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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 18:53
Keystone
Curiosità
25.07.2019 - 20:450

Cade in mare Franky Zapata, l'uomo volante

Voleva attraversare la Manica. È precipitato a metà del volo tra Francia e Gran Bretagna. Il 40enne ritenterà l'impresa.

Parigi – Si è infranto in mare il sogno di Franky Zapata. L''uomo volante' che voleva trasvolare la Manica a bordo della Flyboard – la tavola a turboreazione da lui concepita per conquistare il cielo – non ce l'ha fatta.

Dopo sei mesi di preparazione il suo tentativo ha fatto flop, anzi pluff, a circa metà del volo tra Francia e Gran Bretagna. "Sono deluso", ha deplorato lui, che se la cava con una botta al gomito e qualche escoriazione. Ma che soprattutto non si dà per vinto. Annunciando che appena possibile ritenterà l'impresa.

Dopo il fallito exploit, il francese ex campione mondiale di jet ski è stato 'ripescato' dalle unità di soccorso che lo seguivano durante la trasvolata, poi riaccompagnato in patria a bordo del rimorchiatore militare "L'Abeille Languedoc". "Sto benissimo. Cadendo ho soltanto battuto il gomito ma nulla di eccezionale", ha dichiarato ai media che lo attendevano al porto di Boulogne-sur-Maire, aggiungendo che ora – prima di riprovarci – dovrà imperativamente rientrare nella sua Marsiglia per "riparare" la Flyboard, perché – spiega – "tutta l'elettronica è spacciata".

L'indomito quarantenne era decollato, come previsto, poco dopo le 9 del mattino da Sangatte, nel nord della Francia, dinanzi a una folla di telecamere e curiosi venuti ad acclamarlo. Obiettivo? Raggiungere venti minuti dopo le bianche scogliere di Dover, in Inghilterra. "Il volo – racconta lui – era straordinario. Tutto ciò che avevamo perfettamente preparato stava andando a meraviglia. Ho trasvolato per 7 minuti e dieci secondi, percorrendo più chilometri del previsto". Però, a 18 chilometri dalle coste inglesi, quando era arrivato il momento di posarsi sulla piattaforma di rifornimento per il previsto pit-stop di metà percorso l'atterraggio è andato storto. Colpa soprattutto, assicura il suo staff, della pedana su cui sarebbe dovuto atterrare e che non smetteva di ballare per le onde.

Insomma, Franky c'era quasi, ma al momento di puntare i piedi, quando all'arrivo mancava un soffio, ha perso l'equilibrio, ed è finito in mare, con tutto il peso di quell'attrezzatura da astronauta imbevuta d'acqua. Immediate sono scattate le procedure di soccorso. "La cosa più difficile – racconta lui – è stata togliersi il casco. Una volta messomi in sicurezza, la mia squadra ha chiamato il rimorchiatore l'Abeille che è venuto a prenderci e questo ha facilitato il salvataggio".

Nonostante il fallimento Frankie non si dà per vinto, anzi, vuole imparare dai suoi errori e tornare al più presto a sfidare la Manica. "E' colpa nostra al 110%", riconosce l'eterno ragazzo di Marsiglia, aggiungendo che forse avrebbe dovuto fare "un test di decollo e atterraggio".

Dotata di 5 minuscoli turboreattori, la tavola volante da lui congeniata può raggiungere i 190 km/h. Unico limite, l'autonomia di appena dieci minuti del serbatoio che Zapata deve portare sulle spalle in equilibrio precario, con i piedi piantati su un pezzo di cielo, manovrando il tutto con un piccolo joystick.

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