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15.09.2018 - 09:350

Le Alpi, che spettacolo

Costituiscono l’habitat naturale di numerose specie animali e vegetali che vivono esclusivamente in questa regione

L’autunno è alle porte ed è uno dei periodi migliori per fare qualche escursione. Certamente conoscerete le Alpi per esserci andati a sciare, tante le gite fatte in famiglia e i ricordi di vette alpine ricoperte di neve, boschi di conifere o laghetti dalle acque cristalline color turchese. Non avete mai provato a mettere i piedi nelle gelide acque di un lago alpino per ristorarvi dopo una lunga camminata?
Le Alpi costituiscono l’habitat naturale di numerose specie animali e vegetali che vivono esclusivamente in questa regione e che, quindi, non si incontrano in altri posti della Terra. Nevai, pareti rocciose, prati, ruscelli, boschetti offrono l’ambiente ideale per una ricca varietà di specie animali e vegetali e, certamente, anche uno spettacolare panorama per i visitatori. Vi portiamo a fare un’escursione dove potrete ammirare stupendi paesaggi, animali e piante, tutti caratteristici del mondo alpino. Preparate quindi lo zaino e ricordatevi di prendere con voi tutto l’occorrente per la gita in montagna: scarpe adatte, una giacca a vento impermeabile, cappello, occhiali, crema da sole, un paio di pantaloncini, una maglietta, una borraccia e, ovviamente, qualcosa da mangiare. Avete controllato il meteo? Siamo pronti? Allora mettiamoci in cammino: è ancora presto e fa abbastanza fresco, ma il sole rischiara già le vette più alte.

Tutto il fresco del bosco
Ci addentriamo in un bosco e dopo un po’ di tempo lo attraversiamo. L’aria è ancora umida e sa di muffa. Che cosa ci ricorda questo odore? Sentite come l’aria è frizzante sul limitare del bosco? Per terra si muove qualcosa. Una salamandra nera, dalla pelle viscida, sgambetta in fretta mettendosi al sicuro. Vive nelle zone umide, sul limitare del bosco o nelle forre e si nasconde sotto la ramaglia o le pietre per proteggersi contro i suoi nemici naturali: uccelli, topi e serpenti. La salamandra nera è riuscita a adattarsi a modo suo alle condizioni ambientali avverse delle montagne. Al momento della nascita i piccoli sono già perfettamente sviluppati e, come i genitori, respirano con i polmoni e non hanno quindi bisogno di rimanere nell’acqua come i girini delle rane.

Viva il semprevivo!
Proseguiamo la nostra camminata verso l’alto: che fatica! Per fortuna abbiamo portato con noi dell’acqua per placare la sete. Fa sempre più caldo. Il pendio su cui ci troviamo è completamente esposto al sole. Ci mettiamo il cappello, gli occhiali da sole e ci spalmiamo per bene la faccia con la crema per proteggerci dal sole. Dappertutto pietre. Neanche l’ombra di terra e cespugli. Ma no: ecco, là tra le pietre spunta una strana piantina dalle foglie carnose, esposta ai raggi cocenti del sole. Si tratta di un semprevivo.

Qualcosa si muove
A mezzogiorno ci fermiamo su un prato per riposare. Improvvisamente, la pace assoluta che regna tutt’intorno viene interrotta da uno stridulo fischio: è l’inconfondibile segnale d’allarme di una marmotta. Le marmotte vivono in gruppi sottoterra, in un sistema ramificato di cunicoli. Quando incombe il pericolo o si avvicina un rapace o una volpe, i graziosi animali spariscono fulmineamente nelle loro tane. D’inverno, per sopravvivere al gelido clima delle Alpi, le marmotte cadono in letargo fino alla primavera. D’autunno sono tutte indaffarate a trasportare nelle loro tane erba secca per rendere calda e soffice la loro cuccia, dove trascorrono i mesi invernali strette l’una accanto all’altra. Le aperture d’entrata vengono chiuse con fieno e riaperte poi sul far della primavera, quando si svegliano dal letargo per brucare la prima, tenera erba sui prati di montagna.

L’ancora nella roccia
Proseguiamo verso la vetta. Il sentiero è ripido e sassoso. Per fortuna abbiamo scarpe adatte per non scivolare sulle lastre di pietra. Abbiamo raggiunto una bella altitudine: 2’500 metri! In una crepa della roccia cresce un’androsace helvetica, una pianta a cuscinetto dalla forma sferica compatta che, grazie a questo accorgimento, riesce a resistere al vento e alle intemperie. Sui suoi rametti legnosi sono attaccate innumerevoli foglioline lanuginose e fiorellini bianchi. La lunga e robusta radice a fittone la tiene ancorata saldamente nella roccia.

Campioni di scalate
Improvvisamente un sasso rotola verso il basso. Credevamo di essere soli a questa altitudine, invece si possono ammirare i superbi stambecchi con le loro lunghe e robuste corna arcuate. Sono i più abili arrampicatori delle Alpi insieme ai camosci. I loro zoccoli sono fatti di duro corno e all’interno sono dotati di una morbida superficie d’appoggio. Possono inoltre muovere le due parti dello zoccolo indipendentemente l’una dall’altra, adattandole perfettamente alle irregolarità delle rocce. Lo speciale zoccolo dello stambecco è simile a una ventosa e consente all’animale di arrampicarsi anche sulle pareti più impervie. Pure i camosci sono esperti scalatori e si possono incontrare su ripidi conoidi di deiezione e ghiaioni. Sono di taglia più ridotta degli stambecchi e hanno anche corna più piccole. Quando si incontrano questi animali l’atmosfera in montagna diventa magica: sono senza dubbio animali affascinanti.

 

Tecniche di sopravvivenza

Le piante di alta montagna riescono a crescere in posti impervi e rocciosi, sono in grado di resistere al vento gelido, alle intemperie e ai forti sbalzi di temperatura. Per adattarsi a queste condizioni ambientali estreme hanno sviluppato numerosi stratagemmi: si sono ricoperte di peluria, hanno ridotto la loro crescita rimanendo nane o addirittura a forma di cuscinetto per assorbire meglio l’umidità dalla terra e si proteggono contro l’intensa irradiazione solare, i venti impetuosi e gelidi, le temperature rigide e la siccità. Gli animali, dal canto loro, per sopravvivere in questo ambiente inospitale passano la stagione fredda in letargo, cambiano il colore della pelliccia o del piumaggio e hanno sviluppato zampe e zoccoli speciali per spostarsi senza difficoltà sulla neve o tra le rocce impervie.

Questo processo di adattamento all’ambiente si è verificato nel corso di un’evoluzione protrattasi per millenni. L’ambiente della fauna e della flora alpine è esposto a crescenti minacce. L’arco alpino è infatti la regione montana della Terra maggiormente sfruttata! Le cause che compromettono sempre più le regioni alpine sono di diversa natura: turismo, traffico e cambiamenti climatici. Gli sport invernali, l’alpinismo, il deltaplano disturbano la pace e la naturalezza degli habitat di animali e piante. La costruzione di piste da sci e di impianti di risalita distrugge irrimediabilmente intere zone. Il turismo, inoltre, favorisce l’incessante sviluppo del traffico motorizzato nelle regioni alpine. Un gran numero di villeggianti si reca in montagna con l’automobile anziché usare il treno o l’autopostale. Larghe strade tagliano prati e boschi e costituiscono una barriera invalicabile per gli animali e anche per le piante. La minaccia più assillante per l’ambiente alpino è costituita tuttavia dai cambiamenti climatici. L’uomo è il maggior responsabile dell’aumento della temperatura sul nostro pianeta. Le nostre abitudini di vita sono legate a un elevato consumo d’energia, di cui spesso abusiamo o che usiamo in modo scorretto. Il crescente fabbisogno d’energia incide molto sulle trasformazioni del clima terrestre. Nelle regioni montane, la temperatura aumenta sempre più e gli animali e le piante sono costretti a rifugiarsi sempre più in alto. Al posto della flora caratteristica delle Alpi, si insediano le piante delle regioni calde più basse. Quando non avrà più habitat naturali a disposizione, la flora alpina sarà destinata a scomparire. In seguito al crescente surriscaldamento climatico i ghiacciai si ritirano sempre più e anche il limite delle nevi perenni si sposta sempre più in alto. Se la neve scompare, anche gli animali non riescono più a mimetizzarsi nel loro ambiente. Nel bel mezzo di un prato verde la pernice bianca non riuscirà più quindi a rimanere invisibile ai suoi nemici naturali.

A ‘caccia’ di stelle

È arrivato il momento di tornare indietro. La vista panoramica che si estende davanti ai nostri occhi è travolgente. Sul bordo del sentiero cresce il fiore più caratteristico delle Alpi: la stella alpina. La sua graziosa corolla è diventata emblema dell’arco alpino e abbellisce camicie, orologi, scarpe e tutta una serie di souvenir. Il fiore tuttavia proviene da Paesi remoti, più precisamente dall’Asia. La stella alpina è protetta e quindi non si può cogliere! Osservando bene la sua corolla si nota che i petali sono pelosi. La lanugine superficiale fa apparire i fiori bianchi, li protegge dai raggi intensi del sole e trattiene allo stesso tempo l’umidità dell’aria. Grazie a questa fine peluria, la stella alpina può assorbire la rugiada e l’umidità della nebbia.

Un gallo con le racchette da neve
Mentre scendiamo verso il fondovalle notiamo una pernice bianca, di taglia più piccola delle galline. Grazie al colore delle sue piume, è perfettamente mimetizzata. D’estate il suo piumaggio è grigio e quindi si confonde con il colore delle rocce. D’inverno, invece, le sue piume sono bianche come la neve. In caso di pericolo, la pernice bianca si affida alle sue doti mimetiche: rimane semplicemente immobile e si alza in volo solo se il suo nemico si avvicina troppo. Al momento di spiccare il volo fa molto rumore poiché batte le ali contro il terreno. Anche le zampe della pernice bianca sono insolite: sono ricoperte di piccole piume che consentono all’uccello di camminare sulla neve senza sprofondare, proprio come se indossasse racchette da neve.

Crema solare per i fiori
L’ultimo rappresentante caratteristico delle Alpi che incontriamo è un grazioso fiore color azzurro intenso: la genziana. Nelle Alpi ne crescono numerose varietà. La genziana acaule, per esempio, è una varietà nana. Essendo priva di stelo riesce a proteggersi dal vento, dalle intemperie e ad assorbire in fretta l’acqua dalla terra. Se si trapianta la genziana blu nei nostri orti e giardini, l’azzurro dei suoi fiori sbiadisce. Il colore intenso protegge infatti la genziana dai raggi cocenti del sole, proprio come se si trattasse di una crema solare.

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