Golf
08.06.2019 - 11:200

Un green di prima scelta

Dieci anni dopo l’Europeo maschile, dal 13 al 15 giugno Ascona torna a fare da passerella continentale per la categoria senior femminile e maschile

Fra le 18 buche del Golf patriziale di Ascona si torna a respirare aria d’Europa. A dieci anni di distanza dai Campionati europei maschili di golf, lo spettacolare percorso che si specchia nel Lago Maggiore si appresta a ospitare un altro dei maggiori appuntamenti continentali: i Campionati europei senior femminili e maschili, in agenda da giovedì 13 a sabato 15 giugno, con prologo lunedì 11 e martedì 12 per la prova del percorso di gara. E non è una prima assoluta, visto che proprio qui ad Ascona questo evento ci aveva già fatto tappa a tre riprese, tra il 1997 e il 1999.
In gara ci saranno poco meno di 100 partecipanti (90 per la precisione) per la gara maschile e 54 per il torneo femminile, per un totale di rispettivamente 25 e 16 Paesi rappresentati: un cast che, sulla carta, annovera parecchi giocatori di assoluto rispetto. Ma, anche per loro, andare dritti in buca non sarà certamente facile lungo i 5 km e rotti del percorso ‘Par 71’ asconese. Perché nelle scorse settimane la squadra di greenkeeper si è messa all’opera per rifare il look al 18 buche della perla del Lago Maggiore: «Complessivamente sono stati eliminati 18 bunker (in parte sostituiti da alberi), altri 3 sono stati modificati nella loro natura, e 4 ricostruiti – illustra il manager del Golf patriziale Carlos Duran –. Non posso dire se, così come si presenta ora, il percorso sarà più facile o più difficile, ma di certo ne sono cambiate le difficoltà, cosa che imporrà un deciso cambio di strategia ai giocatori più esperti e a quelli che già conoscono il campo». Uno di questi è Gabriele Pinoja, unico componente ticinese della squadra svizzera maschile (al femminile sarà la luganese Mimmi Guglielmone a tenere alti i colori ticinesi): «Il fatto di conoscere già il percorso è sicuramente un buon punto di partenza, ma non è garanzia di risultato, anzi – osserva quest’ultimo –. E soprattutto, mi aspetto che i migliori, e ce ne sono davvero molti nella lista dei partecipanti, facciano la differenza, favoriti dal fatto che questo 18 buche non è particolarmente impegnativo: qui, chi è bravo, può davvero mettere in campo tutta la sua classe. Il fatto che ci siano meno bunker non è per forza un vantaggio: quelli piacciono poco ai giocatori, ma... gli alberi ancora meno».
E Swiss Golf, in questo senso, si attende parecchio soprattutto da Markus Frank: «È la punta di diamante di questa selezione – sottolineano in coro la direttrice di Swiss Golf Barbara Albisetti e il capitano della selezione rossocrociata Urs Ris –. Chiudere questa tre giorni europea con uno svizzero sul podio sarebbe la ciliegina sulla torta. E siamo convinti che la medaglia sia alla sua portata». Al femminile, invece, la giocatrice più indiziata per regalare le migliori sensazioni alla selezione guidata da Karin van Randwijk è la losannese Sophie Ducrey. «Guardando alla lista dei partecipanti, non sarà comunque facile trovare spazio nelle parti alte della classifica. In lizza ci saranno giocatori tecnicamente molto bravi, con poco da invidiare agli attivi», conclude Ris.

18 buche che trasudano di storia

Sono 18 buche che trasudano storia quelle del Golf patriziale di Ascona. «La nascita di questo campo risale al 1928, dunque in pieno periodo di grande fermento tanto alle nostre latitudini quanto a livello internazionale – sottolinea con una giustificata nota d’orgoglio il presidente Luca Allidi –. Un periodo in cui, da piccolo borgo di pescatori qual era ancora a quei tempi, Ascona ambiva a diventare qualcosa di più; una sorta di meta turistica di respiro internazionale, come la conosciamo tutt’oggi. E, in questo senso, mi piace ricordare come anche il nostro golf vanti un legame a filo diretto con questo genere di sviluppo. Non a caso, uno dei più assidui frequentatori della struttura, nonché primo presidente del nostro club, è stato tale Max Emden (imprenditore arrivato ad Ascona nel 1927 come ospite del barone Eduard von der Heydt e poi divenuto proprietario delle Isole di Brissago, ndr). Inizialmente, qui si giocava su sole 4 buche, poi divenute 9 a partire dal 1932. E già a quei tempi il campo asconese godeva di grande reputazione e stima da parte dei golfisti che lo frequentavano più o meno regolarmente, visto che tra gli appassionati di questo sport veniva dipinto come ‘il 9 buche più bello d’Europa’».
Altri 25 anni sono poi trascorsi prima di arrivare alle attuali 18 buche: «La cui realizzazione è stata completata nel 1957. Ma, da allora, non ci siamo certo fermati, continuando ad apportare puntuali ritocchi al percorso, per restare al passo con i tempi. E l’importante ‘lifting’ che abbiamo predisposto in vista di questo appuntamento contribuirà a rendere ancora più appassionante la competizione».

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