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Keystone
ATLETICA
13.08.2020 - 17:130

Ajla, a Montecarlo per spegnere le stelle

Con il miglior crono sui 100 nel 2020, la ticinese pronta al 'battesimo' in Diamond League. 'Voglio accumulare esperienza, ma pure mostrare il mio livello'

Basta dimostrazioni. Da venerdì si fa sul serio. A Montecarlo, dove va in scena la prima tappa vera e propria dell’edizione 2020 della Diamond League dopo le esibizioni di Oslo e Zurigo, in pieno ’lock-down’. E i fari per l’occasione sono puntati anche su una ticinese, l’inarrestabile Ajla Del Ponte, che spera di sfruttare l’opportunità per mettere in ombra le (poche, in verità) grandi stelle dell’atletica in lizza, fra cui spiccano l’americana Noah Lyles e il norvegese Karsten Warholm. Infatti, la ventiquattrenne verbanese avrà semplicemente il miglior personale stagionale di tutte le ragazze impegnate sui 100 nel principato, grazie all’ormai celeberrimo 11''08 realizzato a inizio luglio sulla pista di Bulle. «Ma non dimentichiamo che questa è la mia prima apparizione in Diamond Legue in una prova individuale - dice Ajla ai colleghi dell’agenzia Keystone Ats -. Quindi sono qui per imparare».

Infatti, ormai abituatasi a dominare la scena in Svizzera, stavolta la velocista ticinese dovrà fare i conti con una concorrenza agguerrita: pur se non ci sono né Shelly Ann Fraser-Pryce (10''87), né Elaine Thompson (10''88), tre delle sue avversarie a Monaco in carriera hanno già corso sotto gli undici secondi, a cominciare dall’ivoriana Marie-Josée Ta Lou (10''85). «Non vedo l’ora di correre: quando ho visto la lista delle iscritte ho ricevuto una scarica di adrenalina» aggiunge la quinta ragazza più veloce dell’anno, reduce da una fase di preparazione intensa. «Sono tre settimane che non faccio più gare, quindi dovrò subito mettermi in carreggiata. Tuttavia, i risultati ottenuti di recente non possono che darmi fiducia. Quindi sono qui per fare esperienza, ma anche per dimostrare qual’è il mio livello».

Ajla anche stavolta (alle 20.50) scenderà in pista senza poter incontrare la sprinter svizzera di riferimento, cioè Mujinga Kambundji, costretta a gettare la spugna all’ultimo a causa di un problema muscolare alla coscia. «Ma per me l’importante è riuscire a fare la mia corsa, senza guardare a cosa succede nelle altre corsie», conclude la ticinese.

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