Oggi, 09:242017-10-18 09:24:00
@laRegione

Chiude la posta di Balerna

Non ci sono più speranze: la decisione della Commissione federale è definitiva, l'ufficio postale di Balerna chiuderà. Lo riporta il Corriere del Ticino, precisando che il verdetto dell'...

Non ci sono più speranze: la decisione della Commissione federale è definitiva, l'ufficio postale di Balerna chiuderà. Lo riporta il Corriere del Ticino, precisando che il verdetto dell'Autorità indipendente di vigilanza sul mercato postale è giunto su interpellanza dell'Esecutivo, che a gennaio aveva cercato di capire se fosse possibile “salvare gli sportelli nel cuore del paese”.

A nulla sono valse le 1'781 firme di una petizione popolare e la ferma opposizione municipale. Sostituirà l'ufficio un'agenzia postale presso la cartoleria Cerutti.

 

 

Oggi, 09:202017-10-18 09:20:00
Katiuscia Cidali @laRegione

Quest'anno a Natale Bellinzona si affida a se stessa

A neanche un anno dall’apertura, la Zack Goodman ha già chiuso i battenti. Al suo posto in vicolo Muggiasca a Bellinzona c’è ora un negozio di vestiti. L’agenzia...

A neanche un anno dall’apertura, la Zack Goodman ha già chiuso i battenti. Al suo posto in vicolo Muggiasca a Bellinzona c’è ora un negozio di vestiti. L’agenzia, con casa madre a Milano, aveva aperto una sede nel centro storico lo scorso novembre versando l’affitto al Comune (proprietario), per il quale ha poi curato la grafica e il marketing degli eventi natalizi in città. Un mandato che aveva fatto discutere, oggetto anche di un’interpellanza cui il Municipio aveva risposto ammettendo di non aver prestato sufficiente attenzione all’origine della ditta. Per la promozione degli eventi natalizi, quest’anno l’esecutivo ha optato per un’altra soluzione.

Il capodicastero Opere pubbliche, Christian Paglia, spiega che per quanto riguarda la promozione economica la Città farà capo a tre suoi dipendenti: Davide Caccia, Sara Demir e Daniele Melzani (quest’ultimo da anni si occupa della logistica del Natale in piazza del Sole). Sulla linea di quanto avviato l’anno scorso dalla Zack Goodman, anche per quest’edizione si continueranno a coinvolgere i commerci locali con concorsi e distribuzione di buoni. «L’iniziativa era stata apprezzata e quindi verrà riproposta», rileva Paglia, aggiungendo che saranno coinvolti anche i commerci di Giubiasco e di altri quartieri, se interessati a partecipare.

E, mentre la collaborazione con l’agenzia italiana per la promozione delle feste natalizie può dirsi terminata, dalla stessa Zack Goodman le autorità sono in attesa di conoscere l’esito di un incarico ben più ampio. Si tratta di un’analisi di marketing territoriale. Lavori che ora – spiega Davide Caccia, direttore della Sezione finanze e promozione economica della Città – stanno giungendo a termine con la fine del mandato assegnato nella scorsa legislatura. La ditta dovrà presentare un rapporto d’analisi con delle proposte all’indirizzo del Municipio, tra cui consigli per il rilancio dei commerci locali, anche in ottica AlpTransit. Sempre nell’ambito di marketing territoriale è pure in corso un progetto di sviluppo urbanistico, affidato invece all’Associazione svizzera per la pianificazione del territorio.

Oggi, 09:042017-10-18 09:04:00
@laRegione

Elio e le Storie Tese si sciolgono

Giurano che non è uno scherzo: Elio e le Storie Tese, la band demenziale attiva dal lontano 1985, ha confermato alla trasmissione 'Le Iene' che a fine anno metterà fine al suo...

Giurano che non è uno scherzo: Elio e le Storie Tese, la band demenziale attiva dal lontano 1985, ha confermato alla trasmissione 'Le Iene' che a fine anno metterà fine al suo sodalizio. Ad annunciarlo sono stati tre noti esponenti del gruppo - Elio, Cesareo e Faso - che hanno anche annunciato un concerto d'addio (il 'Concerto Definitivo') il 19 dicembre a Milano.

https://twitter.com/redazioneiene/status/920405266453086208 

In molti si augurano che sia solo l'ennesima gag. Ma lo stesso Elio - all'anagrafe Stefano Belisario - ha confermato la notizia al quotidiano 'Il Messaggero', chiosando: "Ormai siamo antiquariato e vogliamo fare altro". E ha aggiunto: "in questo caso, è la pura verità. Non è come l’altra volta. Nel 1988, ancora prima di diventare famosi, facemmo un concerto d’addio, dopo solo sette anni di attività. Ma, in quel caso, si trattava dichiaratamente di un falso".

E ancora: "siamo gente che suona bene dal vivo in un mondo di giovani che vogliono solo youtuber, blogger, follower. Ma, soprattutto, non vogliamo finire come i Ramones".

Elio sarà comunque presente il 23 gennaio prossimo al Palazzo dei Congressi di Lugano, con l'adattamento italiano del musical dei Monty Python 'Spamalot', adattato in italiano dall'ex membro del gruppo Rocco Tanica. Qui i biglietti.

 

Oggi, 08:402017-10-18 08:40:00
@laRegione

Pedrinate, drone italiano per sorvegliare il confine

Ecco il ''drone comunale'' sul confine con Pedrinate. Lo ha deciso Cristian Tolettini, sindaco di Colverde, comune uscito dalla fusione di Drezzo, Gironico e...

Ecco il ''drone comunale'' sul confine con Pedrinate. Lo ha deciso Cristian Tolettini, sindaco di Colverde, comune uscito dalla fusione di Drezzo, Gironico e Parè. ''L'idea di acquistare il drone risponde a più utilizzi, uno di questi è per motivi di sicurezza'' commenta Tolettini, già sindaco di Drezzo, ex segretario provinciale della Lega Nord. Critico davanti alla chiusura notturna dellla dogana di Drezzo-Pedrinate. Uno che in fatto sicurezza è sempre stato in prima linea: prima le ronde padane, poi i controlli di vicinato e le telecamere sempre più sofisticate per rispondere alla paura. Ora il ''drone comunale'' per sorvegliare un confine già pattugliato da tempo da sofisticati dispositivi che sorvegliano i cieli a caccia di sospetti lungo la frontiera verde.

Tolettini aveva fatto parlare molto negli anni scorsi, quando per primo nel comasco firmò una ordinanza per vietare l'uso del burqa sul territorio comunale di Drezzo. Ordinanza immediatamente annullata dal Prefetto di Como. Ecco, ora, la sorveglianza aerea: ''Abbiamo già un servizio di vigilanza avanzato, con un sistema di telecamere in grado di leggere le targhe e in collegamento diretto con le forze dell’ordine - afferma Tolettini -. Ma non basta. Un conto è sorvegliare le via d’accesso alla città, un conto sono le zone isolate. Questa tecnologia ci consente un controllo a 360 gradi di tutto il territorio e soprattutto 24 ore su 24''.

Per acquistare il ''drone comunale'' il Comune ha stanziato 15 mila euro. Aggiunge il sindaco di Colverde: ''L'obiettivo che si siamo posti è quello di disporre di uno strumento che può essere utilizzato a seconda delle necessità. Può servire alle forze dell’ordine ma anche al nostro ufficio tecnico per mappare il territorio''.

Oggi, 08:142017-10-18 08:14:00
@laRegione

Venezuela, Maduro attacca l'Europa

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto che l’Unione Europea può "decidere tutte le sanzioni che vuole" contro il suo governo, perché "si sono lasciati possedere da...

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto che l’Unione Europea può "decidere tutte le sanzioni che vuole" contro il suo governo, perché "si sono lasciati possedere da una visione parziale e hanno rotto tutti i meccanismi di consultazione" bilaterali.

"Spero proprio che cambino idea, e non si arrendano ai piani di Donald Trump", ha detto Maduro in un incontro con la stampa straniera, durante il quale ha invitato l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Esteri, Federica Mogherini a incontrarlo "perché finora sembra che solo ascolti la destra venezuelana".

Maduro ha respinto le denunce di irregolarità nelle elezioni regionali di domenica scorsa – in cui il suo partito ha vinto in 18 stati su 23, secondo la commissione elettorale – sostenendo che con il sistema venezuelano "le frodi sono impossibili".

"Quello che dicono quelli del Tavolo dell’Unità Democratica (la coalizione di opposizione) è una menzogna globale: abbiamo vinto perché la maggioranza dei cittadini ha deciso di votare per i nostri candidati", ha sottolineato Maduro.

L’opposizione non ha riconosciuto i risultati ufficiali del voto di domenica, sul quale hanno espresso dubbi gli Usa, l’Ue, i governi di Spagna e Francia e i 12 paesi americani membri del Gruppo di Lima (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay e Perù) hanno chiesto una verifica indipendente dello scrutinio, sottolineando che si sono registrate "manipolazioni ed irregolarità" durante la votazione. (Ats)

Oggi, 08:022017-10-18 08:02:49
Simonetta Caratti @laRegione

Ospedalizzazioni fuori cantone: 'Non qualità, solo interessi'

Ogni giorno 4 persone (su 71) scelgono di farsi curare fuori cantone anche se potrebbero farlo in Ticino, in particolare per interventi ortopedici,...

Ogni giorno 4 persone (su 71) scelgono di farsi curare fuori cantone anche se potrebbero farlo in Ticino, in particolare per interventi ortopedici, cardiologici, oncologici (per resezioni a organi). Interventi perlopiù di routine, che si potrebbero fare in Ticino. Perché ai bisturi locali alcuni preferiscono quelli oltre Gottardo? Lo abbiamo chiesto a medici e pazienti in una serie di approfondimenti. Brutte esperienze con la sanità ticinese, la ricerca del miglior bisturi, il tam-tam tra conoscenti... raccontano due pazienti del Sottoceneri (certamente non rappresentativi) che hanno preso il treno verso Nord. Scelte legittime, infatti ogni paziente può curarsi dove vuole. «Non è un problema di qualità, ma piuttosto di interessi, qualcuno nel privato vuole indebolire lo Stato. Ci sono medici che mandano i pazienti con linfomi a Zurigo; quando da Zurigo inviano i casi più complessi all’Istituto oncologico della Svizzera italiana (Iosi), perché siamo l’istituto nazionale di riferimento», dice il prof. Franco Cavalli.

Se il flusso di pazienti fuori dal Ticino dovesse aumentare, a farne le spese sarebbe l’intera sanità cantonale. Spiega il professor Raffaele Rosso (‘laRegione’, 28.9): «Più si fanno interventi complessi, più diminuiscono complicazioni e mortalità». Sui numeri il Ticino rischia di uscire perdente rispetto agli ospedali universitari elvetici, complice anche la concorrenza tra pubblico e privato. «Se si continua così in Ticino si farà solo una chirurgia minore, ci vuole un gioco di squadra», dice il primario di chirurgia all’ospedale regionale di Lugano. 

Chi ci guadagna a inviare pazienti fuori dal Ticino

Per il prof. Franco Cavalli la qualità è spesso una scusa: «I pazienti vanno dove li manda il medico curante. Se è un professionista del privato avrà la tendenza a inviarli oltre Gottardo, sfruttando il persistere della mentalità che a Nord sono più bravi», spiega l’oncologo. Ma qui la qualità non sembra contare davvero: «Penso che un gruppo di medici del privato non voglia che l’Eoc si rafforzi troppo: piuttosto che inviare pazienti all’ospedale, fanno accordi con professionisti che li operano a Nord e li visitano in clinica a Lugano. Non escludo che ci siano anche ragioni finanziarie». E ci fa qualche esempio. «Diversi gastroenterologi inviano le biopsie in Svizzera interna, anche se l’Istituto cantonale di patologia è molto buono». Vista la ‘battaglia’ tra pubblico e privato, il prof. Cavalli è preoccupato per il master in medicina: «È uno dei progetti cantonali più importanti ed è l’unica garanzia di mantenere una medicina di alta qualità in Ticino. Ogni paziente che va a Nord indebolisce la facoltà perché per attirare buoni medici dobbiamo avere in Ticino un certo numero di interventi». Per l’oncologo non possiamo comunque giocare in tutti i settori nella ‘Champions League’: «In Ticino abbiamo ambiti dove siamo più deboli (non sono quelli che già rientrano nella facoltà di scienze biomediche) e per questi settori si può capire che si prenda ancora il treno per Zurigo. Ma succede purtroppo anche per i settori dove siamo tra i più bravi e questo non è giustificato».

Oggi, 08:012017-10-18 08:01:00
Matteo Caratti @laRegione

Rogna, cimurro e petardi bagnati!

Argo 1 ora siamo ormai ai diversivi, talmente banali che il trucco c’è… e si vede! Eccome, se si vede!

Il metodo è semplice: si cerca di screditare il superteste che ha...

Argo 1 ora siamo ormai ai diversivi, talmente banali che il trucco c’è… e si vede! Eccome, se si vede!

Il metodo è semplice: si cerca di screditare il superteste che ha denunciato ‘la bügada’ e che ha parlato forte e chiaro (vedi a pagina 3). Del resto non è difficile farlo, visto che in taluni ambienti pare che gli scheletri negli armadi abbondino. Come si suol dire: se uno ha la rogna, l’altro avrà il cimurro.

Ma il petardo è bagnato, perché la procura – interpellata dalla Rsi – nel giro di poche ore ha confermato che per lei il superteste è attendibile. Come fa a dirlo? Perché al Ministero mica sono nati ieri e di testi ne hanno probabilmente sentiti anche altri, a conferma di diverse cosette affermate dal superteste.

Morale della favola nella migliore delle ipotesi? Qualcuno ha interesse a creare confusione e c’è chi si presta volentieri al gioco. Perché mai? Non è difficile capirlo: perché il gioco si fa sempre più duro.

C’è un ex procuratore pubblico all’opera su mandato del governo, c’è una commissione del parlamento che fra un caffè e un cappuccio ha finalmente fatto i compiti, c’è una Procura che indaga, c’è un’opinione pubblica che ha capito benissimo. Il cerchio si sta dunque stringendo e il nervosismo di taluni è comprensibilmente alle stelle. E, come detto, sparano petardi bagnati, meglio così, altrove sparano altro. In fondo è anche bello essere beata provincia!

Oggi, 08:002017-10-18 08:00:00
@laRegione

Nuovo stop per il 'travel ban' di Trump

Nuovo stop giudiziario anche alla terza ed ultima versione del ’travel ban’ varato dal presidente Usa Donald Trump in nome di un’"America più sicura’.

Questa volta è...

Nuovo stop giudiziario anche alla terza ed ultima versione del ’travel ban’ varato dal presidente Usa Donald Trump in nome di un’"America più sicura’.

Questa volta è stato un giudice federale delle Hawaii a bloccare temporaneamente gran parte del provvedimento, che sarebbe dovuto entrare in vigore alla mezzanotte ora di Washington (le 6 in Svizzera).

Una battuta d’arresto che ripropone l’interrogativo di fondo se il presidente abbia o meno l’autorità per intervenire in materia. Domanda alla quale con ogni probabilità risponderà la Corte suprema, dove finirà anche questo ennesimo scontro legale. Per la Casa Bianca la decisione è "pericolosamente errata". In ogni caso si tratta di una nuova, imbarazzante debacle per l’amministrazione Trump.

Il giudice, Derrick K. Watson, ha congelato il bando per sei degli otto Paesi indicati: Siria, Libia, Iran, Yemen, Ciad e Somalia, tutti a maggioranza musulmana. Restano intatte invece le limitazioni per la Corea del nord e il Venezuela, che peraltro non erano state impugnate.

Il bando, si legge nelle 40 pagine di motivazione del giudice, "soffre precisamente delle stesse malattie di quello precedente: manca di prove sufficienti del fatto che l’ingresso di oltre 150 milioni di cittadini da sei Paesi specifici sarebbe dannoso agli interessi degli Usa". Non solo. L’ordine esecutivo di Trump "discrimina chiaramente sulla base della nazionalità" in un modo che contrasta con la legge federale e con i principi fondanti di questa nazione". Insomma, una decisione non documentata e razzista.

Autore del ricorso, come nei casi precedenti, lo Stato delle Hawaii, insieme all’International Refugee assistance project ed altri enti. Trump, questa la motivazione dell’impugnazione, è andato oltre i suoi poteri nel definire la politica sull’immigrazione, e la sua ultima misura, come le due precedenti, attua l’incostituzionale promessa elettorale di un bando contro i musulmani. Il provvedimento, secondo le Hawaii, "eccede i limiti sull’autorità esclusiva del presidente che sono stati riconosciuti per quasi un secolo, soppiantando le politiche sull’immigrazione del Congresso con un bando unilaterale e illimitato del presidente". E, sostengono i ricorrenti, "continua a realizzare la promessa non rinnegata di escludere i musulmani dagli Stati Uniti".

Molti esperti ritenevano che l’ultima versione del bando fosse meno vulnerabile anche per l’aggiunta di due Paesi non musulmani. Ma nel ricorso si sostiene che si tratta di una mossa prevalentemente simbolica perché i nordcoreani che viaggiano negli Usa sono davvero pochi, mentre le restrizioni per il Venezuela riguardano solo alcuni dirigenti governativi e le loro famiglie.

Nel frattempo la Casa Bianca ha fatto sapere in una nota che: "Il dipartimento della giustizia difenderà vigorosamente l’azione legale del presidente". "Siamo fiduciosi che il sistema giudiziario alla fine confermerà l’azione legale e necessaria e ripristinerà rapidamente le sue vitali protezioni per la sicurezza del popolo americano", prosegue la nota.

La decisione del giudice delle Hawaii sul ’travel ban’ è "pericolosamente errata", dice la Casa Bianca. La decisione pericolosamente errata di una corte distrettuale mina gli sforzi del presidente di mantenere sicuro il popolo americano e di far rispettare gli standard di sicurezza minimi per l’ingresso negli Usa", si legge ancora nella nota. Le restrizioni applicate ai vari Paesi, prosegue, "si basano sulla loro incapacità o non volontà di condividere informazioni importanti necessarie per una valutazione sicura delle richieste, come pure la valutazione della minaccia legata al terrorismo, all’instabilità e ad altre gravi preoccupazioni connesse alla sicurezza della nostra nazione".

Oggi, 07:482017-10-18 07:48:00
@laRegione

Inizia in Cina il congresso del Pc

Il premier cinese Li Keqiang ha aperto ufficialmente i lavori del 19esimo congresso del Partito comunista Pcc, chiamato a rinnovare gli organismi interni a partire dal Comitato...

Il premier cinese Li Keqiang ha aperto ufficialmente i lavori del 19esimo congresso del Partito comunista Pcc, chiamato a rinnovare gli organismi interni a partire dal Comitato centrale.

Il segretario generale, nonché presidente cinese, Xi Jinping ha iniziato la sua relazione dedicata ai cinque anni passati e alle prospettive del prossimo quinquennio e oltre. Xi, nelle attese, dovrebbe rafforzare i suoi poteri quale ’’core leader’’, nucleo del Partito.

Le prospettive della Cina ’’sono luminose ma restano sfide impegnative’’, ha affermato Xi. Negli ultimi 5 anni, ha ricordato, il prodotto interno lordo è aumentato da 54’000 miliardi di yuan a quota 80’000, pari a 12’100 miliardi di dollari circa.

La Cina manterrà il tasso di crescita della sua economia "a un passo medio-alto", ha aggiunto, ponendo poi l’accento sul fatto che "il socialismo con caratteristiche cinesi è entrato in una nuova era" e che la Cina "resta la più grande nazione in via di sviluppo".

Raggiungere il rinnovamento della Cina non sarà "come una passeggiata nel parco". Nel suo intervento Xi ha rimarcato che il "sogno cinese" richiede una lotta decisa alle contraddizioni e forte impegno su progetti e cause. Il traguardo finale è la costruzione di una "grande e moderna nazione socialista".

La Cina "diventerà solo e sempre più aperta" e le barriere di ingresso agli investimenti stranieri saranno ulteriormente abbassate. Nel discorso di apertura il segretario generale ha assicurato che "la porta della Cina è stata aperta e non sarà chiusa, ma si aprirà di più’’. Xi ha parlato di continuazione del processo di "liberalizzazione dei cambi e dei tassi d’interesse".

Il Partito comunista cinese "deve mantenere l’assoluto controllo sulle forze armate", ha poi detto ancora, assicurando che il Partito "si opporrà a ogni azione che metta a rischio la leadership". Pechino deve poi "mantenere una ampia autorità centrale su Hong Kong e Macao". (Ats)

Oggi, 07:382017-10-18 07:38:00
@laRegione

In circolazione da oggi i nuovi 10 franchi

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi,...

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi, la prima della nona serie con il tema "la Svizzera nei suoi molteplici aspetti".

La banconota si conferma di colore giallo come quella destinata ad andare in pensione. A livello grafico, il ritratto di Le Corbusier, in circolazione dall’aprile 1997, ha lasciato il posto a diverse rappresentazioni il cui elemento principale è il tempo cronologico.

I motivi marcanti presenti su tutte le nuove banconote sono la mano – in questo caso di una direttrice d’orchestra – e il globo, stavolta caratterizzato dai fusi orari. Sulla striscia di sicurezza è raffigurata la rete ferroviaria svizzera e sono elencate le più lunghe gallerie ferroviarie della Svizzera.

Sul retro del biglietto da 10 franchi, leggermente più piccolo di quello vecchio, sono visibili un tunnel, "parte della fitta rete ferroviaria elvetica, il cui funzionamento presuppone buona organizzazione e precisione cronometrica", il meccanismo di un orologio, che "simboleggia un’organizzazione ben funzionante" e una porzione della rete ferroviaria svizzera.

La prossima banconota sarà quella da 200 franchi, che sarà emessa nell’autunno del 2018. Gli ultimi due tagli della nuova serie, i biglietti da 1’000 e da 100 franchi, saranno messi in circolazione nel corso del 2019.

Tutte le nuove cartamonete si contraddistinguono per "l’innovativa combinazione di complesse caratteristiche di sicurezza con una veste grafica sofisticata e garantiscono un’elevata sicurezza anticontraffazione", afferma l’istituto di emissione.

Le banconote dell’ottava serie, entrata in circolazione tra il 1995 e il 1998, continueranno – fino a nuovo avviso – a valere come mezzo di pagamento legale. (Ats)

Oggi, 07:362017-10-18 07:36:00
Guido Grilli @laRegione

Lugano, torna a processo il traffico di Muscle Car 

«Se si fosse presentato in aula sarebbe stato immediatamente arrestato». Parola della procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti. Se lo aspettavano i giudici e le...

«Se si fosse presentato in aula sarebbe stato immediatamente arrestato». Parola della procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti. Se lo aspettavano i giudici e le parti e, in effetti, il secondo imputato del processo per nuovi casi di truffa alle società di autonoleggio, ha disertato il dibattimento. L’imputato atteso è un’antica conoscenza della giustizia: si tratta di un cittadino italiano, 42enne, già condannato a due anni e mezzo di carcere, di cui i primi due sospesi con la condizionale, nel maxiprocesso – erano nove gli imputati, di cui uno latitante – celebrato nel febbraio 2015 nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Muscle Car’.

Il clamoroso traffico, tra i più vasti giudicati allora alle nostre latitudini, aveva visto quale principale imputato un 48enne ex titolare del garage Gto di Canobbio, al quale i giudici avevano inflitto tre anni e mezzo di carcere, e a capo di un vasto traffico illecito di auto rubate all’estero e rivendute in Svizzera. Dopo la prima condanna, il 42enne italiano atteso ieri a Lugano si era subito dato alla macchia in Italia da dove non si è più mosso, eludendo così l’espiazione dei sei mesi di detenzione inflittigli due anni fa. Ieri la Corte delle assise criminali di Lugano, presieduta dalla giudice Rosa Item, ha così aggiornato il processo al 22 novembre. Se anche in quel caso l’imputato non si ripresenterà, il dibattimento si svolgerà comunque in sua assenza.

Intanto ieri il nuovo traffico di auto ha visto la prima condanna proprio in prima mattinata, davanti alla Corte delle assise correzionali, presiedute sempre dalla giudice Rosa Item: sul banco degli imputati è comparso un 47enne italiano che, unitamente appunto al 42enne ieri mai giunto in aula, ha messo in atto truffe compiute a partire dall’agosto del 2015 con la sua presunta complicità.

Nel mirino anche una Maserati

Nel mirino dei due, alcune società di autonoleggio in Ticino per un traffico di auto che alla fine ha conosciuto quale esito finale la sparizione delle vetture nell’Europa dell’Est. Il cittadino italiano di 47 anni è stato condannato con rito abbreviato a 8 mesi sospesi con la condizionale e riconosciuto colpevole dei reati di ripetuta truffa, consumata e tentata, e appropriazione indebita. Il modus operandi? Il 47enne si presentava a firmare i contratti di noleggio delle auto presso le società e poi, anziché ritornarle dopo il loro utilizzo ai legittimi proprietari, consegnava le vetture al complice in territorio italiano, da dove venivano poi rivendute in diversi Paesi dell’Est. «L’ho fatto perché ero in difficoltà economiche» – ha spigato alla Corte l’imputato, il quale ha ammesso le proprie responsabilità.

«Ma sapeva che il suo complice era già stato condannato per un traffico analogo?», ha chiesto la giudice Rosa Item all’imputato. «No», ha risposto il 47enne che nel frattempo è riuscito a trovare lavoro in Italia. Il 47enne, unitamente al 42enne, aveva messo gli occhi anche su una vettura di lusso: una Maserati, che stava per essere noleggiata ai malintenzionati da una celebre società luganese. Ma la truffa è stata sventata grazie al pronto intervento della Polizia cantonale. L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Cocchi, in un’altra occasione – nel periodo dell’inchiesta ‘Muscle Car’, questa volta in qualità di socio e gerente di una società di auto con sede a Zugo – si era impossessato di una Range Rover mai più recuperata e, ipotizzano gli inquirenti, venduta allora alla Gto di Canobbio, a monte proprio dell’intero filone dei traffici internazionali di auto. Insomma, per dire che il cerchio si chiude.

Oggi, 07:312017-10-18 07:31:00
Davide Martinoni @laRegione

Locarno, false fatturazioni: viceprimario a processo

C’era stato un accordo, fra l’ex viceprimario di chirurgia della Carità di Locarno e l’Ente ospedaliero cantonale. Prevedeva che il medico si dimettesse,...

C’era stato un accordo, fra l’ex viceprimario di chirurgia della Carità di Locarno e l’Ente ospedaliero cantonale. Prevedeva che il medico si dimettesse, rinunciasse al posto di primario al quale aspirava visto l’imminente pensionamento del superiore in carica, e che lasciasse il Ticino per cercare qualcos’altro fuori cantone. In cambio, l’Eoc «non avrebbe fatto trapelare informazioni alla stampa» (secondo la formulazione del giudice Mauro Ermani).

Il singolare antefatto è emerso ieri mattina durante il processo per truffa qualificata (consumata e tentata) e ripetuta falsità in documenti a carico del professionista, autore di 83 fatturazioni su cui figurava il suo nome come chirurgo operativo – anche se non lo era stato – per favorire finanziariamente i due giovani capiclinica del suo team che si “ammazzavano” di ore di lavoro (non retribuite) e, in sala operatoria, svolgevano impeccabilmente il suo stesso lavoro ma sarebbero stati pagati meno in quanto non ancora in possesso della certificazione Fmh.

Eppure, nonostante l’accordo e il risarcimento del dovuto, le informazioni alla stampa erano arrivate ugualmente. E proprio su quella base era scattata l’inchiesta penale – perciò definita «un po’ anomala» da Ermani – condotta dal sostituto procuratore generale Andrea Pagani; magistrato che a carico di tutti gli altri inchiestati (i due capiclinica e 3 impiegate amministrative) ha già pronunciato dei decreti di abbandono. Stessa sorte sarebbe dovuta toccare all’imputato, secondo i suoi difensori Francesca Nicora e Marco Broggini.

Quest’ultimo ha infatti più volte ribadito, in arringa, che un procedimento penale in un caso simile non si giustifica. «La premessa è che lo stesso Eoc si era ben guardato dal voler avviare un procedimento. Poi va detto che gli unici ad aver incassato qualcosa sono i due capiclinica, e sono stati prosciolti alla grande. Il nostro cliente aveva inoltre un movente nobile e sapeva che Oltralpe quella prassi è quasi una regola. Se sono ravvisabili dei reati, sono di una gravità meno che minima perché il danno è inesistente (al limite parliamo di 9’300 franchi di prestazioni per pazienti autopaganti) e comunque il medico ha già da tempo risarcito e ammesso la sue colpe. In più, è stato messo alla gogna mediatica per un’intera estate». Quindi, per la difesa, «il procedimento va abbandonato» e il medico «va esentato da ogni pena». Questo considerando inoltre, come fatto presente da Nicora, che il chirurgo «sui referti operatori non aveva mai omesso di indicare chi era il vero autore degli interventi».

Specializzandi sotto pressione

Di tutt’altro avviso il fronte accusatorio, costituito da Pagani e dall’avvocato Mario Molo, legale di Eoc. Il primo ha riconosciuto che l’agire dell’imputato non era finalizzato all’arricchimento personale. Tuttavia, spiegando nel dettaglio il complesso sistema di fatturazione in vigore all’Eoc e le modalità utilizzate dal chirurgo per favorire i due assistenti, è giunto alla conclusione che gli estremi per la truffa e la falsità in documenti ci siano tutti e siano tali da giustificare una pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere da 350 franchi, sospesa per due anni. L’avvocato Molo ha sottolineato che «la truffa si prefigura anche solo se il patrimonio del truffato viene messo in pericolo».

Significative, infine, le parole dell’imputato in chiusura di dibattimento. Il chirurgo si è detto «rattristato da quanto successo e anche per aver fatto soffrire la mia famiglia durante il periodo formativo, con le mie assenze. Ciò che è successo a me capita tuttora a chi si forma. Come primario di chirurgia avrei cambiato le cose. Il procedimento è stato strumentalizzato. Il problema vero è che non si riesce a vedere oltre e a rendere merito ai giovani medici che giornalmente danno anima e cuore per il loro lavoro». La sentenza è attesa non prima della prossima setti

Oggi, 07:222017-10-18 07:22:00
@laRegione

Cadenazzo, stop alle case dai colori 'fluo'

Un freno ai colori per le case di Cadenazzo, le cui facciate non potranno più essere di colori troppo vivaci o appariscenti. Il legislativo, nella seduta di lunedì sera,...

Un freno ai colori per le case di Cadenazzo, le cui facciate non potranno più essere di colori troppo vivaci o appariscenti. Il legislativo, nella seduta di lunedì sera, ha accolto la mozione del gruppo Plr (primo firmatario Nadir Lafranchi) depositata lo scorso aprile per l’introduzione di un regolamento per il tinteggio delle facciate degli edifici. Questa normativa, riguardante le facciate, verrà implementata nel regolamento edilizio – la cui applicazione verrà estesa anche a Robasacco – ed entrerà in vigore nei prossimi mesi.

Luce verde dal Cc anche al nuovo regolamento dei dipendenti comunali, che entrerà quindi in vigore dal 1° gennaio 2018, e che prevede l’introduzione di un nuovo modello salariale con una nuova scala di stipendi. È stato anche approvato un credito di 591mila franchi circa quale partecipazione al finanziamento delle opere di priorità A d’interesse regionale del programma d’agglomerato del Bellinzonese di seconda generazione (Pab 2). Concesso pure un credito di 77mila franchi per la sostituzione della condotta dell’acqua potabile in via Al Precassin.

Infine, l’Altra Cadenazzo ha consegnato una mozione riguardante l’introduzione di un servizio sociale comunale di trasporto. Anche il Cc di Lumino, nella seduta di lunedì, ha dato il via libera a tutte le trattande all’ordine del giorno. Concesso quindi un credito da 178mila franchi per la revisione generale del Piano regolatore e uno da 134mila franchi per l’allargamento dell’ultimo tratto di via Bierino. Il legislativo ha inoltre confermato l’appoggio al Municipio, che intende interporre ricorso contro la prevista trasformazione o chiusura dell’Ufficio postale di Lumino.

Oggi, 07:132017-10-18 07:13:00
@laRegione

Argo 1, al via la commissione parlamentare d'inchiesta

L’affaire Argo 1 finirà sul tavolo di una Commissione parlamentare d’inchiesta che verrà costituita, con molta probabilità, il prossimo 20 novembre quando il...

L’affaire Argo 1 finirà sul tavolo di una Commissione parlamentare d’inchiesta che verrà costituita, con molta probabilità, il prossimo 20 novembre quando il Gran Consiglio tornerà a riunirsi. Lo ha annunciato ieri in aula Pelin Kandemir Bordoli, presidente della Gestione. La Cpi indagherà «sull’operato del Consiglio di Stato, dei dipartimenti e dei servizi competenti e coinvolti nella gestione del settore asilo» come ha precisato la presidente.

Toccherà al parlamento, ovviamente, dire l’ultima parola e lo farà, come detto, alla prossima sessione concedendo il nullaosta con relativo mandato – che appare scontato – e nominando i membri (uno per gruppo parlamentare). La Gestione, che si è riunita ancora ieri pomeriggio, ha preso atto delle conclusioni unanimi della propria sottocommissione coordinata da Alex Farinelli e «a larga maggioranza» le ha fatte proprie. Tempi più rapidi del previsto – si era parlato di due o tre settimane – dunque per affinare i termini della futura inchiesta (che affiancherà quella penale e l’altra amministrativa, varata dal governo).

La “spinta propulsiva” è giunta dal coordinatore Farinelli che c’ha lavorato tutto lo scorso weekend, supportato a distanza da Ivo Durisch, capogruppo socialista, giunto ieri in riunione con parecchie idee. Fatta la sintesi fra i due, ne è scaturita una riflessione coi colleghi commissari-deputati, per arrivare alle conclusioni unanimi: il mandato da sottoporre al resto della Gestione. Che l’ha esaminato nel tardo pomeriggio, durante la pausa dei lavori parlamentari, e approvato nei modi riferiti da Kandemir Bordoli.

Allora, Farinelli, è soddisfatto delle conclusioni? «Certo, lo sono, perché ci avevano dato tre settimane e invece ce ne abbiamo messe solo due. In sottocommissione c’è stata, evidentemente, un’ampia discussione per definire il mandato». A questo punto cosa vi aspettate dal Consiglio di Stato? «La massima collaborazione, anche perché credo sia nell’interesse di tutti che questa vicenda veda finalmente la fine» risponde ancora il capogruppo liberale radicale. L’idea è quella di chiudere entro l’estate... «Infatti, per quanto non sarà facile perché non bisogna dimenticare che siamo pur sempre parlamentari di milizia». La sottocommissione ha dunque concluso il proprio lavoro? «Diciamo che consegnerà tutto quello che ha raccolto alla costituenda Commissione parlamentare d’inchiesta».

Previsto come detto anche un budget, non tanto per i parlamentari – che già godono dei “gettoni” di presenza –, quanto piuttosto per eventuali periti esterni. La cifra dovrebbe aggirarsi sui 100’000 franchi. Nei prossimi giorni i gruppi parlamentari definiranno meglio le rispettive posizioni già pensando a chi dovrà sedere nella Cpi. E non per forza toccherà a chi già se n’è occupato, come appunto i membri della sottocommissione. Anche perché, si diceva ieri nei corridoi, è un lavoro impegnativo che richiede tempo... L’appuntamento è fissato per il 20 novembre, quando appunto il parlamento costituirà la commissione. «È stato approfondito ogni aspetto, come previsto dalla legge in materia, e si è giunti a questa decisione» ha dichiarato ieri ai media, dopo l’annuncio in aula, Pelin Kandemir Bordoli. «A questo punto i gruppi parlamentari sono invitati a discutere e decidere prima della prossima sessione di novembre. La Commissione della gestione ha approvato la decisione a larga maggioranza, mentre la proposta è giunta unanime dalla sottocommissione» ha aggiunto la presidente. La Gestione è dell’idea, ha aggiunto Kandemir Bordoli, che si debba poi «procedere celermente».

Entro l’estate 2018, salvo sorprese di percorso. E il contenuto del mandato? «Quello che ho riferito in aula. Verificare l’attività del Consiglio di Stato, dei dipartimenti e dei servizi coinvolti nella gestione dei richiedenti l’asilo. Questo in buona sostanza è il mandato». Che basta e avanza.

Oggi, 07:132017-10-18 07:13:00
Samantha Ghisla @laRegione

Amb: i Comuni non aggregati hanno inoltrato la domanda di riscatto della rete

È partita venerdì scorso la lettera inviata congiuntamente a Bellinzona dai quattro Comuni non aggregati per chiedere il riscatto...

È partita venerdì scorso la lettera inviata congiuntamente a Bellinzona dai quattro Comuni non aggregati per chiedere il riscatto della rete di energia elettrica attualmente di proprietà delle Amb presente sul loro territorio. Per capire il prezzo dell’esproprio sono stati richiesti alla Città dati sui valori della rete. Si tratta del primo passo concreto di Arbedo-Castione, Lumino, Cadenazzo e S. Antonino – annunciato settimana scorsa in un comunicato congiunto – contro la proposta di nuova convenzione elaborata dal Municipio di Bellinzona per l’utilizzo della rete, nell’ambito della trasformazione delle Aziende municipalizzate in Ente autonomo di diritto pubblico (accettata lunedì sera dal Consiglio comunale bellinzonese).

La battaglia annunciata prevede anche la possibilità che, tramite il loro legale Mario Molo, i quattro Comuni ricorrano contro tale decisione al Consiglio di Stato. I Municipi si esprimeranno entro 30 giorni. Per ora sia il Consiglio comunale di Arbedo-Castione che quello di Lumino, riunitisi lunedì sera, hanno dato il via libera ai rispettivi Municipi a intraprendere la battaglia e a stare in lite con la Città a proposito della convenzione Amb. Il tema sarà sottoposto durante la prossima seduta anche al Consiglio comunale di S. Antonino (lunedì 23 ottobre) e Cadenazzo.

Ok alla variante sulle luci rosse

Oltre al tema Amb, il legislativo di Arbedo-Castione ha dato il via libera anche a tutte le altre trattande all’ordine del giorno, tra cui la nuova variante di Piano regolatore che esclude la possibilità di esercitare la prostituzione all’interno di alcuni comparti della zona J2 (situata vicino a zone residenziali), in modo da evitare disturbi durante gli orari notturni. Si tratta in particolare della località Campagna/Semunz ad Arbedo (tra via del Carmagnola e i binari ferroviari), della località Prati di S. Cristoforo sempre ad Arbedo (tra strada cantonale, ferrovia e Moesa) e a Castione i “Prati dei Mulini” tra via San Bernardino e l’A13. Luce verde anche al Consuntivo 2016 (che presenta un avanzo di 40mila franchi), ad altre due varianti di Pr (Riserva forestale Motto d’Arbino e comparto scolastico di Castione) e alla convenzione per la fornitura d’acqua potabile da parte di Lumino a un comparto di Castione.