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25.08.2018 - 10:000

Lo squalo balena

Nel mondo ci sono diverse giornate internazionali dedicate all’oceano e ai suoi abitanti

Nel mondo ci sono diverse giornate internazionali dedicate all’oceano e ai suoi abitanti. Il 30 agosto è dedicato al pesce più grande del mondo: lo squalo balena. Fino a una ventina di anni fa non era strano avvistarne uno nelle acque oceaniche davanti alle coste del Belize o in India. Ma a distanza di pochi decenni la situazione è cambiata in modo drammatico. E il problema è che non si sa molto su questi “bestioni”. Non esistono studi approfonditi sul loro reale numero.

Si sa solo che sono a rischio estinzione, che li si trova solo nel Pacifico orientale e che gli esemplari rimasti sono molto giovani, mentre i grandi della specie (che misurano quindici metri di lunghezza circa) sono spariti. Come per tutti gli abitanti del mare, le minacce sono sempre le stesse: pesca eccessiva e inquinamento. Dagli animali più piccoli a quelli più grandi, nessuno viene risparmiato!

Imparare le tabelline nel bosco

Perché non spostiamo la lezione di matematica in un bosco o quella di italiano in un prato? Perché non decidiamo di uscire dalla classe per sperimentare la bellezza dei suoni, dei colori, dei silenzi che solo la natura sa regalare? Armati di matite, righelli e quaderni, si potrebbe imparare a usare i numeri misurando il diametro di un albero o la sua altezza. Si potrebbero letteralmente sentire gli odori e vedere i colori descritti in un breve testo. Ed è proprio questa l’esperienza che vivranno diverse classi della scuola elementare e dell’infanzia tra il 17 e il 21 settembre in tutta la Svizzera. Ben 700 classi prenderanno parte all’evento: il progetto si chiama “Scuola all’aperto” e ha sempre più successo tra i docenti. L’idea – nata e voluta dal settore Scuola del WWF – ha come obiettivo la conoscenza e il rispetto del mondo che ci circonda. Non solo, immergersi nella natura stimola l’apprendimento dei bambini, promuovendo le loro competenze sociali e la loro capacità di muoversi e orientarsi nello spazio. L’insegnamento all’aria aperta – prassi normale in molti Paesi del nord – favorisce il benessere dei docenti e degli allievi, rinforzando la fiducia reciproca.

Diversi allievi, accompagnati dai rispettivi insegnanti, potranno vivere questa incredibile esperienza. Li aiuterà a comprendere meglio la Terra, le sue forme, le sue mille sfumature. Diversi studi lo confermano: studiare all’aria aperta migliora le capacità cognitive dei bambini. I più piccoli sono degli esploratori nati, sono curiosi, spesso vedono dei piccoli dettagli che sfuggono agli adulti. Hanno la capacità di inventare nuovi giochi in pochi istanti, semplicemente percependo l’ambiente in cui si trovano e usano la fantasia per fare dei viaggi immaginari che sorprendono. I docenti che hanno deciso di prendere parte al progetto avranno a disposizione un pacchetto didattico che li aiuterà a organizzare le giornate all’aperto, ma sono loro che hanno deciso quale materia insegnare e in che termini. Tanti insegnanti lo hanno sempre fatto: andare nel bosco, sedersi sotto un albero, per tenere le lezioni. Ma grazie a questo progetto si è riusciti a dare continuità all’insegnamento all’aperto. E infine: i bambini imparano annusando, ascoltando, osservando. Vivono emozioni forti, che restano impresse nelle loro menti. Quando scoprono questo mondo, imparano non solo ad amarlo, ma soprattutto a rispettarlo. Una lezione di matematica che si tiene vicino a un fiume, un lago, su un prato, si trasforma così in una lezione di vita.

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