(Keystone)
L'analisi
14.08.2019 - 07:330

L'Italia e il Senato dei bluff incrociati

Quello che si è visto ieri è un fittissimo lancio di esche; qualcuno, nella confusione, rischierà di abboccare al proprio amo.

Roma – Possono fare un Ferragosto tranquilli. Come previsto, il Senato italiano ha confermato al 20 agosto la data delle “comunicazioni” di Giuseppe Conte, bocciando l’iniziativa della Lega che chiedeva di votare la propria mozione di sfiducia al presidente del Consiglio (di cui è peraltro ancora parte) già oggi. Il voto di Cinque Stelle e Pd (più i piccoli della sinistra) ha battuto quello di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ma sbaglierebbe di grosso chi ne volesse dedurre che ieri si è vista nascere una nuova alleanza. Quello che si è visto è semmai un fittissimo lancio di esche nello stagno agitato della politica, tanto fitto che qualcuno, nella confusione, rischierà di qui a poco di abboccare al proprio amo.

La prima l’ha lanciata Matteo Salvini, affermando di essere pronto a votare la legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, per andare subito dopo al voto. Un invito in cui i grillini (per i quali la riduzione dei parlamentari è una divinità) hanno subodorato una trappola. Cosicché hanno rilanciato: ochèi, allora tagliamo anche gli stipendi. Che al Salvini gli saranno girate le balle, come si direbbe a Milano. Più furbo che bello, il protagonista della fortunata serie Netflix ’Prima i Papeetiani’ ha fatto dell’ironia sull’abbronzatura di alcuni colleghi, ma non ha saputo rispondere a chi gli chiedeva se avanzando la proposta di votare il taglio dei parlamentari e poi convocare le elezioni (chi, tra l’altro?) intendeva dire che la Lega avrebbe ritirato la mozione di sfiducia a Conte, considerato che in caso di crisi la legge non potrebbe essere votata, né se pensava ancora di mandare tutto all’aria ritirando i propri ministri dall’esecutivo. Ma che razza di domande.

Tanto più che ’sta storia del taglio dei parlamentari non piace neanche un po’ ai berluscones, che deve tuttavia tenersi buoni se vuole stravincere quando si voterà. Attento all’amo, Capitano. Chi invece non ha abboccato perché ormai è solo esca, è il Pd. Prima della riunione in aula, Matteo ‘a-volte-ritornano’ Renzi ha avuto l’idea geniale di tenere una conferenza stampa per reclamare la formazione di un esecutivo di “responsabili” (viene in mente Scilipoti, ma lui comprato da Berlusconi; questo divorato dall’ambizione). L’esatto opposto del “voto subito” del segretario del suo stesso partito Zingaretti. Almeno questa a Salvini è riuscita.

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