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20.07.2019 - 11:200

La Super League nell'anno del Var

Chiacchierata a tutto tondo con Davide Morandi sulle novità che porta con se la stagione 2019/20 nel campionato svizzero

Il calcio è sport in perenne evoluzione. Il libro delle regole cambia di stagione in stagione e se i capisaldi del gioco sono ormai certificati da decine di anni, di volta in volta vengono apportate modifiche più o meno importanti, atte a favorire lo spettacolo o a facilitare il compito dei direttori di gara. L’ultima grande rivoluzione è giunta due anni fa, con l’introduzione del Var, mentre da un mese e mezzo sono entrate in vigore una serie di norme destinate a non stravolgere il calcio come lo conosciamo, ma che in alcuni casi potranno avere un impatto non indifferente sullo sviluppo del gioco.
Così la pensa Davide Morandi, per il quale la novità principale è rappresentata dalla possibilità per il portiere, nel caso di rimessa dal fondo, di servire un compagno di squadra ancora all’interno dell’area, senza che la palla debba prima uscire dai 16 metri... «A mio modo di vedere i tattici delle principali squadre si sono messi subito al lavoro in funzione di questa novità che presenta soluzioni interessanti nell’impostazione dell’azione, ma soprattutto in fase di pressione sull’avversario. Credo si andrà sempre più verso la ricerca immediata del pressing. Perché questa nuova regola offre alla manovra 1’320 metri quadrati in più da sfruttare. Ritengo inevitabile un allungamento delle squadre e ciò favorirà quelle compagini che possono contare su un portiere bravo a giocare con i piedi. Perché sulla pressione immediata degli avversari dovrà essere in grado di trovare gli uomini liberi sull’esterno o il pivot a 70 metri di distanza. Inoltre, la squadra che presenterà un pressing disordinato rischierà di farsi infilare con troppa facilità. Se questi 1’320 metri quadrati verranno effettivamente sfruttati, una delle conseguenze potrebbe essere l’apertura di maggiori spazi al di là della prima linea difensiva, ciò che comporterà una maggiore mole corsa. Prevedo che in questo senso il chilometraggio individuale possa aumentare sensibilmente».
La novità, chiamiamola così, dell’area di rigore, così come tutte le nuove norme, sono state applicate alla Copa America e all’Euro U21, ma non al Mondiale femminile. Cosa si è visto, premesso che è troppo presto per avere indicazioni concrete? «Come sempre avviene in occasione della modifica di regole, le novità sono state testate con largo anticipo al torneo giovanile Blue Stars della Fifa. Due anni fa avevo avuto l’occasione di assistere alle partite e già si intravvedeva un certo cambiamento. All’Euro U21 sia la Spagna, sia la Romania hanno sfruttato in modo massiccio i 1’320 metri quadrati supplementari. In generale saranno favorite le squadre con un portiere abile con i piedi e capaci di ripartenze veloci. Alcuni nomi su tutti, il Liverpool di Klopp, ma anche l’Inter di Conte e, in Svizzera, lo Young Boys. Al contrario, chi non sarà in grado di saltare con precisione la prima linea di pressing correrà il rischio di doversi sempre liberare del pallone in fallo laterale o di riconsegnarlo in profondità all’avversario».
Quella dell’area di rigore non è l’unica novità interessante... «Potrebbe avere ripercussioni anche la decisione di imporre ai giocatori d’attacco, in caso di punizione, di mantenere una distanza minima di un metro dalla barriera. Niente più uomini offensivi a schermare la visuale del portiere, dunque. O, almeno, non a contatto con i difensori. Perché una sorta di barriera offensiva può comunque essere collocata, a patto che si trovi a un metro da quella di difesa. Detta così sembra poca cosa, ma con l’attenzione posta al giorno d’oggi sulle palle ferme, chi è bravo negli schemi potrebbe inventarsi soluzioni interessanti. Non si tratta di una norma adottata per favorire difesa o attacco, ma per impedire i molti contatti fisici che spesso creano difficoltà di gestione al direttore di gara».
C’è una terza novità, quella che non impone più alla squadra vittima di un fallo da ammonizione di attendere l’esibizione del cartellino giallo da parte dell’arbitro... «Metterà in difficoltà le squadre disattente e favorirà quelle veloci nel pensiero. In alcune occasioni, ad esempio, il giocatore che ha subito un fallo potrebbe far ripartire immediatamente l’azione in modo da sfruttare la presenza di una superiorità numerica, ciò che impedirebbe, al contrario di quanto avviene oggi, il riposizionamento della difesa. Fino ad ora l’arbitro poteva differire l’ammonizione solo nel caso di norma del vantaggio».
Il tempo ci dirà se queste modifiche influenzeranno in qualche modo uno sport in evoluzione da quasi 200 anni...

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