Atletica
30.06.2018 - 15:060

Decathlon, Luca Bernaschina sogna gli Europei

Dopo aver vinto il titolo svizzero con tanto di primato personale, l'attleta ticinese rilancia: ‘Posso fare meglio’

Passa dalla pedana del salto in lungo la lunga marcia di avvicinamento al decathlon di Luca Bernaschina. Perché è da lì che l’atleta dell’Asspo Riva San Vitale ha spiccato il primo balzo verso quello che per il 23enne si sta rivelando un presente ricco di soddisfazioni. Il recente titolo svizzero, vinto a Tenero, è infatti solo l’inizio di un futuro che si presenta alquanto interessante. Ma come ci è arrivato Luca Bernaschina alle... dieci fatiche? «È stata mia madre, specialista delle discipline veloci, ad avvicinarmi all’atletica – racconta Luca Bernaschina –. Ho iniziato col salto in lungo, ma con il passare degli anni sentivo che mi stava un po’ stretto. Volevo anche fare altro, cercare nuovi stimoli in altre discipline. Mi piacevano i salti, ma anche i lanci e le corse... Ho esordito nel decathlon da Under 20, ed è stato un debutto col botto, visto che al primo tentativo ho centrato il limite per i Mondiali di categoria!». Ad Eugene, alla rassegna iridata U20 del 2014, il mendrisiense aveva terminato la gara a quota 7’242 punti. «Un risultato più che soddisfacente, considerato che ero alle mie prime esperienze. Ragion per cui ho deciso di insistere su questa strada. Non è mai troppo tardi per “assemblare” le singole discipline, ma una certa base bisogna averla».

‘La prova più difficile? L’asta’

Nel menu del decatleta ci sono, nell’ordine, 100 m, salto in lungo, getto del peso, salto in alto e 400 m la prima giornata, e 110 hs, lancio del disco, salto con l’asta, lancio del giavellotto e 1’500 nella seconda: decisamente un “piatto” non facile da digerire: «Quando tagli il traguardo dei 400 m, l’ultima specialità della prima giornata, sei davvero spossato. La prova tecnicamente più impegnativa, invece, è il salto con l’asta, dove sono diversi i parametri che entrano in gioco: per fare bene ci vuole una certa predisposizione fisica e mentale. Il decathlon è comunque un processo, in cui il risultato finale è la conseguenza di un percorso che fai in dieci tappe. Se lo inizi bene, anche il resto del cammino ti sembra meno impegnativo, perché sei più stimolato. Ma è praticamente impossibile che tutto vada per il verso giusto: c’è sempre una prova in cui non sei riuscito a fare quanto speravi, come ce n’è sempre anche una in cui hai fatto ancora meglio, recuperando qualche prezioso punto. Le somme si tirano alla fine. Quando tagli il traguardo dell’ultima fatica, i 1’500 m, il tuo occhio non corre subito a cercare sul tabellone il tuo tempo, perché a grandi linee sai già dove collocarti. Ragion per cui ti godi il momento, la consapevolezza di essere arrivato fino in fondo».

Obiettivo Berlino

A Tenero, ai Campionati svizzeri, ha messo al collo la medaglia d’oro con tanto di nuovo primato personale: 7’602 punti (a titolo di paragone, il record svizzero assoluto è di Beat Gähwiler, con 8’244 punti). Davvero notevole considerato che Luca Bernaschina compirà 23 anni sabato: «A Tenero ci sono arrivato dopo una preparazione accurata: avevo appositamente spostato uno stage professionale per potermi allenare qualche mese come professionista. I numeri non dicono tutto: ho fatto una gara solida nel suo complesso, senza tuttavia eccellere. Ho ancora un buon margine di miglioramento. Questo personale lo ritengo il primo punto di riferimento “vero”, considerato che il precedente record l’avevo fatto... con una placca nel perone, che avevo fratturato nel 2016 saltando». Cosa riserverà l’estate di Luca Bernaschina? «Tra due settimane sarò impegnato nel decathlon di Amriswil, dove cercherò il limite per gli Europei di Berlino (7’850 punti). È un obiettivo ambizioso, ma sicuramente alla mia portata, a patto che riesca a piazzare qualche acuto». Magari facendo leva sul salto in lungo, che resta pur sempre la sua disciplina prediletta (vanta un personale stagionale di 7,40).

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