'Abbiamo aperto la porta, ora varchiamola'

Il selezionatore elvetico ritiene che la Svizzera abbia compiuto la parte di strada più dura verso l'Euro 2020 e non teme le sfide con Georgia e Gibilterra

Le tre assenze importanti (perlomeno sulla carta) di Fabian Schär, Breel Embolo e Xherdan Shaqiri, unite allo status di non più titolari nei rispettivi club di 10 dei 23 giocatori convocati per ultime due sfide delle qualificazioni a Euro 2020 contro Georgia (il 15 novembre a San Gallo) e Gibilterra (tre giorni dopo in trasferta), non sono comunque sufficienti a togliere il sonno a Vladimir Petkovic, per il quale la nazionale Svizzera ha già svolto la parte più dura della sua missione che dovrebbe portarla alla rassegna continentale di giugno.

«Il successo 2-0 di Ginevra contro l'Eire ci ha aperto la porta dell'Euro 2020, a questo punto si tratta di varcarla – ha affermato il selezionatore rossocrociato durante la conferenza stampa che ha svelato i 23 convocati per questa tornata di partite, nelle quali ai rossocrociati basterà raccogliere 4 punti per staccare il biglietto per l'appuntamento che per la prima volta si snoderà in 12 città distinte –. Avremo la fortuna di ricevere la Georgia in uno stadio pieno (16'400 spettatori, ndr). Quella georgiana è una squadra che ha messo in difficoltà sia la Danimarca sia l'Irlanda (ha costretto entrambe allo 0-0, ma in casa, ndr), per cui dovremo comunque stare attenti».

 

L'ex allenatore del Bellinzona è consapevole che diversi suoi convocati stanno incontrando delle difficoltà nei rispettivi club e lancia un monito... «Non ho mai abbandonato i miei giocatori, ho sempre offerto loro una sorta di seconda chance quando non erano titolari nel club, ma il prossimo giugno all'Euro avrò bisogno di elementi che avranno beneficiato di un tempo reale di gioco».

Un messaggio chiaro nei confronti dei vari Mvogo, Lang, Moubandje, Fernandes, Mbabu, Ajeti, Drmic e Steffen, mentre Rodriguez e  Seferovic nonostante siano usati con il contagocce rispettivamente al Milan e al Benfica, sembrerebbero godere comunque di una considerazione tale da garantire loro un posto all'Europeo. C'è poi la “grana“ fresca fresca relativa a Granit Xhaka, che nel giro di qualche giorno dopo aver perso le staffe al momento della sostituzione nel match del 27 ottobre con il Crystal Palace – contestato dai suoi tifosi, ha reagito mandandoli a quel paese e gettando a terra la sua maglia – ha perso tanto la fascia di capitano dell'Arsenal quanto il posto in squadra (non è stato convocato per le ultime tre partite), con una sua partenza da Londra che sembra a questo punto inevitabile a gennaio (si sarebbe già fatto avanti il Newcastle). «Gli ho parlato brevemente dopo la partita (con il Crystal Palace, ndr) dandogli il mio totale sostegno. È stato provocato e ha reagito, è umano, anche se effettivamente avrebbe dovuto gestire meglio le sue emozioni. In ogni caso non è la prima volta che Granit si ritrova in una situazione difficile, sono sicuro che questo episodio lo renderà più forte».

Infine come troppo spesso accaduto ultimamente, si finisce parlando di uno Xherdan Shaqiri a sua volta in difficoltà a Liverpool e che anche stavolta a causa di un infortunio non ha potuto rispondere alla convocazione di Petkovic (non ha disputato un solo minuto in queste qualificazioni)... «Ancora ieri sera (giovedì, ndr) Xherdan aveva la speranza di essere in grado di essere con noi, ma il rischio era troppo grande. Non è ancora tornato ad allenarsi con il gruppo a Liverpool, ma lo sforzo che ha effettuato per tentare di far parte della lista dei convocati per queste due partite testimonia del suo attaccamento nei confronti della selezione svizzera. E sono il primo a esserne felice».

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