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28.11.2017, 14:032017-11-28 14:03:14
@laRegione

Dal Ticino la tecnologia per l'identità digitale

Potrebbe arrivare dal Ticino la tecnologia per l'identità digitale voluta dal Consiglio federale. È notizia recente che il Governo intende emanare regole chiare...

Potrebbe arrivare dal Ticino la tecnologia per l'identità digitale voluta dal Consiglio federale. È notizia recente che il Governo intende emanare regole chiare riguardo all'identità elettronica: un'identificazione digitale delle persone, verificabile, univoca e riconosciuta dallo Stato. La start up Valble Sa, installata al Tecnopolo Ticino di Manno dal 2016, ha dunque sviluppato una tecnologia che soddisferebbe questi criteri offrendo la base tecnologica per implementare la strategia della Confederazione. Il principio che ruota attorno a questa innovazione è che lo stoccaggio dei dati avverrà localmente, e non sarà quindi dipendente da server sotto controllo di terzi.

23.11.2017, 08:122017-11-23 08:12:00
Generoso Chiaradonna @laRegione

Quei rischi sottovalutati

È l’inconsapevolezza il vero nemico di cittadini e aziende. Quando si parla di Cyber risk, per esempio, non si conoscono o si sottovalutano i rischi e quindi si è inevitabilmente vulnerabili....

È l’inconsapevolezza il vero nemico di cittadini e aziende. Quando si parla di Cyber risk, per esempio, non si conoscono o si sottovalutano i rischi e quindi si è inevitabilmente vulnerabili. Nelle imprese ticinesi, stando a un’analisi effettuata dalla società InTheCyber e Supsi per conto della Camera di commercio, non sempre questi rischi sono tenuti in considerazione. Una scarsa diffusione dell’analisi di questi rischi e una limitata capacità di analisi dei danni economici che ne possono derivare sono di fatto delle alleate dei ‘criminali informatici’. Eppure negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso i rischi informatici, anche perché la tecnologia è sempre più protagonista di ogni attività lavorativa, esponendo di fatto le aziende a maggiori pericoli, primo fra tutti l’interruzione del servizio, ma anche la perdita di dati sensibili o il rischio reputazionale. E gli attacchi informatici sono ormai all’ordine del giorno, fra malware, phishing e sfruttamenti della vulnerabilità della rete. «C’è bisogno di un cambio di mentalità sia da parte degli imprenditori e dirigenti, sia da parte di chi si trova al fronte», spiega Alessandro Trivilini, responsabile del Servizio di informatica forense del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. «Dobbiamo pensare come un hacker per cercare di capire quali sono le vulnerabilità del nostro sistema», continua Trivilini. Spesso, infatti, è un errore umano e non una falla di sistema la chiave d’entrata utilizzata dai Cyber criminali. Scaricare un allegato di posta elettronica oppure dare inconsapevolmente delle informazioni sensibili a quella persona che si cela – via social o e-mail – dietro un nome amico e familiare. «Il fattore umano è determinante per un incidente informatico perché è altamente prevedibile», continua l’esperto della Supsi. Eppure delle 36 aziende intervistate rappresentative di banche, fiduciarie, multinazionali e istituzioni pubbliche o parapubbliche, ben il 71% ha subito un tentativo di phishing (furto di dati) e il 53% di ransomware (ricatti informatici) negli ultimi 24 mesi. «Ma quello che più colpisce è che la metà degli intervistati tende a privilegiare il proprio business rispetto alla sicurezza», spiega invece Paolo Lezzi, Ceo e fondatore di InTheCyber. Quindi, nonostante l’enfasi che quasi quotidianamente viene posta sui vari malware (WannaCry, eccetera) che colpiscono aziende molto note, c’è una sorta di fatalismo da parte delle imprese ticinesi. Eppure – continua Lezzi – basterebbero pochi accorgimenti tecnici e una buona informazione presso i propri collaboratori per evitare tanti episodi spiacevoli che costano tempo e denaro.

Sorprende il caso di Uber

I dati di 57 milioni di clienti di Uber sono stati piratati, ma la multinazionale per il trasporto privato lo ha tenuto nascosto per un anno preferendo pagare un riscatto, ben 100mila dollari, agli hacker che avevano piratato nomi, e-mail, numeri di telefono di 50 milioni di clienti e 7 milioni di autisti. I dati sono stati poi distrutti. Se anche i colossi tecnologici sono vulnerabili, figuriamoci una Pmi. «Non è questione di dimensione – spiega Trivilini – ma di cultura della prevenzione che è sempre di natura umana».

19.11.2017, 11:472017-11-19 11:47:42
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Pericolo hacker nei regali di Natale

Smartphone, droni, giocattoli connessi ed elettrodomestici intelligenti. Sono tutti possibili regali di Natale e tutti in cima alla lista di pericolosità per gli attacchi hacker....

Smartphone, droni, giocattoli connessi ed elettrodomestici intelligenti. Sono tutti possibili regali di Natale e tutti in cima alla lista di pericolosità per gli attacchi hacker. A stilare la classifica è McAfee, che ogni anno redige la ricerca "Most Hackable Holiday Gifts" per aiutare gli utenti ad identificare i potenziali rischi per la sicurezza associati ai regali più popolari delle festività natalizie. Computer portatili, tablet e smartphone sono in cima alla lista compilata dalla società di sicurezza seguiti da droni, palmari, giochi e dispositivi connessi. I primi tre tipi di dispositivi "sono obiettivi tradizionali dei criminali informatici e, se non adeguatamente protetti, possono essere infettati da applicazioni dannose". Dalla ricerca emerge che quasi tutti gli intervistati (91%) afferma di sapere che è importante mantenere la propria identità e i propri dispositivi connessi al sicuro, ma solo il 53% adotta le misure necessarie per la protezione. Il 16% è convinto che il produttore abbia integrato la sicurezza nel prodotto, e un altro 22% sa di dover adottare precauzioni di sicurezza, ma non sa come farlo. Per non rovinare il clima delle feste, McAfee suggerisce una serie di precauzioni da prendere: pensare prima di cliccare; aggiornare i software; fare attenzione al Wi-Fi pubblico e non fare acquisti o banking online da questo genere di connessione; proteggere la propria rete domestica; informarsi su come i produttori prendono sul serio la sicurezza, specialmente quando si tratta di giocattoli connessi.

17.11.2017, 13:422017-11-17 13:42:44
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Tesla introduce il Tir elettrico

Tesla punta a rivoluzionare in chiave ’verde’ il trasporto su gomma con un tir elettrico che arriverà sulle strade nel 2019. Mostrato nel corso di un evento californiano dal fondatore...

Tesla punta a rivoluzionare in chiave ’verde’ il trasporto su gomma con un tir elettrico che arriverà sulle strade nel 2019. Mostrato nel corso di un evento californiano dal fondatore della società, Elon Musk, che si è presentato al pubblico a bordo del mezzo, l’autoarticolato promette di percorrere 800 chilometri con una sola ricarica anche a pieno carico (36 tonnellate).

Il veicolo si chiama Tesla Semi e, secondo Musk, rispetto ai tir tradizionali "è migliore sotto ogni punto di vista". Anche economico, se si considerano i minori costi di alimentazione e mantenimento. In produzione nel 2019, avrà il sistema Autopilot che mantiene una determinata velocità, rallenta nel traffico e assicura di restare nella propria corsia. L’autoarticolato è prenotabile con un anticipo di 5 mila dollari, ma il prezzo finale non è stato ancora reso noto.

Ammonta a 200mila dollari, invece, il listino di partenza di un altro veicolo presentato da Tesla: un’auto sportiva a quattro posti. Chiamata Roadster 2, è l’aggiornamento superpotenziato della Roadster presentata nel 2008. Va da zero a cento in 1,9 secondi, ha una velocità massima di 402 chilometri orari e un’autonomia di mille chilometri dalla presa elettrica. Arriverà nel 2020, ma può essere prenotata da subito con un anticipo di 45mila dollari. (Ats)

17.11.2017, 10:432017-11-17 10:43:41
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Poli di Losanna: intelligenza artificiale per catalogare i rifiuti, e risparmiare sulla raccolta

Ricercatori del Politecnico di Losanna (Epfl) e della Scuola universitaria professionale dell’arco giurassiano...

Ricercatori del Politecnico di Losanna (Epfl) e della Scuola universitaria professionale dell’arco giurassiano, in collaborazione con la start-up Cortexia, hanno sviluppato un dispositivo che individua i rifiuti per le strade e li divide per categoria. Il sistema potrebbe fornire un risparmio consistente nel settore della pulizia.

Delle telecamera installate su alcuni veicoli filmano le strade, i parchi e gli oggetti che vi si trovano. Le immagini sono in seguito analizzate da un computer che divide e cataloga i rifiuti rilevati in 25 categorie, tra cui mozziconi, Pet o giornali, indica in una nota odierna l’Epfl.

La lista è personalizzabile a seconda dei bisogni: "le autorità potranno decidere quali categorie includere o meno, in base ai loro sistemi di pulizia o a ciò che considerano rifiuti", rileva l’assistente scientifico Mohammad Saeed Rad, citato nel comunicato.

Il sistema permette inoltre di stabilire il grado di sporcizia, sapendo dove sono determinati rifiuti e in quali momenti alcune aree sono congestionate. "Le città potranno prendere migliori decisioni in merito ai macchinari per la pulizia da acquistare, le zone e la frequenza di pulizia delle strade", precisa la nota.

I ricercatori, il cui lavoro è stato pubblicato su Computer Vision Systems, ritengono che le autorità potrebbero risparmiare "molto denaro su un budget quantificato in milioni di franchi", sostiene l’EPFL.

7.11.2017, 23:482017-11-07 23:48:00
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Ditelo in 280 caratteri

Anche Twitter fa una svolta e... prolunga i cinguettii. Si chiude l’era del limite a 140 caratteri e si apre quella dei 280. Sarà così per tutti o quasi. Gli utenti che usano il servizio di '...

Anche Twitter fa una svolta e... prolunga i cinguettii. Si chiude l’era del limite a 140 caratteri e si apre quella dei 280. Sarà così per tutti o quasi. Gli utenti che usano il servizio di 'microblogging' in cinese, giapponese e coreano saranno al momento ancora vincolati al limite originario. Questione di un... tweet.

3.11.2017, 17:052017-11-03 17:05:00
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L'Economist attacca i social network: 'minacciano la democrazia'

Una mano che impugna la 'f' di facebook come una pistola fumante e un titolo senza mezzi termini: 'La minaccia dei social network alla democrazia"...

Una mano che impugna la 'f' di facebook come una pistola fumante e un titolo senza mezzi termini: 'La minaccia dei social network alla democrazia" Questa la copertina dell'ultimo numero dell'Economist, che dedica ampio spazio al pericolo di disinformazione, divisione e incitamento all'odio insito nei social.

Nel suo editoriale principale, il settimanale inglese snocciola numeri inquietanti sulla diffusione di fake news nel mondo: "Facebook ha riconosciuto che prima e dopo le elezioni americane dello scorso anno, tra gennaio 2015 e agosto di quest'anno, 146 milioni di utenti potrebbero aver visto fake news russe sulla sua piattaforma. YouTube ha ammesso di avere ospitato 1'108 video collegati alla Russia, Twitter 36'746 account. Lungi dall'illuminare la gente, i social media stanno diffondendo veleno." Il naufragio, insomma, di quel sogno di conoscenza diffusa e di emancipazione che proprio questi network promettevano al mondo intero.

Anzi. Se è vero che nei Paesi ricchi una persona interagisce col suo smartphone 2'600 volte in un giorno, in un mondo di opinioni politiche sempre più divise, i social network forniscono per rafforzare i pregiudizi ed aggravare quelle divisioni. E siccome la profilazione degli utenti operata dai social è capillare quanto nessun'altra mai, la possibilità per gli inserzionisti di manipolare le menti di ciascuno si ingigantisce.

 

Che fare, dunque? L'Economist confida che le persone si rendano sempre più conto da sole di cosa è informazione affidabile sui social e cosa no. Ma nel frattempo "governi cattivi che perseguono cattive politiche potrebbero fare molto male."

Nè l'Economist sembra convinto dall'impegno di società come Twitter, Google e Facebook ad arginare il fenomeno delle fake news, magari affidandosi al 'fact checking' di terzi. "Inoltre, la politica non è come altri tipi di discorso; è pericoloso chiedere a una manciata di grandi aziende di decidere ciò che è sano per la società."

"Ci sono altri rimedi" - prosegue l'editoriale - "Le società di social media dovrebbero adeguare i loro siti per rendere più chiaro se un post proviene da un amico o da una fonte attendibile. Potrebbero associare alla condivisione di post avvisi sui danni da disinformazione." E ancora, adottare tecnologie e adeguare i loro algoritmi per scoraggiare il 'clickbaiting' (la caccia ai click), la diffusione di contenuti da parte di account 'robotizzati' e così via.

C'è un problema, però: il modello di business dei social si basa sulla monopolizzazione dell'attenzione degli utenti; combattere proprio quegli inserzionisti che riescono meglio ad attirare gli occhi delle persone, quindi, rischia di danneggiare gli interessi economici della piattaforma. Per questo, perfino il liberalissimo Economist giunge ad ammettere che certi cambiamenti potrebbero necessitare dell'intervento diretto "della legge o di un ente di vigilanza". D'altronde, "difficilmente la posta in gioco per la democrazia liberale potrebbe essere più alta.

1.11.2017, 13:122017-11-01 13:12:59
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Dieci anni di rivoluzione 'mobile' con Android

Android festeggia dieci anni: il sistema operativo "mobile" di Google veniva presentato ufficialmente il 5 novembre 2007 per poi arrivare sul primo smartphone un anno...

Android festeggia dieci anni: il sistema operativo "mobile" di Google veniva presentato ufficialmente il 5 novembre 2007 per poi arrivare sul primo smartphone un anno dopo.

Android è stata una delle grandi scommesse vinte da Big G, che ne ha acquistato la start up nel 2005 per 50 milioni di dollari: oggi il software del "robot verde" conta almeno due miliardi di utenti e in un decennio ha praticamente polverizzato la concorrenza.

È il sistema operativo "mobile" più diffuso al mondo e a tenergli testa ormai è soltanto iOS di Apple con una sfida ormai spostata sui mercati emergenti. Android è su quasi l’82% degli smartphone del globo e sul 66% dei tablet (dati Statista riferiti all’ultimo trimestre del 2016). Quest’anno per la prima volta ha superato anche Windows, sistema per pc di Microsoft, considerando gli accessi online da ogni mezzo di connessione.

Una delle chiavi del suo successo sta nella collaborazione di Google con più produttori di dispositivi mobili, da Samsung a Huawei. L’ultima versione lanciata è Android 8 Oreo, al debutto sui Pixel 2 di Google e sui Mate 10 di Huawei.

Per il futuro l’acceleratore è già schiacciato su intelligenza artificiale e realtà aumentata, ma non solo. Per conquistare il prossimo miliardo di utenti Android si è snellito, con la versione Go che va incontro alle richieste dei mercati in via di sviluppo.

(ATS)

31.10.2017, 11:352017-10-31 11:35:38
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Troppe foto con lo smartphone: Nikon va in crisi

Nikon, il colosso nipponico di macchine fotografiche e accessori, ha annunciato il fermo da lunedì delle operazioni al suo impianto di produzione in Cina dei modelli...

Nikon, il colosso nipponico di macchine fotografiche e accessori, ha annunciato il fermo da lunedì delle operazioni al suo impianto di produzione in Cina dei modelli digitali compatti e di componenti, a causa del declino della domanda accelerata dalla diffusione di smartphone con applicazioni fotografiche sempre più sofisticate. L’impianto interessato è quello di Wuxi, provincia orientale di Jiangsu, con circa 2'300 lavoratori: la chiusura dovrebbe comportare oneri per 7 miliardi di yen (62 milioni di dollari). La produzione sarà trasferita in altri impianti, tra cui uno sempre all’estero, ma in Thailandia, nel rispetto di un piano di ristrutturazione annunciato a novembre 2016 che punta a concentrare le risorse sui prodotti più competitivi come le macchine fotografiche di alta gamma. (ats)

26.10.2017, 19:172017-10-26 19:17:35
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Twitter gonfiava il numero degli utenti, ma il titolo vola in borsa

Mea culpa di Twitter: i numeri sugli utenti sono stati 'gonfiati' negli ultimi tre anni. Un annuncio shock che rischia di compromettere la...

Mea culpa di Twitter: i numeri sugli utenti sono stati 'gonfiati' negli ultimi tre anni. Un annuncio shock che rischia di compromettere la reputazione di Twitter, proprio quando la rivale Snapchat si sta affermando.

Ma i risultati trimestrali sopra le attese e la prospettiva del suo primo utile in 11 anni offuscano i dati gonfiati e mettono le ali al titolo in Borsa, dove Twitter arriva a guadagnare oltre il 14%.

A spingere anche la decisione di rimuovere dalle sue piattaforme le inserzioni pubblicitarie delle società russe RT e Sputnik, ritenute dalle autorità americane uno dei mezzi di propaganda internazionale del Cremlino.

Twitter chiude il terzo trimestre con ricavi per 590 milioni di dollari, in calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ma sopra le attese degli analisti, che scommettevano su 587 milioni.

Le perdite sono calate a 21,1 milioni di dollari, decisamente inferiori rispetto ai 103 milioni di un anno fa. Gli utenti mensili sono saliti di 4 milioni, più delle attese, portando la base di clienti di Twitter a 330 milioni, incluso il presidente Donald Trump, uno dei ’più affezionati’. Il numero degli utenti giornalieri è aumentato del 14%.

26.10.2017, 13:592017-10-26 13:59:17
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Robot androide riceve la cittadinanza

L’Arabia Saudita è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto la cittadinanza a un robot androide. La notizia viene riportata dal quotidiano di Riad, Arab News. "Sono molto...

L’Arabia Saudita è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto la cittadinanza a un robot androide. La notizia viene riportata dal quotidiano di Riad, Arab News. "Sono molto onorata e orgogliosa di questo riconoscimento unico. È storico poter essere il primo robot al mondo a vedersi riconoscere la cittadinanza" sono state le parole pronunciate da Sophia, robot disegnato dalla Hanson Robotics di Hong Kong. "Voglio usare la mia intelligenza artificiale per aiutare gli umani a vivere una vita migliore, come progettare case migliori, costruire migliori città per il futuro. Farò del mio meglio per rendere il mondo un posto migliore" ha detto Sophia durante la conferenza sulle iniziative di investimento future che si è tenuta a Riad questa settimana.

26.10.2017, 08:192017-10-26 08:19:51
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Il 'Coniglio cattivo' minaccia la rete

C'è una nuova minaccia ransomware (il virus che prende in ostaggio i dispositivi) che si sta diffondendo in Russia e nell'Europa dell'Est. Viene chiamato 'Bad Rabbit' ed è...

C'è una nuova minaccia ransomware (il virus che prende in ostaggio i dispositivi) che si sta diffondendo in Russia e nell'Europa dell'Est. Viene chiamato 'Bad Rabbit' ed è probabilmente collegato a Petya/NotPetya, il virus che a giugno ha messo sotto scacco tutta Europa, dalla Danimarca all'Ucraina passando per la Gran Bretagna, colpendo aziende, ospedali e anche la centrale nucleare di Chernobyl.

La particolarità di Bad Rabbit è che avrebbe colpito anche diverse realtà russe legate al mondo dell'informazione come l'agenzia di stampa Interfax. Group-IB, società di sicurezza russa, ha dichiarato che il ransomware è protagonista di un'ondata di attacchi che ha preso di mira anche l'aeroporto di Odessa, la metropolitana di Kiev e il Ministero delle Infrastrutture ucraino. Sia secondo questa società di sicurezza, sia per altre come Kaspersky ed Eset questo virus malevolo usa metodi simili a Petya. 

Quando Bad Rabbit infetta un sistema, richiede alle vittime di registrarsi ad un servizio occultato con la rete Tor e corrispondere un pagamento di 0,05 bitcoin (circa 235 euro. Un conto alla rovescia di 40 ore scandisce il tempo prima dell'aumento del riscatto.

25.10.2017, 17:502017-10-25 17:50:00
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Arriva Bad Rabbit, nuovo virus informatico

Ha già infettato il sistema della metropolitana di Kiev, l’aeroporto di Odessa e paralizzato l’agenzia di stampa Interfax. Si chiama ’Bad Rabbit’ ed è un nuovo virus...

Ha già infettato il sistema della metropolitana di Kiev, l’aeroporto di Odessa e paralizzato l’agenzia di stampa Interfax. Si chiama ’Bad Rabbit’ ed è un nuovo virus informatico che minaccia l’Europa, con caratteristiche simili a quello che a giugno ha messo ko diverse aziende e infrastrutture critiche, compresa la centrale di Chernobyl.

Quando ’Bad Rabbit’ infetta un sistema richiede alle vittime un riscatto in bitcoin, un conto alla rovescia di 40 ore scandisce il tempo prima dell’aumento del riscatto.

La domanda di riscatto e i metodi di infezione, fanno notare diversi esperti di sicurezza, sono simili a quella del ransomware Petya/Not Petya che a giugno ha provocato un’epidemia di attacchi informatici in tutto il mondo. Per Kaspersky – azienda russa specializzata nella sicurezza informatica – sono state interessate più di 200 aziende, in Russia si trova la maggior parte delle vittime, ma ci sono attacchi anche in Ucraina, Turchia e Germania. "Si tratta – aggiunge – di un attacco mirato contro network aziendali, questo ransomware infetta i dispositivi attraverso diversi siti di notizie russi hackerati".

Bad Rabbit avrebbe cercato di penetrare nei computer della maggiore banca russa, ma l’attacco sarebbe fallito. L’aeroporto di Odessa ha spiegato che è stato infettato il suo sistema di informazioni, ma i voli sono regolari. La metropolitana ucraina, invece, spiega che non riesce a processare i pagamenti online e quelli con le carte di credito. Infine le operazioni dell’agenzia si stampa Interfax, sono paralizzare da martedì.

Sembra che il virus si diffonda attraverso un falso software di installazione del programma Adobe Flash Player, poi si estende all’interno delle aziende colpite e cripta, cioè rende illeggibili, file di uso comune come ’.doc’ e ’.jpg’. Poi indirizza le vittime alla registrazione di un servizio e chiede un pagamento di 0,05 bitcoin (circa 230 euro alla valuta attuale) per riavere i dati. Ulteriore particolarità è che i cyber-criminali dietro ’Bad Rabbit’ sono fan di Game of Thrones: nell’elenco delle credenziali del virus ci sono le password "love", "secret", "sex" e "god", ovvero le quattro più comuni citate dalla serie tv.

Il numero di attacchi di ransomware è raddoppiato a livello mondiale nei primi sei mesi del 2017 rispetto al 2016, "ma il 99% delle organizzazioni non ha ancora messo in atto le tecnologie base per prevenirli", dice Yaniv Balmas, manager di Check Point Software Technologies.

"Le aziende – conclude – devono essere in grado di prevenire le infezioni da subito, eseguendo la scansione, bloccando e filtrando i contenuti sospetti prima che questi arrivino alle reti e inizino a codificare i file". (Ats)

25.10.2017, 15:382017-10-25 15:38:00
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Swisscom, continua lo spam contro gli account e-mail Bluewin

Swisscom non è ancora riuscita ad arrestare le ondate di e-mail pubblicitarie, i cosiddetti spam, che da domenica sommergono i conti di Bluewin, il...

Swisscom non è ancora riuscita ad arrestare le ondate di e-mail pubblicitarie, i cosiddetti spam, che da domenica sommergono i conti di Bluewin, il servizio di e-mail del gruppo storico di telefonia. Questo servizio ora è però utilizzabile.

Grazie a filtri supplementari, le e-mail di pubblicità sono attualmente reindirizzate nella casella spam in modo che i clienti ora non le vedono più direttamente, ha riferito oggi all’ats la portavoce di Swisscom Annina Merk. I cyberattacchi però proseguono, con un volume di spam giudicato elevato.

Swisscom non è in grado di stabilire quanti clienti siano stati toccati dal problema. L’operatore ignora se degli utilizzatori abbiano subito danni. Per alcuni clienti il servizio di messaggeria è risultato perturbato.

Le mail indesiderate sono probabilmente inviate nel mondo intero da computer infettati da cavalli di Troia e da malware, ossia software dannosi. Questi messaggi hanno mittenti e titoli differenti: per questo motivo, sono molto difficili da intercettare.

24.10.2017, 09:062017-10-24 09:06:48
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Anche Parigi avrà il suo 'Bosco Verticale'

Lo Studio Boeri, autore del progetto milanese, ha vinto il concorso per la realizzazione nel Municipio di Villiers sur Marne, a est di Parigi. La Forêt Blanche, questo il...

Lo Studio Boeri, autore del progetto milanese, ha vinto il concorso per la realizzazione nel Municipio di Villiers sur Marne, a est di Parigi. La Forêt Blanche, questo il nome del progetto promosso dalla "Compagnie de Phalsbourg", sarà una torre alta 54 metri con strutture interamente in legno. Le facciate saranno ricoperte da 2'000 tra alberi, arbusti e piante, con una superficie verde equivalente ad un ettaro di foresta, 10 volte la superficie del lotto su cui sorge l'edificio.

La Forêt Blanche ospiterà appartamenti residenziali nei piani alti, uffici e servizi commerciali nella parte inferiore, con un mix di terrazze e balconi sui quattro lati della torre. L’orientamento ad est e a ovest consentirà il passaggio della luce solare tutto il giorno, dotando gli appartamenti di illuminazione e ventilazione naturale e di un eccezionale panorama sul paesaggio del centro di Parigi. 

19.10.2017, 14:472017-10-19 14:47:00
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Drone a energia solare: il Poli di Zurigo lo testa in Groenlandia

Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Ethz) hanno sviluppato e sperimentato un drone solare in Groenlandia. Grazie al sole di mezzanotte...

Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Ethz) hanno sviluppato e sperimentato un drone solare in Groenlandia. Grazie al sole di mezzanotte, la durata dei voli può essere prolungata sensibilmente e in futuro tali droni potrebbero essere utilizzati per sorvegliare i ghiacciai nelle regioni polari.

Il 20 giugno, alla vigilia del solstizio d’estate e della festa nazionale groenladese, il team guidato da Guillaume Jouvet e Thomas Stastny ha tentato un volo di 24 ore con l’"AtlantikSolar" a Qaanaaq, nel nordovest del paese, ma dopo 13 ore l’esperimento è stato interrotto: per sei ore nuvole e vento avevano già reso difficile il volo, poi è si è aggiunta una fitta nebbia.

Nonostante le condizioni avverse che hanno aumentato il consumo energetico, al momento dell’atterraggio la batteria presentava ancora un’autonomia di oltre il 60%. "Ciò fa ritenere che anche se confrontati a cattive condizioni per lungo tempo sono possibili circa 20 ore di volo e con condizioni migliori certamente più di 24!", scrivono Jouvet e Stastny in un blog dell’Ethz.

Durante un secondo test due settimane più tardi, interrotto dopo cinque ore a causa di forti venti, la fotocamera del drone ha scoperto un largo crepaccio sul ghiacciaio di Bowdoin. Alcuni giorni dopo un gruppo di glaciologi si è recato sul posto per osservare il crepaccio fino a quando questo si è esteso causando il distacco di un iceberg.

I dati raccolti permetteranno di allestire modelli più precisi di simili distacchi di ghiaccio, un processo complesso che gioca un ruolo importante nell’innalzamento dei mari che – si legge ancora nel blog – finora non è mai stato compreso completamente. (Ats)

19.10.2017, 13:592017-10-19 13:59:00
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Il video della Apple Car avvistata a San Francisco

Sulle strade della San Francisco Bay Area è stata avvistata una Apple Car, l’auto a guida autonoma su cui Apple starebbe lavorando sotto il nome di ’Project Titan...

Sulle strade della San Francisco Bay Area è stata avvistata una Apple Car, l’auto a guida autonoma su cui Apple starebbe lavorando sotto il nome di ’Project Titan’.

A immortalare il veicolo è un video pubblicato su Twitter da MacCallister Higgins, cofondatore della startup Vojage che opera nello stesso settore. Il breve filmato mostra una Lexus RX sormontata da un considerevole numero di sensori, videocamere e unità radar incastonati in una struttura di plastica bianca.

https://twitter.com/macjshiggins/status/920326969522241536 

Apple ha ricevuto nell’aprile scorso il permesso di sperimentare le auto a guida autonoma in California. A differenza dei progetti iniziali, tuttavia, la società avrebbe rinunciato all’idea di costruire una propria auto, concentrandosi sullo sviluppo software di sistemi di guida autonoma. In luglio il Ceo Tim Cook ha confermato l’impegno di Apple su "sistemi autonomi". (Ansa)

16.10.2017, 16:502017-10-16 16:50:00
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Wi-fi sotto attacco, il pericolo riguarda tutti

I dati di milioni di persone a rischio a causa di falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Nel Wpa2, cioè l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi, sono...

I dati di milioni di persone a rischio a causa di falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Nel Wpa2, cioè l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi, sono state trovate vulnerabilità che possono essere usate da cybercriminali per "rubare informazioni sensibili come carte di credito, password, chat, email", spiega l’università belga "KU Leuven", che ha scoperto le falle, al momento non sfruttate. Il problema si chiama KRACK (sta per "Key Reinstallation Attacks") e non riguarda prodotti specifici, ma lo standard stesso del Wi-Fi. Ciò significa che qualsiasi Pc, smartphone e router è a rischio. "L’attacco funziona contro tutte le reti moderne Wi-Fi protette", spiegano i ricercatori di Lovanio, poco distante da Bruxelles. Il consiglio è di installare sui dispositivi wireless gli ultimi aggiornamenti resi disponibili dalle aziende che, informate nelle scorse settimane, stanno correggendo le vulnerabilità. Nel dettaglio, le falle del protocollo di sicurezza Wpa2 riguardano il processo "Four way handshake", (letteralmente "stretta di mano a quattro vie"), tramite cui il dispositivo e "l’access point" si scambiano le "chiavi" crittografiche. In questo processo, per le falle, potrebbero inserirsi cybercriminali per monitorare il traffico dati ma anche inserire e manipolare i dati, ad esempio aggiungendo malware a siti web.

13.10.2017, 13:472017-10-13 13:47:58
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Apple punta tutto sul riconoscimento facciale e potrebbe abbandonare le impronte digitali già dal 2018

Apple sarebbe pronta a dire addio definitivamente al Touch ID, il sistema di riconoscimento delle...

Apple sarebbe pronta a dire addio definitivamente al Touch ID, il sistema di riconoscimento delle impronte digitali che serve per sbloccare l’iPhone e ad autorizzare gli acquisti.

Secondo una nota dell’analista di Kgi Securities, Ming-Chi Kuo, di solito ben informato sui piani del colosso di Cupertino, è molto probabile che dal prossimo anno in poi tutti i nuovi iPhone passino al Face ID, il sistema di riconoscimento del volto che debutterà sull’iPhone X a inizio novembre. Lo riporta il sito 9to5Mac.

Apple, secondo l’analista, potrebbe scommettere tutto sul sistema di riconoscimento facciale tridimensionale (3D sensing). Questo consentirebbe alla compagnia di mantenere un vantaggio su questo fronte rispetto alla concorrenza. La prova del mercato è vicina: l’iPhone X, che introdurrà il riconoscimento del volto al posto del Touch ID, arriverà nelle mani dei consumatori a partire dal 3 novembre.

Il mondo della tecnologia sembra insomma cavalcare, e in qualche modo anticipare, il declino del "mito" delle impronte digitali ormai certificato anche dalla scienza. Secondo uno studio recente dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze non esistono evidenze sufficienti per affermare che le impronte digitali siano uniche per ciascun individuo.

12.10.2017, 08:152017-10-12 08:15:00
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Facebook lancia un nuovo visore per la realtà virtuale

Più economico e autonomo: queste le caratteristiche principali di Oculus Go, il nuovo visore per la realtà virtuale che Facebook - tramite la controllata...

Più economico e autonomo: queste le caratteristiche principali di Oculus Go, il nuovo visore per la realtà virtuale che Facebook - tramite la controllata Oculus - metterà in vendita dal 2018 a 199 dollari. Una cifra ben inferiore ai 499 dollari dell'attuale Oculus Rift, che a differenza di Go deve peraltro essere collegato a un computer per poter funzionare. 

Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha spiegato che l'obiettivo del nuovo prodotto è quello di avvicinare più persone possibile - almeno 1 miliardo - al mondo della realtà virtuale. Per questo i suoi ingegneri hanno sviluppato questa via di mezzo fra il Rift, più avanzato e ricco di funzioni, e il Gear Vr, che funziona semplicemente inserendovi il proprio smartphone.