Calcio
25.05.2019 - 20:580

Con il cuore in gola, ma è Europa

Il Lugano pareggia 3-3 in rimonta contro il GC e accede direttamente alla fase a gironi in virtù della sconfitta del Lucerna e del pareggio del San Gallo

Per il rotto della cuffia, ma alla fine è Europa. Per la seconda volta negli ultimi tre anni il Lugano parteciperà alla fase a gironi di Europa League. Un diritto conquistato al termine di una partita folle contro un Grasshopper già retrocesso. È finita 3-3, risultato che combinato con la sconfitta del lucerna a Berna e il pareggio del San Gallo a Zurigo spalanca le porte europee ai bianconeri. Ma qunta sofferenza. Soprattutto in una ripresa che h visto gli uomini dio Celestini trovare il vantaggio del 2-1 grazie a Bottani, ma poi finire sotto 2-3 in virtù delle reti di Ngoy e Djuricin. Quanto tutto sembrava finito, Brlek, in campo da due minuti, ha trovato la conclusione vincente dal limite dell'area, per un 3-3 sofferto al di là di ogni aspettativa, ma comunque sinonimo di Europa.
Nel primo tempo il Lugano ha largamente dominato, creandosi numerose occasioni per passare in vantaggio: Gerndt due volte, poi Sadiku, Crnigoj, Bottani e Lavanchy hanno tutti avuto sul piede il potenziale pallone dell'1-0. È però mancata sia la precisione, sia la freddezza, per cui per quello che doveva essere il gol liberatorio si è dovuto attendere fino al 39', quando Sadiku di testa ha insaccato da due passi, finalizzando in tal modo una splendida percussione di Lavanchy, impreziosita da un cross al biacio. Sembrava dovesse essere il momento decisivo del confronto, anche perché sino a quel momento il Grasshopper non si era mai presentato in modo pericoloso dalle parti di Baumann. E invece, a un minuto dalla pausa, una disattenzione collettiva su azione di calcio di punizione dalla tre-quarti, ha permesso a Zesiger di battere nel mucchio e superare l'estremo difensore bianconero. Per un gol del pareggio tanto inatteso, quanto immeritato. Poi, la folle ripresa che tiene tutti con il cuore in gola, anche dopo il fischio finale del signor Klossner, in attesa del risultato dal Letzigrund. Risultato che, alla fine, permette a dirigenti, giocatori e tifosi, di liberare tutta la l'opro gioia.

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