Berna
2
Lugano
0
3. tempo
(0-0 : 1-0 : 1-0)
Bienne
4
Davos
2
3. tempo
(2-1 : 1-1 : 1-0)
Friborgo
0
Zugo
2
3. tempo
(0-1 : 0-1 : 0-0)
Lakers
3
Ambrì
2
pausa
(3-0 : 0-2)
Zurigo
3
Langnau
1
3. tempo
(2-1 : 1-0 : 0-0)
Berna
LNA
2 - 0
3. tempo
0-0
1-0
1-0
Lugano
0-0
1-0
1-0
1-0 BIEBER
35'
 
 
2-0 KAMPF
41'
 
 
35' 1-0 BIEBER
41' 2-0 KAMPF
Ultimo aggiornamento: 19.01.2019 21:37
Bienne
LNA
4 - 2
3. tempo
2-1
1-1
1-0
Davos
2-1
1-1
1-0
1-0 BRUNNER
8'
 
 
2-0 PEDRETTI
13'
 
 
 
 
19'
2-1 AESCHLIMANN
3-1 EARL
34'
 
 
 
 
39'
3-2 RODIN
4-2 EARL
47'
 
 
8' 1-0 BRUNNER
13' 2-0 PEDRETTI
AESCHLIMANN 2-1 19'
34' 3-1 EARL
RODIN 3-2 39'
47' 4-2 EARL
Ultimo aggiornamento: 19.01.2019 21:37
Friborgo
LNA
0 - 2
3. tempo
0-1
0-1
0-0
Zugo
0-1
0-1
0-0
 
 
6'
0-1 ROE
 
 
23'
0-2 EVERBERG
ROE 0-1 6'
EVERBERG 0-2 23'
Ultimo aggiornamento: 19.01.2019 21:37
Lakers
LNA
3 - 2
pausa
3-0
0-2
Ambrì
3-0
0-2
1-0 KEVIN
2'
 
 
2-0 WELLMAN
3'
 
 
3-0 KRISTO
19'
 
 
 
 
33'
3-1 ZWERGER
 
 
35'
3-2 DAGOSTINI
2' 1-0 KEVIN
3' 2-0 WELLMAN
19' 3-0 KRISTO
ZWERGER 3-1 33'
DAGOSTINI 3-2 35'
Ultimo aggiornamento: 19.01.2019 21:37
Zurigo
LNA
3 - 1
3. tempo
2-1
1-0
0-0
Langnau
2-1
1-0
0-0
 
 
4'
0-1 GAGNON
1-1 PETTERSSON
12'
 
 
2-1 PETTERSSON
15'
 
 
3-1 NOREAU
35'
 
 
GAGNON 0-1 4'
12' 1-1 PETTERSSON
15' 2-1 PETTERSSON
35' 3-1 NOREAU
Ultimo aggiornamento: 19.01.2019 21:37
laR 25 anni
15.09.2017 - 13:260

L’altalenante curva del borsello

Certo era comodo, ma di un ridicolo… Ci fu un’epoca, quella a cavallo del secolo, che gli uomini riuscirono a risolvere un complesso: il borsello da passeggio. Non borse da lavoro, magari in pelle, no. Veri e propri contenitori di oggetti maschili vari, alter ego della borsa femminile dove notoriamente c’è di tutto e non si trova mai nulla. Più piccolo delle “sorelle”, preferibilmente in similpelle, dai colori sobri. Perché insomma, a quei tempi l’uomo era pur sempre l’uomo che non chiede mai. Prende. Pren- deva. Forse. Ma la narrazione – femmi- nile in particolare – lo voleva così: virile. E tale rimase anche con il borsello per quanto nacquero subito due scuole di pensiero. Quell’oggetto un po’ così, finiva col dare al maschio un’andatura, come dire, un tantino ondulatoria e dunque poco consona al prendere. Questo dicevano i primi, tradizionalisti. Ma no, lo addolcisce quel tanto che basta per non spaventare e poi, che diamine, il borsello è di un pratico. I secondi, innovatori e modaioli. Alla fine prevalsero i primi. Non durò a lungo, per l’infelicità dei borsaioli che si videro ridimezzare il potenziale di ricchezza a disposizione. Perché sfilare un borsello, ragazzi, era cosa da principianti. Scomparso per decenni (e mai rimpianto, diciamolo) a danno delle giacche che sono così tornate a gonfiarsi oltre misura, soprattutto sul petto, il borsello è rinato recentemente, sull’onda lunga degli zainetti. Più chic di questi ultimi, meno provinciale. Più cittadino e vezzosetto, nelle tinte e nelle forme. Magari da portarsi a tracolla, con nonchalance. Oggi viviamo tempi d’incertezza, genere compreso, che esaltano la tenerezza (e qualche maschio si ostina a non capirlo picchiando la moglie) e fuggono gli stereotopi vincenti ieri (Rambo, per dire, oggi non se lo filerebbe nessuno). E così il cenerentolo borsello ha avuto la sua rivincita, facendo bella mostra di se soprattutto in città, nelle mani di giovani dandy seguaci fashion. Durerà questa volta o declinerà ancora come in passato? Alle donne l’ardua sentenza. Perché alla fine sono loro il nostro quotidiano specchio. Virilità compresa.

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