Calcio
02.03.2019 - 11:300

L'Acb volge lo sguardo verso l’alto

Oggi alle 17.30 a Giubiasco contro il Münsingen prende il via la seconda parte del campionato di Promotion League del Bellinzona, costretto a inseguire.

Il punto di partenza è il quarto posto, con Stade Nyonnais e Yverdon a +4, e lo Stade Losanna addirittura a +15. La corsa, o meglio, la rincorsa, dell’Ac Bellinzona riprende oggi contro il Münsingen. L’obiettivo è la risalita in classifica, con un occhio alla vetta, qualora per la capolista dovesse mettersi male. «La preparazione – spiega il tecnico dei granata Luigi Tirapelle – è andata bene anche se ci siamo confrontati con le difficoltà legate alle condizioni dei campi, come tutte le squadre in questa stagione. Sabato abbiamo giocato per la prima volta un incontro sul campo del Giubiasco, su cui disputeremo l’intero girone di ritorno per la nota indisponibilità del Comunale. Dobbiamo abituarci alla nuova casa. Questo ‘confino’ temporaneo non è un alibi, faremo del nostro meglio. Non è tanto una questione di dimensioni del campo o di spazi aperti, anche se la nostra casa resta il Comunale, al quale siamo abituati, bensì di qualità del fondo del manto erboso. Al momento non è certo in condizioni ideali. Confidiamo che con il trascorrere delle settimane possa sistemarsi. Dobbiamo essere bravi ad affrontare questa nuova situazione, a calarci in fretta nelle condizioni della nuova realtà».
L’Acb è quarto, lontano dalla vetta ma a ridosso di due rivali ambiziose tanto quanto lo Stade Losanna. «Indipendentemente da quanto accade a Losanna, noi siamo chiamati a fare bene. Il nostro obiettivo è arrivare il più in alto possibile in classifica, a prescindere dai destini delle concorrenti. Le somme le tireremo alla fine. La cosa che più mi preme è che l’Acb non lasci nulla di intentato per salire in classifica, e non lasci nulla per strada in questa rincorsa. Il primo obiettivo è restare nelle prime posizioni, per poi raggiungere le avversarie che al momento ci precedono».
La rosa è rimasta pressoché immutata. «Monighetti è un valore aggiunto, è un giocatore importante, con grande esperienza. È l’ennesimo prodotto del calcio ticinese che inseriamo in organico. Sono molto contento del suo arrivo. È la prova che la società ha la volontà – un passo alla volta, come ama ripetere il presidente – di migliorare la squadra per far sì che l’Acb possa presto tornare a livelli importanti».
L’organico a sua disposizione è di quelli importanti. «Non posso che ringraziare tutti i ragazzi. Se nell’anno e mezzo che sono a Bellinzona siamo riusciti a ottenere buoni risultati, è merito soprattutto loro. Se non hai i giocatori di un certo livello, puoi anche essere l’allenatore più bravo del mondo, ma combini poco».
Lo spirito del gruppo è quello giusto. «C’è stata una crescita. Dopo una prima parte di stagione in cui abbiamo preso confidenza con la categoria e siamo andati in crescendo, abbiamo terminato il girone d’andata con un filotto di risultati positivi. In tutti noi c’è la voglia di proseguire con questa tendenza, di confermare la maturità raggiunta, e di dimostrare che questo campionato ormai lo abbiamo capito: è un torneo molto impegnativo, complicato. Tra la Promotion League e la Prima Lega c’è un abisso. Nulla è scontato, dobbiamo essere bravi noi a guadagnarci i punti sul campo, con prestazioni importanti, attraverso lo spirito, la cattiveria, la grinta e la determinazione. Sono queste le qualità necessarie per centrare il nostro obiettivo».
Le rivali. «Tutte e tre sulla carta si sono rinforzate, ma noi abbiamo il potenziale per poterle raggiungere tutte. Dobbiamo solo crederci, e avere voglia di farlo. I ragazzi che la società mi ha messo a disposizione sono tutti giocatori con un passato importante, in categorie superiori a quella attuale. E hanno dentro uno spirito di rivalsa, che li porta a voler dimostrare di valerle ancora. Al di là di tutte le speculazioni che si possono fare circa le sorti delle nostre rivali, da sabato parlerà il campo: svelerà se ci sono i presupposti perché l’Acb possa fare un campionato di vertice come ci auguriamo di fare».
Al successo di una squadra contribuisce in larga parte lo staff tecnico, la cui unità d’intenti può rivelarsi un atout interessante. «Desidero ringraziare lo staff. I nostri risultati sono anche merito dei miei collaboratori, un gruppo di persone che lavorano all’unisono e remano nella stessa direzione. Mi danno tutti una grande mano e li ringrazio davvero tanto, se lo meritano: Marco Piccinno, assistente allenatore, Emanuele Ferrini, preparatore atletico, Ramon Consoli, allenatore dei portieri, Giuseppe La Falce, massaggiatore, Roberto Mercoli, responsabile del materiale, Andy Schär e Daniele Murru, che fanno da legante tra la squadra e la dirigenza».

‘Chiediamo la licenza per non lasciare nulla di intentato’

Il salto di categoria non è il fine ultimo di questo campionato, ma l’Acb è forte e ambizioso. Ed è giusto che faccia tutto quanto serve per farsi trovare pronta. Dopo riflessioni e ragionamenti, la direzione del club ha così deciso di inoltrare il dossier per la richiesta della licenza di Challenge League (il termine è lunedì). «È proprio così: non volevamo lasciare nulla di intentato – puntualizza il presidente dell’Acb Paolo Righetti –. Siamo ben consapevoli che sarà molto difficile ottenerla, ma non vogliamo rimpianti. Il passo andava fatto. È un segnale forte che diamo all’ambiente e alla squadra».
Con le infrastrutture che saranno a norma, qual è la questione più spinosa? «C’è tanta burocrazia. Bisogna presentare una miriade di documenti, vari attestati, anche del Comune, nonché una chiusura contabile intermedia. Bisogna dimostrare che si stanno facendo le cose per bene, con serietà e con una certa organizzazione. Dal punto di vista finanziario dobbiamo garantire che copriamo l’attuale budget. I paletti fissati dalla Lega sono alti. Noi non presentiamo aria fritta: dati, cifre e situazione sono reali. Se non dovesse andare a buon fine, sarà comunque un’operazione utile in vista della prossima stagione».

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