LOTTA SVIZZERA
23.08.2019 - 06:000
Aggiornamento : 15:05

Der Schwingerkönig. Inizia oggi la Festa di lotta svizzera

Si apre quest’oggi a Zugo il weekend dedicato allo sport tradizionale amato oltre Gottardo. Più di 300'000 spettatori attendono il nome del nuovo re

È l’evento sportivo più importante della Svizzera. La festa per eccellenza. E, quest’anno, frantumerà ogni record. La più grande arena temporanea del mondo è pronta a ospitare la 45esima edizione della Festa federale di lotta svizzera e giochi alpestri. 276 lottatori, ma un solo vincitore. Più di 350mila spettatori affolleranno le tribune dell’esagono di Zugo per conoscere il nome del nuovo ‘Schwingerkönig’ che succederà a Mathias Glarner trionfatore nel 2016 a Estavayer-le-Lac.

Le sue origini risalgono al Diciottesimo secolo quando contadini e pastori combattevano per un pezzo di stoffa, una pecora oppure altre materie prime. Da una piccola realtà rurale è divenuto un vero e proprio sport nazionale: più di 50mila persone praticano questa disciplina. Il rilancio avvenne grazie alla prima Festa dei pastori delle Alpi a Unspunnen (Oberland bernese) nel 1805, la cui finalità era di rafforzare il sentimento di appartenenza dei cittadini. A fronte del grande successo riscontrato, iniziarono ad affiorare le prime organizzazioni e, più di cento anni fa, si tenne la prima edizione della Festa federale. «È una manifestazione molto importante – afferma Thomas Huwyler, direttore generale del comitato organizzativo –. Ha luogo solamente ogni tre anni, dunque, per ogni lottatore è l’evento clou. Qualificarsi, quindi poter competere per la corona di fiori è il risultato più grande che si possa raggiungere. Oltre, ovviamente, a conquistare il titolo di re della lotta svizzera». I due contendenti, che duellano su un’area circolare cosparsa di segatura (diametro tra 7 e 14 metri), devono cercare di sbilanciare l’avversario mettendolo a terra. L’incontro termina quando un lottatore, mantenendo almeno una mano sui pantaloncini dello sfidante, riesce a fargli toccare il suolo con entrambe le scapole oppure con due terzi della schiena. Una volta concluso il combattimento, la tradizione vuole che il vincitore pulisca le spalle del rivale dalla segatura. Il risultato finale, però, dipende anche dal punteggio assegnato dalla giuria. I due lottatori che dopo 7 incontri hanno ottenuto il maggior numero di punti, approdano alla fase finale.

Un’edizione tra modernità e tradizioni. «La televisione ha contribuito molto ad accrescere il successo di questo sport... Ha mostrato un’immagine molto attrattiva. Però, credo che le persone desiderino riscoprire le loro usanze e farle rivivere. In un mondo sempre più globalizzato, riescono ad apprezzarle maggiormente». Frutto di una lunga tradizione, la lotta svizzera viene trasmessa di padre in figlio. «Molti combattenti hanno ereditato questa passione dal loro padre, nonno oppure bisnonno, che ai tempi praticavano questa disciplina». La Festa federale rappresenta la giusta occasione per sfoggiare usi e costumi. Oltre alla lotta, sono presenti altre due competizioni: il lancio della pietra e l’hornuss (disco), un misto tra golf e baseball. L’evento è anche caratterizzato da un momento folcloristico: il ‘Festakt’, cerimonia nella quale vengono esibiti gli abiti tradizionali della cultura svizzero-centrale. Il tutto accompagnato dalla musica Jodel e dei corni delle Alpi.

Per organizzare un’edizione da record, serve anche un comitato altrettanto importante: ben 115 membri lavorano ormai da anni per curare ogni minimo dettaglio. «Come direttore generale, è da 4 anni che mi occupo solamente dei preparativi di questa festa. Non esercito nessun’altra professione. Oltre al comitato, possiamo beneficiare dell’aiuto di molti volontari. Per l’occasione ricopriranno circa 6’500 turni di 8-10 ore. Ricevono un piccol compenso, però il motore centrale è la gioia che provano nel dare una mano». È, dunque, tutto pronto per ospitare 276 lottatori provenienti da tutta la Svizzera, ma non solo. Per la prima volta nella storia, parteciperanno anche 8 persone provenienti da Oltreoceano: 4 dal Canada e 4 dagli Stati Uniti. «Non devono avere per forza il passaporto rossocrociato, però le loro origini devono essere svizzere. I genitori oppure i nonni devono essere immigrati, dunque, avere un passato confederato».

Oggi, giorno della cerimonia inaugurale, sono attesi gli ultimi atleti. Tra i favoriti per la vittoria finale spiccano i nomi di Samuel Giger, Joel Wicki, Pirmin Reichmuth e Armon Orlik. Quattro giovani di grandi speranze che, secondo i risultati degli ultimi mesi, dovrebbero contendersi il titolo di re della lotta svizzera. Un titolo molto prestigioso. «È l’unico sovrano della Svizzera... Un riconoscimento che rimane per tutta la vita. Durante questi giorni ha dimostrato le gesta migliori, dunque è giusto che si aggiudichi il titolo. Grazie alla maggiore popolarità del movimento, anche per le aziende questa figura diventa interessante da utilizzare in campo pubblicitario». Da segnalare che ogni concorrente riceve un premio.

Una realtà ben diffusa Oltralpe che, però, alle nostre latitudini fatica ad affiorare: nessun ticinese parteciperà a questa edizione. «È ormai da parecchio tempo che la Svizzera italiana non propone un lottatore a livello nazionale. Grazie al lavoro svolto da Edi Ritter (presidente dell’Associazione ticinese di lotta svizzera) negli ultimi anni, i frutti cominciano a intravedersi». Le competizioni inizieranno ufficialmente sabato mattina, con il consuetudinario inno nazionale. All’atto conclusivo saranno presenti 56mila spettatori. «Speriamo che il vincitore possa essere uno svizzero-centrale. E, chissà, magari fra tre anni un ticinese».

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