laRegione
Nuovo abbonamento
Evitare speculazioni nella commercializzazione del vaccino per il Covid-19 (Foto Ti-Press/Archivio)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
3 ore
Il virus dei poveracci, un massacro silenzioso
La pandemia e il lusso di avere una corretta informazione, di avere acqua e sapone per lavarsi le mani, mascherine e spazio per stare lontani
Commento
1 gior
Quale dei tre? Quiz estivo... Maudet, Lauber o Blocher
Spiccano un individualismo e una sfacciataggine sfrenati: quello che conta sono loro, convinti di essere sempre e solo nel giusto!
L'analisi
2 gior
Vince Putin, non la Russia
Con la nuova Costituzione lo ‘zar’ potrà governare fino al 2036. Dovrà però fare i conti con diverse fessure sul piano economico e sociale.
Commento
4 gior
La mente e il grilletto: due pensieri su una strage sventata
La strage sventata alla Commercio deve farci riflettere non solo su come sia facile perdere la testa, ma anche su quanto lo sia armarsi fino ai denti
Commento
5 gior
Covid: movida e vacanze, rialzare la guardia, prego!
Mascherine da estendere anche a negozi e luoghi affollati! E poi, perché tirarsi addosso un lavoro immane per mettere in quarantena centinaia di persone?
Commento
6 gior
Plr e Ppd su cosa devono puntare?
Non c'è dubbio: il tema del lavoro deve essere al centro delle loro riflessioni
Commento
6 gior
Prudenza col Covid: difficile spiegarlo (anche) alla nonna!
Giusto godersi il momento, tornare ad una certa normalità, ma mantenendo ben bene i piedi per terra!
Commento
1 sett
Aeroporto di Lugano e piano sociale, è ‘scaricabarile’
Fino a qualche mese fa, (quasi) tutti a difesa del personale senza lavoro, ora altro rinvio fra ‘rimpalli’ di responsabilità e il Cantone che nicchia
Commento
1 sett
Violenza domestica. E vai con le assunzioni...
Il Dss preannuncia un concorso per reclutare 'una figura per il coordinamento operativo a sostegno delle vittime'. Ma oggi non ci sono profili nell'Amministrazione?
L'analisi
1 sett
Il funerale dell’etica ebraica
Cosa significa ‘popolo eletto’? Contrariamente alla vulgata dagli echi antisemiti, l’elezione non connota un senso di superiorità.
L'analisi
27.05.2020 - 06:300

Per un vaccino democratico

Che la salute, al di là del Covid-19, debba essere un bene comune mette tutti d’accordo. Che lo sia nella realtà è solo pio desiderio.

“Qualsiasi vaccino anti-Covid è un bene comune a livello mondiale, e deve essere sottratto alle leggi di mercato”. Parole non di un radicale sinistrorso. Bensì del liberale (per molti liberista) Emmanuel Macron. Che ha bloccato i propositi della multinazionale Sanofi, laboratorio farmaceutico con sede in Francia, mercato soprattutto negli Stati Uniti, e consistenti aiuti dallo Stato.

Il principale dirigente di Sanofi – Paul Hudson, cittadino britannico – aveva preannunciato in un’intervista che “gli americani avranno diritto a una importante pre-acquisizione (del farmaco) perché prima di tutti gli altri si sono assunti il rischio di finanziare le nostre ricerche”. Gli Stati Uniti lo hanno fatto attraverso un’agenzia federale che sta investendo un miliardo di dollari in diverse società impegnate in tutto il mondo nella corsa all’antidoto per sconfiggere il virus. Da notare che il colosso americano non è certo in difficoltà: a fine aprile Sanofi ha distribuito oltre quattro miliardi di euro di dividendi ai propri azionisti. E nonostante ciò ha anche beneficiato di sconti fiscali dell’erario francese per un totale di 110 milioni di euro.

Che la salute, al di là del Covid-19, debba essere un bene comune mette tutti d’accordo. Che lo sia nella realtà è solo pio desiderio. Nonostante i progressi dei sistemi assicurativi pubblici, si cura meglio chi ha maggiori disponibilità economiche, può scegliere i contratti assicurativi più costosi e performanti, i medici ritenuti più capaci, le migliori cliniche specialistiche, e può acquistare anche all’estero medicamenti molto costosi e non sussidiati. Inoltre, la regola dei brevetti detenuti da poche grandi case farmaceutiche, e le pressioni per impedire o ritardare la possibilità di mettere sul mercato i cosiddetti ‘generici’, rende assai difficile la possibilità di iniziative concorrenziali che consentirebbero la vendita di farmaci meno costosi e dunque più accessibili. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Il Premio Nobel per l’economia Jospeh Stiglitz fa un esempio eloquente: il PCV13, un vaccino per bambini prescritto contro vari ceppi di polmoniti, costa diverse centinaia di dollari, principalmente perché sottoposto al monopolio della casa farmaceutica statunitense Pfizer: benché nel Terzo Mondo si tenti di coprire una parte della spesa, molte famiglie non possono permetterselo. E Stiglitz ricorda che “ogni anno in India si registrano più di centomila morti di neonati causate dalla polmonite”.

Certo, la ricerca costa molto. E ancor più nel caso del Covid-19, vista l’accelerazione della lotta al virus. Ma c’è un esempio clamoroso e poco noto che ci dice come non sempre la legge del profitto debba prevalere sul benessere collettivo. Ed è il metodo con cui mezzo secolo fa i governi di oltre 100 nazioni si riunirono nel Gisrs (Sistema globale di sorveglianza e risposta) per finanziare collettivamente il vaccino contro l’influenza stagionale. Sistema in cui nessuno ci guadagna, e del quale tutti possono beneficiare a costi ridottissimi. Basterebbe applicare lo stesso metodo alla ricerca e al finanziamento del salva-vita contro il Covid-19 per evitare – come chiedono molti rappresentanti del mondo medico scientifico – l’indecenza di guadagni astronomici sull’attuale pandemia. E per impedire priorità nella distribuzione a livello internazionali. In base alla “classifica” del più forte. Quindi del più ricco.

© Regiopress, All rights reserved