Barcelona
1
Psv
0
2. tempo
(1-0)
Inter
0
Tottenham
1
2. tempo
(0-0)
FC Schalke 04
FC Porto
21:00
 
Club Brugge
Borussia Dortmund
21:00
 
Monaco
Atletico Madrid
21:00
 
Liverpool
Paris Saint Germain
21:00
 
Crvena Zvezda
Napoli
21:00
 
Galatasaray
Lokomotiv Moscow
21:00
 
Dundingen
0
La Chaux de Fonds
0
pausa
(0-0)
Visp
2
Ginevra
0
1. tempo
(2-0)
Munsingen
0
Berna
1
1. tempo
(0-1)
GCK Lions
0
Davos
2
1. tempo
(0-2)
Ajoie
0
Losanna
0
1. tempo
(0-0)
Winterthur
0
Zugo
2
1. tempo
(0-2)
Turgovia
0
Ambrì
1
1. tempo
(0-1)
EHC Basel Klh
Langnau
20:15
 
Barcelona
CHAMPIONS UEFA
1 - 0
2. tempo
1-0
Psv
1-0
 
 
30'
VIERGEVER NICK
1-0 MESSI LIONEL
32'
 
 
UMTITI SAMUEL
55'
 
 
 
 
57'
DE JONG LUUK
VIERGEVER NICK 30'
32' 1-0 MESSI LIONEL
55' UMTITI SAMUEL
DE JONG LUUK 57'
Referee: Tasos Sidiropoulos (GRE).
Assistant referees: Polychronis Kostaras (GRE), Lazaros Dimitriadis (GRE).
Fourth official: Damianos Efthimiadis (GRE).
MATCH SUMMARY: Barcelona record against PSV: W2 D3 L1.
Sides drew 2-2 twice in 97/98 GROUP stage.
Barca 26 UEFA home games unbeaten: W24 D2.
PSV 6 GROUP stage matches without win: D2 L4.
Venue: Camp Nou.
Turf: Natural.
Capacity: 99,354.
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Inter
CHAMPIONS UEFA
0 - 1
2. tempo
0-0
Tottenham
0-0
SKRINIAR MILAN
21'
 
 
 
 
38'
SANCHEZ DAVINSON
PERISIC IVAN
43'
 
 
 
 
51'
VERTONGHEN JAN
 
 
53'
0-1 ERIKSEN CHRISTIAN
21' SKRINIAR MILAN
SANCHEZ DAVINSON 38'
43' PERISIC IVAN
VERTONGHEN JAN 51'
ERIKSEN CHRISTIAN 0-1 53'
Referee: Clement Turpin (FRA).
Assistant referees: Nicolas Danos (FRA), Cyril Gringore (FRA).
Fourth official: Guillaume Debart (FRA).
MATCH SUMMARY: Previous encounters: Inter W2, D0, Spurs W2.
Ave.
of 4.75 goals per game in past meetings.
Spurs featuring in 3rd GROUP stage in a row.
Matchday 2: Spurs v Barcelona, PSV v Inter.
Venue: San Siro.
Turf: Desso GrassMaster (Surface composed of natural grass combined with artificial fibres).
Capacity: 80,018.
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
FC Schalke 04
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
FC Porto
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Club Brugge
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Borussia Dortmund
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Monaco
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Atletico Madrid
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Liverpool
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Paris Saint Germain
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Crvena Zvezda
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Napoli
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Galatasaray
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Lokomotiv Moscow
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Dundingen
COPPA SVIZZERA
0 - 0
pausa
0-0
La Chaux de Fonds
0-0
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Visp
COPPA SVIZZERA
2 - 0
1. tempo
2-0
Ginevra
2-0
1-0 KISSEL
5'
 
 
2-0
11'
 
 
5' 1-0 KISSEL
11' 2-0
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Munsingen
COPPA SVIZZERA
0 - 1
1. tempo
0-1
Berna
0-1
 
 
9'
0-1 GRASSI
GRASSI 0-1 9'
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
GCK Lions
COPPA SVIZZERA
0 - 2
1. tempo
0-2
Davos
0-2
 
 
2'
0-1 AMBUHL
 
 
7'
0-2 WIESER M.
AMBUHL 0-1 2'
WIESER M. 0-2 7'
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Ajoie
COPPA SVIZZERA
0 - 0
1. tempo
0-0
Losanna
0-0
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Winterthur
COPPA SVIZZERA
0 - 2
1. tempo
0-2
Zugo
0-2
 
 
6'
0-1
 
 
7'
0-2
0-1 6'
0-2 7'
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
Turgovia
COPPA SVIZZERA
0 - 1
1. tempo
0-1
Ambrì
0-1
 
 
5'
0-1 KNEUBUEHLER
KNEUBUEHLER 0-1 5'
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
EHC Basel Klh
COPPA SVIZZERA
0 - 0
20:15
Langnau
Ultimo aggiornamento: 18.09.2018 20:10
L'analisi
04.04.2018 - 06:000

Le fatiche di Mattarella

Adesso, chi dice di voler fare faccia; chi sostiene di saper fare lo dimostri

Adesso, chi dice di voler fare faccia; chi sostiene di saper fare lo dimostri. Ma è probabile che il giro di consultazioni che si apre oggi dal presidente Mattarella in vista della formazione di un nuovo governo in Italia si esaurirà in un nulla di fatto. Vane le sue fatiche. I garruli vincitori delle elezioni del 4 marzo (due, esito paradossale di una legge elettorale sciagurata) Di Maio e Salvini non hanno da offrire al capo dello Stato nulla se non la propria sicumera. Né l’uno né l’altro può assicurare al presidente di essere sostenuto da una maggioranza parlamentare (salvo gettare la maschera e allearsi); ed entrambi, probabilmente, si raffigurano in cuor loro come quello spaventato George W. Bush che all’indomani della sua prima elezione, su una copertina di ‘The Nation’, si chiedeva: “Cosa? Io presidente?”. Già: una volta vinte le elezioni, bisogna onorare gli impegni. E incombe ai due pretesi vincitori essere conseguenti. Per ora si è assistito a una penosa recita a soggetto. Di Maio ha trascorso i giorni lamentando che “non ci vogliono far governare”. Lui che, prima di subire una vistosa metamorfosi democristiana (“siamo pronti a dialogare con tutti”), predicava l’irriducibile purezza che da quei tutti distingueva i grillini. Ora propone un “contratto” alla Lega o al Pd. Neanche lui fosse Merkel, e gli altri due intercambiabili. Salvini, da parte sua, ha esercitato come lo spaccone che conosciamo, annunciando tutto l’annunciabile, dalla revoca delle sanzioni alla Russia all’espulsione dell’ambasciatore francese e migranti annessi, potendo anche vantare un successo parziale nella ridefinizione della leadership della destra, quando ha bloccato l’elezione del candidato di Berlusconi alla presidenza del Senato. Successo ottenuto votando al suo posto Maria Elisabetta Alberti Casellati, la pasdaran berlusconiana secondo la quale Karima El Mahroug, in arte Ruby, era la nipote di Hosni Mubarak, e che considerava la magistratura una disgrazia quando inquisiva il suo Signore. Votata, la signora, anche dai Cinque Stelle del Di Maio sopra citato. E passi. Di tutto si è già visto, e forse anche di peggio. Il fatto è che queste non sono premesse, ma sono già la nuova politica votata dagli italiani, destinata a durare ben oltre il tempo di una parentesi imbarazzante. Ed è dunque di questa che bisogna ragionare, ritenuto che accanto ad essa i movimenti che più si avvertono confermano la cesura determinata dal voto: l’eliminazione dal tavolo di gioco di Berlusconi e del Pd. Una rimozione che ha fondate e palesi spiegazioni, nel fallimento del primo e nel tradimento della fiducia estorta al proprio elettorato da parte del secondo. E in ogni caso una messa ai margini senza equivoci, sancita da un voto democratico. Il che, da un lato, rende grottescamente vane le diatribe interne al Pd circa la posizione da tenere – collaborazione o opposizione? – quasi che all’opposizione non l’avessero già mandato gli elettori; e dall’altro rivela la dimensione patetica delle pretese berlusconiane, per gli stessi motivi, oltre che per buon gusto. Cosicché la sola risorsa in mano agli sconfitti è un residuo potere di ricatto o condizionamento, che certamente proveranno a esercitare, tale e quale quello dei partitini della prima repubblica, o dei Mastella e dei Bertinotti della seconda. Solo che, di repubblica in repubblica, lo spessore dei ricattabili si è andato assottigliando. Di loro, tolto il volume della voce, resta ben poco. E Mattarella dovrà cavarne qualcosa. La sua nota laconicità varrà più di tutte le “loro” parole.

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