Barcelona
1
Psv
0
1. tempo
(1-0)
Inter
0
Tottenham
0
1. tempo
(0-0)
Dundingen
0
La Chaux de Fonds
0
1. tempo
(0-0)
Visp
Ginevra
19:45
 
Munsingen
Berna
19:45
 
GCK Lions
Davos
19:45
 
Ajoie
Losanna
20:00
 
Winterthur
Zugo
20:00
 
Turgovia
Ambrì
20:00
 
EHC Basel Klh
Langnau
20:15
 
Barcelona
CHAMPIONS UEFA
1 - 0
1. tempo
1-0
Psv
1-0
 
 
30'
VIERGEVER NICK
1-0 MESSI LIONEL
32'
 
 
VIERGEVER NICK 30'
32' 1-0 MESSI LIONEL
Referee: Tasos Sidiropoulos (GRE).
Assistant referees: Polychronis Kostaras (GRE), Lazaros Dimitriadis (GRE).
Fourth official: Damianos Efthimiadis (GRE).
MATCH SUMMARY: Barcelona record against PSV: W2 D3 L1.
Sides drew 2-2 twice in 97/98 GROUP stage.
Barca 26 UEFA home games unbeaten: W24 D2.
PSV 6 GROUP stage matches without win: D2 L4.
Venue: Camp Nou.
Turf: Natural.
Capacity: 99,354.
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Inter
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
1. tempo
0-0
Tottenham
0-0
SKRINIAR MILAN
21'
 
 
21' SKRINIAR MILAN
Referee: Clement Turpin (FRA).
Assistant referees: Nicolas Danos (FRA), Cyril Gringore (FRA).
Fourth official: Guillaume Debart (FRA).
MATCH SUMMARY: Previous encounters: Inter W2, D0, Spurs W2.
Ave.
of 4.75 goals per game in past meetings.
Spurs featuring in 3rd GROUP stage in a row.
Matchday 2: Spurs v Barcelona, PSV v Inter.
Venue: San Siro.
Turf: Desso GrassMaster (Surface composed of natural grass combined with artificial fibres).
Capacity: 80,018.
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Dundingen
COPPA SVIZZERA
0 - 0
1. tempo
0-0
La Chaux de Fonds
0-0
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Visp
COPPA SVIZZERA
0 - 0
19:45
Ginevra
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Munsingen
COPPA SVIZZERA
0 - 0
19:45
Berna
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
GCK Lions
COPPA SVIZZERA
0 - 0
19:45
Davos
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Ajoie
COPPA SVIZZERA
0 - 0
20:00
Losanna
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Winterthur
COPPA SVIZZERA
0 - 0
20:00
Zugo
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
Turgovia
COPPA SVIZZERA
0 - 0
20:00
Ambrì
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
EHC Basel Klh
COPPA SVIZZERA
0 - 0
20:15
Langnau
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 19:31
L'analisi
10.09.2018 - 06:300

La sindrome di Stoccolma

L'avanzata dell'estrema destra che inquieta l'Europa

Uno dei peggior risultati dei socialdemocratici in oltre un secolo di storia, e il grande balzo di un’ultradestra che sotto il vessillo dell’anti-immigrazione sfiora il secondo posto nella graduatoria dei partiti. Non è il risultato più temuto: complessivamente i partiti della sinistra, del centro, rappresentano pur sempre una diga contro il populismo. E tuttavia, pur non sfondando, il muro del 20 per cento, gli Sd (Democratici Svedesi) di Jimmie Akesson, che in un battibaleno hanno smesso i panni neo-fascisti (e in parte neo-nazisti) per indossare quelli più aggiornati del sovranismo, ottengono un risultato che inquieta.

Questo dicono i primi scrutini delle schede, e la notte non esclude sorprese. Certo, è escluso che l’ultradestra possa entrare in governo. Lo avevano promesso prima del voto anche gli schieramenti del centro-destra, che insieme potrebbero contrastare il lungo primato socialdemocratico sul quale è stato edificato l’invidiabile modello che ha saputo coniugare garanzie sociali e crescita economica. A Stoccolma ci sarà un governo di coalizione anti-Sd. Ma lo squarcio prodotto dallo schieramento degli Svedesi Democratici – che negano il diritto all’asilo, pretendono l’espulsione dei rifugiati, li ritengono pericolosi per il mantenimento dello stato sociale, e reclamano l’abbandono dell’Unione europea – questo squarcio è troppo profondo per essere risolto con una semplice, anche se necessaria, operazione di alchimia parlamentare.

Si sta infatti parlando della Svezia, fino a ieri paese simbolo dell’accoglienza, che proporzionalmente ha accolto più rifugiati dal Medio Oriente (anche più della Germania), e che sembrava poter reggere virtuosamente il confronto con la parte d’Europa che preferisce i muri. In realtà il risultato di ieri è tutt’altro che una sorpresa. Da tempo gli osservatori più attenti avevano segnalato che il governo socialdemocratico di Stefan Löfven (insieme agli alleati del Partito dei Verdi) sulla politica di massiccia accoglienza (250mila rifugiati su 11 milioni di abitanti) aveva commesso l’errore di puntare più sull’assistenza che su una laboriosa integrazione. Ai nuovi arrivati sono stati garantiti soprattutto i benefici del welfare, trascurando quelli dell’inserimento nel mondo del lavoro. Non semplice in una piccola nazione. Ma così si sono radicati fenomeni di estraneità, di comunità chiuse e poco controllate, nonché di diffusa piccola criminalità. Un favore alla destra radicale.

A otto mesi dalle elezioni europee, “la sindrome di Stoccolma” allunga comunque la faglia sovranista. E la battaglia fra le due Europe si preannuncia ancora più incerta e pericolosa. I populisti raccolgono consensi facili e a piene mani. Mentre i loro avversari appaiono incapaci di organizzare una controffensiva che non sia fatta solo di parole. Con i suoi due principali leader (Macron e Merkel) visibilmente deboli sul piano interno, e con alleati silenti e ostili a riforme incisive sul piano istituzionale, fiscale e sociale. Uno sciame di problemi che il prossimo maggio rischia di produrre un autentico sisma.

Tags
stoccolma
sindrome
rifugiati
risultato
governo
© Regiopress, All rights reserved