La Mini restyling vanta un look maggiormente affinato nei dettagli; cresce ulteriormente la possibilità di personalizzare l’auto
Auto e moto
08.10.2018 - 09:280

Mini Cooper SD

La compatta inglese si rifà il ‘trucco’ con una serie di aggiornamenti e personalizzazioni dal tono riuscito, conservando la convincente anima sportiva: anche spinta dal turbodiesel di punta da 170 cv combinato all’eccellente cambio automatico.

Difficile trovare a prima vista cosa cambia sulla compatta sportiva, eppure gli aggiustamenti saranno ben graditi dagli appassionati: spiccano i fanali posteriori ispirati alla bandiera del Regno Unito, tema ripreso anche negli interni con la particolare illuminazione notturna del cruscotto lato passeggero (compresa nel pacchetto Style Piano Black), oltre a logo rinnovato, tre nuovi set di cerchi in lega, proiettori anteriori a LED e inedite finiture nero laccato all’esterno, che contribuiscono ad un ulteriore tocco di ricercatezza. In generale, con l’aggiornamento si estende ulteriormente l’offerta di personalizzazione della vettura. Sul piano dinamico resta invece la guida gustosissima; è vero che la Mini prima edizione, assai svelta e guizzante, ha via via lasciato posto ad una certa maturità, cresciuta in maniera significativa con l’ultima edizione dalle dimensioni ingrandite, ma l’auto di prova lascia assaporare un comportamento comunque ispirato; Cooper SD 3P col due litri turbodiesel da 170 cavalli (37’300 Chf), motore aggiornato nell’impianto di alimentazione common rail e nella turbina – ora a doppio stadio – nonché abbinato di serie al cambio automatico Steptronic a otto rapporti.
Il carattere è deciso e sportivo, con un assetto già duretto anche nella modalità standard delle sospensioni regolabili cui si aggiunge lo sterzo molto “caricato” specie al centro, che lascia fluire la sensazione di pilotare più che di guidare. L’aderenza laterale è notevole e si combina ad inserimenti in curva rapidi e precisi, anche se ad angoli superiori emerge in verità un po’ di inerzia nel comando unita ad una rapidità solo discreta: l’insieme suggerisce “presenza” e stabilità di traiettoria, mentre per trovare l’agilità che pure l’auto consente ci si trova ad agire con un po’ più di decisione sul volante. Anche perché la velata tendenza ad allargare la traiettoria col frontale resta sempre avvertibile, non appena si alza l’andatura. La Cooper SD è ad ogni modo capace di ritmi davvero intensi balzando di curva in curva con notevole rapidità, bastando giusto anticipare ogni inserimento; per chiudere la traiettoria basta lasciare il gas, grazie ad un retrotreno reattivo senza eccessi.
Se l’assetto piatto convince – ancor più accentuato in modalità Sport, ma al prezzo di una sonorità del diesel poco gradevolmente amplificata tramite l’hi-fi – la frenata lascia invece un po’ delusi; ottima per capacità di rallentamento e nel traffico, ma per la guida “ispirata” non è un granché il pedale un po’ lungo e spugnoso, mai ben presente per modulare con precisione. Ci si rifà con l’accoppiata motore-cambio. Il primo è reattivo e tira parecchio già da basso regime, contribuendo alla rapidità di ritmo con un allungo sufficiente per l’azione grintosa anche se privo di “guizzi” di spinta (l’erogazione è molto lineare); il secondo aggiungendo efficacia e versatilità: dolce e docile, ma anche diretto e secco nella modalità di guida più spinta. Soddisfa pure il controllo di trazione sportivo, che lascia spazio ai piccoli movimenti dell’auto frenando però ogni eccesso di accenno al pattinamento. Quanto al comfort, ci si deve abituare ad una certa rigidità ma per il resto l’insonorizzazione appare più che discreta, mentre sul fronte consumi nel corso del test la media registrata è sempre stata sotto i 6 l/100 km: il serbatoio è piccolo ma dura.
Internamente, gli interventi introducono inedite finiture in pelle, maggior selezione di rivestimenti oltre a volante a tre razze multifunzione di nuova foggia, postazione di ricarica induttiva per smartphone incorporato nel bracciolo centrale e funzioni estese Mini Connected, che includono tra gli altri informazioni traffico in tempo reale e aggiornamenti automatici mappe di navigazione tramite connessione 4G LTE. La sistemazione a bordo è del tutto invariata e permette un’elevata personalizzazione della postura, indipendentemente dallo spazio in apparenza limitato che invece, quantomeno davanti, è più che soddisfacente per due; le poltrone sono avvolgenti senza eccessi, rigide il giusto nelle imbottiture per contenere a dovere ed assicurare spostamenti ridotti del corpo durante le curve più allegre. Comodo il supporto estensibile per le cosce.

Scheda tecnica

Modello Mini Cooper 3P
Versione SD Steptronic
Motore 4 cilindri, turbodiesel, 2.2 litri
Potenza, coppia 170 cv, 360 Nm
Trazione anteriore
Cambio automatico a otto rapporti
Massa a vuoto 1’240 kg
0-100 km/h 7,2 secondi
Velocità massima 225 km/h
Consumo medio 4,2 l/100 km (omologato)
Prezzo 37'300 Chf
La compri se… vuoi una compatta ricercata dal look frizzante e dal comportamento guizzante

 

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