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01.12.2018 - 09:000

Nasce un progetto per salvare il giaguaro!

In occasione della prima giornata mondiale del giaguaro, il WWF ha presentato un nuovo progetto per la salvaguardia di questo splendido felino

In occasione della prima giornata mondiale del giaguaro, che è stata celebrata il 29 novembre, il WWF ha presentato insieme ad altre organizzazioni ambientali un nuovo progetto per la salvaguardia di questo splendido felino.

L’obiettivo: sviluppare e sostenere dei corridoi naturali per il giaguaro. Questi corridoi dovrebbero essere terminati entro il 2030. Complessivamente prendono parte al progetto 14 Stati. Il corridoio inizierà in Messico per arrivare fino in Argentina. L’iniziativa nasce per mitigare il conflitto umano-giaguaro e realizzare dei passaggi volti a proteggere l’habitat del felino, ma anche per creare delle opportunità di sviluppo sostenibile ed ecoturismo e per favorire le comunità indigene che convivono con questa specie. La giornata mondiale è stata voluta affinché aumenti nel mondo la consapevolezza che il giaguaro è una specie a rischio, ma essenziale all’interno di un delicato ecosistema.

Mercurio, un nemico invisibile

La foresta amazzonica sta combattendo una guerra ingiusta contro un nemico invisibile: i giacimenti di mercurio, provenienti dall’estrazione dell’oro, stanno mettendo in pericolo la salute di persone, animali e piante. Secondo un nuovo rapporto del WWF, circa 1,5 milioni di persone che vivono sulle sponde del fiume sono già stati colpiti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) classifica il mercurio tra le dieci sostanze chimiche più pericolose per la salute globale. Con l’Amazzonia, l’inquinamento da mercurio colpisce una regione le cui flora e fauna sono già state gravemente danneggiate da progetti di deforestazione progressiva e dighe.

Secondo il rapporto del WWF, gran parte dell’apporto di mercurio proviene dall’estrazione dell’oro su piccola scala, che rappresenta circa il 15% dell’oro estratto nella regione amazzonica. È vero che tutti i Paesi confinanti con l’Amazzonia hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sul mercurio nel 2013. Ma secondo il WWF da allora hanno fatto troppo poco contro la crisi del mercurio.

“Gli Stati amazzonici devono fornire sostegno economico ai minatori che abbandonano l’estrazione dell’oro. La popolazione locale ha bisogno di alternative al velenoso commercio dell’oro, che distrugge loro e intere regioni”, dice Dirk Embert, responsabile dei progetti sudamericani del WWF Germania.

Le comunità minerarie e le comunità locali dovrebbero lavorare meglio insieme e promuovere tecniche di estrazione senza mercurio nelle miniere d’oro esistenti. “L’oro viene scambiato e venduto in tutto il mondo. I commercianti, le banche e i consumatori di tutto il mondo dovrebbero acquistare solo oro proveniente da fonti certificate. L’importazione di minerali come l’oro deve essere collegata a criteri di sostenibilità vincolanti in tutta l’Europa”, aggiunge Embert.

Tra gli animali specificamente colpiti dall’immissione di mercurio vi sono i delfini fluviali dell’Amazzonia. Negli ultimi mesi il WWF ha catturato – ma solo per breve tempo – 50 delfini fluviali in cinque Paesi sudamericani per saperne di più su questi animali ancora poco conosciuti. I delfini sono stati dotati di trasmettitori Gps. Inoltre gli esperti hanno esaminato la percentuale di mercurio presente nei loro corpi.

Risultato: circa il 26% di essi aveva livelli di mercurio superiori al livello raccomandato dall’Oms per gli esseri umani. La foresta amazzonica rimane un hotspot essenziale. Qui vivono oltre 40mila specie vegetali, 427 specie di mammiferi, 1’294 specie di uccelli e oltre 3’000 diverse specie di pesci. Ma la foresta amazzonica è anche un luogo importante per varie popolazioni indigene. Complessivamente si contano circa 320 gruppi diversi.

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