Ajax
0
Bayern Monaco
1
2. tempo
(0-1)
Benfica
0
Aek Athens
0
2. tempo
(0-0)
Shakhtar Donetsk
1
Lyon
0
2. tempo
(1-0)
Manchester City
1
1899 Hoffenheim
1
2. tempo
(1-1)
Young Boys
1
Juventus
0
2. tempo
(1-0)
Valencia
2
Manchester Utd
0
2. tempo
(1-0)
Ajax
CHAMPIONS UEFA
0 - 1
2. tempo
0-1
Bayern Monaco
0-1
 
 
13'
0-1 LEWANDOWSKI ROBERT
 
 
28'
KIMMICH JOSHUA
 
 
37'
RAFINHA MARCIO
DE LIGT MATTHIJS
40'
 
 
LEWANDOWSKI ROBERT 0-1 13'
KIMMICH JOSHUA 28'
RAFINHA MARCIO 37'
40' DE LIGT MATTHIJS
Venue: Johan Cruyff Arena.
Turf: Natural.
Capacity: 54,033.
Referee: Clement Turpin (FRA).
Assistant referees: Nicolas Danos (FRA), Cyril Gringore (FRA).
Fourth official: Bertrand Jouannaud (FRA).
MATCH SUMMARY: Ajax through and will finish top if they win.
Bayern though and clinch 1st place with a draw.
The sides drew in Munich on matchday 2.
Round of 16 draw: 17 December, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Benfica
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
2. tempo
0-0
Aek Athens
0-0
DIAS RUBEN
37'
 
 
37' DIAS RUBEN
Venue: Estadio da Luz.
Turf: Natural.
Capacity: 64,642.
Referee: Bobby Madden (SCO).
Assistant referees: Alastair Mather (SCO), Sean Carr (SCO).
Fourth official: David Roome (SCO).
MATCH SUMMARY: Benfica set for #UEL round of 32, AEK bottom.
The Eagles won 3-2 at AEK on matchday 2.
AEK lost 2-1 at Benfica in 2009 #UCL meeting.
Round of 16 draw: 17 December, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Shakhtar Donetsk
CHAMPIONS UEFA
1 - 0
2. tempo
1-0
Lyon
1-0
 
 
8'
MARCAL FERNANDO
1-0 MORAES JUNIOR
22'
 
 
MARCAL FERNANDO 8'
22' 1-0 MORAES JUNIOR
Venue: Arena Lviv.
Turf: Natural.
Capacity: 34,915.
Referee: Bjorn Kuipers (NED).
Assistant referees: Sander van Roekel (NED), Erwin Zeinstra (NED).
Fourth official: Mario Diks (NED).
MATCH SUMMARY: Shakhtar through with win, could finish bottom.
Lyon qualify with draw, and might top section.
Lyon and Shakhtar drew 2-2 on matchday 2.
Last-16 draw: 17 December, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Manchester City
CHAMPIONS UEFA
1 - 1
2. tempo
1-1
1899 Hoffenheim
1-1
 
 
16'
0-1 KRAMARIC ANDREJ
1-1 SANE LEROY
45'
 
 
KRAMARIC ANDREJ 0-1 16'
45' 1-1 SANE LEROY
Venue: Etihad Stadium.
Turf: Desso GrassMaster (Surface composed of natural grass combined with artificial fibres).
Capacity: 55,097.
Referee: Andreas Ekberg (SWE).
Assistant referees: Mehmet Culum (SWE), Stefan Hallberg (SWE).
Fourth official: Fredrik Klyver (SWE).
MATCH SUMMARY: Hosts through, Lyon might take top spot if City lose.
Hoffenheim could reach Europa League with win.
City won 2-1 in Sinsheim on matchday 2.
Round of 16 draw: 17 December, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Young Boys
CHAMPIONS UEFA
1 - 0
2. tempo
1-0
Juventus
1-0
1-0 HOARAU GUILLAUME
30'
 
 
30' 1-0 HOARAU GUILLAUME
Venue: Stade de Suisse.
Turf: Artificial (Polytan LigaTurf RS Pro CoolPlus) 31,789.
Referee: Tobias Stieler (GER).
Assistant referees: Mike Pickel (GER), Jan Seidel (GER).
Fourth official: Christian Gittelmann (GER).
MATCH SUMMARY: Juve through, finish GROUP winners with a win.
Young Boys resigned to finishing bottom of GROUP.
Juventus beat Young Boys 3-0 on matchday 2.
Round of 16 draw: 17 December, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Valencia
CHAMPIONS UEFA
2 - 0
2. tempo
1-0
Manchester Utd
1-0
 
 
11'
VALENCIA ANTONIO
1-0 SOLER CARLOS
17'
 
 
LATO TONI
28'
 
 
 
 
30'
BAILLY ERIC
 
 
47'
1-1 JONES PHIL
VALENCIA ANTONIO 11'
17' 1-0 SOLER CARLOS
28' LATO TONI
BAILLY ERIC 30'
JONES PHIL 1-1 47'
Venue: Mestalla.
Turf: Natural.
Capacity: 49,500.
Referee: Georgi Kabakov (BUL).
Assistant referees: Martin Margaritov (BUL), Diyan Valkov (BUL).
Fourth official: Georgi Todorov (BUL).
MATCH SUMMARY: United through, top with win if Juve drop points.
Valencia sure of place in UEL round of 32.
Sides drew 0-0 in England on matchday 2.
Round of 16 draw: Monday, 12:00CET.
Ultimo aggiornamento: 12.12.2018 22:09
Keystone
L'analisi
12.11.2018 - 06:300

Solito Trump solita Europa

Riattraversa l’Atlantico, e subito polemizza con l’Europa

Riattraversa l’Atlantico, e subito polemizza con l’Europa. Un gelido presidente americano partecipa vistosamente controvoglia alle cerimonie per la fine della Prima guerra mondiale; e, durante il viaggio, al suo omologo francese che aveva evocato la necessità di una (del tutto teorica) difesa comune europea, twitta che gli alleati dovrebbero invece accontentarsi di aumentare i propri contributi finanziari alla Nato, dopo che lui stesso ha definito “obsoleta” l’Alleanza Atlantica.

Erano persino imbarazzanti le immagini che mostravano un impacciato Emmanuel Macron tentare di rabbonire l’imbronciato Donald Trump: che rinuncia persino a visitare un cimitero militare americano (a causa della... pioggia) e boicotta il Forum della Pace con cui il capo dell’Eliseo pensa (illudendosi) di inaugurare una sorta di governance mondiale. Insomma, il solito Donald. Ferocemente ostile al multipolarismo, per nulla intimorito dalla perdita della maggioranza assoluta parlamentare a Washington, anzi convinto, non a torto, che le elezioni di mid term abbiano comunque confermato che il trumpismo è destinato a durare nonostante venda fra l’altro l’illusione “di un impossibile ritorno all’America bianca”.

Del resto, in questa trasferta, il capo della Casa Bianca può agevolmente confrontarsi con la manifesta debolezza politica dei due principali leader europei anti-sovranisti. Nei sondaggi il partito di Macron viene superato per la prima volta dal “Rassemblement National” di Marine Le Pen (cambia il nome, non la musica): la mancanza di risultati percepibili in economia a livello popolare, le riforme che per ora hanno favorito sostanzialmente gli imprenditori, la mancanza di riforme sociali, e uno stile di governo giudicato arrogante hanno spezzato il già esile filo che lo aveva portato alla presidenza. D’altra parte, in Germania, le sconfessioni nel suo stesso partito e le pesanti sconfitte elettorali in diversi Laender hanno indotto la cancelliera Angela Merkel ad abbandonare la guida della Cdu e a preannunciare la non ricandidatura nel 2021: in queste condizioni il suo margine di manovra sembra pressoché inesistente, e un suo ritiro anticipato tutt’altro che teorico.

Così, mentre a Parigi sfila anche un Vladimir Putin “pluridecorato” sul piano della strategia internazionale (dopo la Siria sta tentando di diventare “indispensabile” pure in Libia), quell’“Unione disunita” che è sempre più l’Europa registra il suo punto più critico mentre tutto le sta dimostrando che il destino del vecchio continente rischia di replicare in termini politico-economici la tragedia del secolo scorso: rovinarsi con le proprie mani, lasciando ad America e Russia (più la Cina, stavolta) la possibilità di esercitare la propria influenza, o i propri desiderata, o la propria determinazione sui Paesi europei. Non ci sarà nemmeno bisogno di una guerra, o della forza. Basterà la debolezza di un’Europa che non c’è, insieme alla spinta di movimenti sovranisti che operano per il ritorno a quei nazionalismi che, degenerando, seminarono prima la tragedia e poi l’assoggettamento dell’Europa del Ventesimo secolo.

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