laRegione
Nuovo abbonamento
non-e-un-paese-per-donne
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 gior

Vitta, il ‘cigno nero’ e una certa idea di rilancio

In questa fase post-pandemica indebitarsi per sostenere la ripresa economica sarebbe il miglior investimento che il cantone possa fare
Commento
1 gior

La libera circolazione e i ‘rivoluzionari’ dell’Udc

Il partito, tradizionalmente ostile alle misure d’accompagnamento, ora si erge a paladino dei diritti dei lavoratori. Con una credibilità a pari a zero.
Commento
2 gior

Niente post per 24ore basta?

Fra odio e fake news, le star boicottano Instagram e facebook!
Commento
2 gior

Naturalizzazioni a Lugano, l’ambiguità della legge

Affidare compiti amministrativi a organi politici genera polemiche e imbarazzo, mentre prosegue lo ‘sciopero’ dei quattro membri leghisti delle Petizioni
Commento
3 gior

Voto ai 16enni: germogli della democrazia!

Si torna a dibattere della possibilità di accordare il diritto di voto ai sedicenni. Idea saggia? O ardita?
Commento
4 gior

Mancherà don Roberto, l’eroe della strada, vicino agli ultimi

Sanno risvegliarci dal torpore dell’impotenza davanti alla miseria altrui. Quando li incontri ti fanno venir voglia di essere una persona migliore
Il ricordo
5 gior

Ciao 'Nene of Daro'

Quella sera ci disse che desiderava dare anche un contributo a chi si stava affacciando alla vita sportiva
Commento
6 gior

Procura, cinque cartellini rossi: genesi da chiarire

Il Gran Consiglio ha stabilito le regole sull'elezione di pp e giudici: vada allora a fondo sulle bocciature pronunciate dal Consiglio della magistratura
Commento
1 sett

Il Lockdown e la sfida climatica

Durante il confinamento la natura si è ripresa i suoi spazi? Non è così semplice. E, spiegano gli esperti, l'impatto sul riscaldamento globale è minimo
L'analisi
15.09.2020 - 06:000

Non è un paese per donne

La politica ticinese richiama le immagini di fine Ottocento: solo uomini saldamente al potere

Non fosse per i colori e l’abbigliamento, l’istantanea potrebbe risalire a un’altra epoca. Immaginando i protagonisti ritratti in bianco e nero, magari in doppiopetto, o con le falde della giacca che mostrano boriosi panciotti, con tanto di bombette e baffi potremmo pensare a una foto d’epoca, fine Ottocento o anche Belle Epoque. La foto in questione risale in realtà a qualche giorno fa: immortala sul palco otto partecipanti alla “piattaforma cantone-comune”. I protagonisti, consiglieri di Stato, sindaci, un municipale, seduti su comode poltrone, rigorosamente in giacca e cravatta. Canton Ticino, settembre 2020: tutti maschi, non ci sono donne.

Fragorosa su Facebook la sventagliata di denunce: si va dal “feudalesimo patriarcale” a “una vergogna” fino al “manco in Iran”. Un boato di indignazione unanime. O quasi. Perché qualcuno, con arguzia, si incunea nel coro per segnalare che quella foto ritrae un consesso di persone elette, non dei moneyman a capo di una big corporation. Insomma, la foto ritrae semplicemente la realtà: se gli uomini sono lì è che sono stati eletti. Allora se non possiamo che sottoscrivere la sedizione contro questa plateale assenza di donne, al tempo stesso dobbiamo dare ragione a questa puntualizzazione.

Le scorciatoie del pensiero rassicurano chi le imbocca, ma non aiutano a capire. Donne che non si candidano o donne, tra le più brave e competenti in assoluto, da Giovanna Masoni e Laura Sadis, che in Ticino disertano la politica. Perché? Interrogativo analogo, quello che si pone osservando le statistiche universitarie in Svizzera: solo il 23% di studentesse nelle facoltà di scienze esatte, 78% invece nelle materie linguistiche. Nelle scuole medie ticinesi, solo sette direttrici in 35 sedi.

Non vi è alcun dubbio che le condizioni quadro legali e lavorative problematiche per le donne con figli, oltre alla tradizione familiare patriarcale, giochino un ruolo preponderante. Ma si tratta di una spiegazione solo parziale. La celebre neuropsichiatra statunitense Louann Brizendine (“Il cervello delle donne”, Rizzoli) rivela che per ragioni ormonali, le scelte di uomini e donne, passata l’adolescenza, si divaricano: gli estrogeni che inondano il cervello portano a privilegiare attività che evidenziano l’aspetto relazionale e comunicativo, la tempesta di testosterone indirizza maggiormente su attività che non contemplano grande interazione con gli altri.

Gli uomini più ambiziosi e battaglieri, le donne più attente alla qualità delle relazioni? Un tabù, quello delle differenze di genere, e un campo minato, certo: sia perché facilmente manipolabile dal fronte di chi difende lo statu quo, sia perché dall’altra parte urta le certezze del politically correct. Malgrado qualche importante progresso a livello nazionale (42% delle donne in Consiglio nazionale e tre su sette in Consiglio federale) il Ticino ha da tempo innestato la retromarcia. Per invertire la rotta la politica ha un compito decisivo (abbandonando la retorica palestrata e prevaricatrice, migliorando le condizioni quadro). Ma vi è anche una responsabilità individuale che sarebbe sicuramente demagogico eludere: senza una maggior assunzione di responsabilità e partecipazione alla vita politica da parte delle stesse donne, nulla cambierà.

© Regiopress, All rights reserved