Thun
4
Sion
1
fine
(0-0)
Grasshopper
3
Xamax
1
2. tempo
(1-0)
Berna
2
Langnau
0
2. tempo
(2-0 : 0-0)
Ginevra
1
Friborgo
0
pausa
(1-0)
Davos
1
Ambrì
3
2. tempo
(1-1 : 0-2)
Lakers
1
Zurigo
1
2. tempo
(0-1 : 1-0)
Losanna
1
Bienne
1
2. tempo
(1-0 : 0-1)
Zugo
4
Lugano
3
2. tempo
(4-2 : 0-1)
Langenthal
1
Olten
3
fine
(0-1 : 0-0 : 1-2)
Kloten
5
Turgovia
2
fine
(0-1 : 3-0 : 2-1)
Ajoie
1
Visp
0
pausa
(1-0)
Thun
SUPER LEAGUE
4 - 1
fine
0-0
Sion
0-0
1-0 SUTTER NICOLA
52'
 
 
2-0 SPIELMANN MARVIN
57'
 
 
 
 
61'
MACEIRAS QUENTIN
 
 
62'
ROSSI RAPHAEL
HEDIGER DENNIS
64'
 
 
3-0 SORGIC DEJAN
79'
 
 
 
 
84'
3-1 ADRYAN TAVARES
4-1 SALANOVIC DENNIS
86'
 
 
 
 
89'
FORTUNE YASSIN
52' 1-0 SUTTER NICOLA
57' 2-0 SPIELMANN MARVIN
MACEIRAS QUENTIN 61'
ROSSI RAPHAEL 62'
64' HEDIGER DENNIS
79' 3-0 SORGIC DEJAN
ADRYAN TAVARES 3-1 84'
86' 4-1 SALANOVIC DENNIS
FORTUNE YASSIN 89'
Venue: Stockhorn Arena.
Turf: Artificial.
Capacity: 10,014.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Grasshopper
SUPER LEAGUE
3 - 1
2. tempo
1-0
Xamax
1-0
DOUMBIA SOULEYMAN
31'
 
 
1-0 DJURICIN MARCO
36'
 
 
 
 
42'
PICKEL CHARLES
 
 
53'
OSS MARCIS
HOLZHAUSER RAPHAEL
60'
 
 
2-0 DJURICIN MARCO
63'
 
 
3-0 PINGA AIMERY
65'
 
 
 
 
67'
3-1 NUZZOLO RAPHAEL
DJURICIN MARCO
74'
 
 
 
 
90'
DI NARDO PIETRO
31' DOUMBIA SOULEYMAN
36' 1-0 DJURICIN MARCO
PICKEL CHARLES 42'
OSS MARCIS 53'
60' HOLZHAUSER RAPHAEL
63' 2-0 DJURICIN MARCO
65' 3-0 PINGA AIMERY
NUZZOLO RAPHAEL 3-1 67'
74' DJURICIN MARCO
DI NARDO PIETRO 90'
Venue: Letzigrund.
Turf: Natural.
Capacity: 26,104.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Berna
LNA
2 - 0
2. tempo
2-0
0-0
Langnau
2-0
0-0
1-0 EBBETT
2'
 
 
2-0 RUEFENACHT
20'
 
 
2' 1-0 EBBETT
20' 2-0 RUEFENACHT
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Ginevra
LNA
1 - 0
pausa
1-0
Friborgo
1-0
1-0 ALMOND
16'
 
 
16' 1-0 ALMOND
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Davos
LNA
1 - 3
2. tempo
1-1
0-2
Ambrì
1-1
0-2
 
 
7'
0-1 DAGOSTINI
1-1 PESTONI
15'
 
 
 
 
26'
1-2 KUBALIK
 
 
28'
1-3 MULLER
DAGOSTINI 0-1 7'
15' 1-1 PESTONI
KUBALIK 1-2 26'
MULLER 1-3 28'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Lakers
LNA
1 - 1
2. tempo
0-1
1-0
Zurigo
0-1
1-0
 
 
5'
0-1 HOLLENSTEIN
1-1 SCHLAGENHAUF
28'
 
 
HOLLENSTEIN 0-1 5'
28' 1-1 SCHLAGENHAUF
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Losanna
LNA
1 - 1
2. tempo
1-0
0-1
Bienne
1-0
0-1
1-0 VERMIN
13'
 
 
 
 
27'
1-1 RIAT
13' 1-0 VERMIN
RIAT 1-1 27'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Zugo
LNA
4 - 3
2. tempo
4-2
0-1
Lugano
4-2
0-1
1-0 MCINTYRE
1'
 
 
 
 
6'
1-1 WALKER
2-1 SIMION
8'
 
 
 
 
13'
2-2 CUNTI
3-2 MARTSCHINI
16'
 
 
4-2 LAMMER
20'
 
 
 
 
21'
4-3
1' 1-0 MCINTYRE
WALKER 1-1 6'
8' 2-1 SIMION
CUNTI 2-2 13'
16' 3-2 MARTSCHINI
20' 4-2 LAMMER
4-3 21'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Langenthal
LNB
1 - 3
fine
0-1
0-0
1-2
Olten
0-1
0-0
1-2
 
 
11'
0-1 CHIRIAEV
 
 
43'
0-2 TRUTTMANN
1-2 TSCHANNEN
50'
 
 
 
 
59'
1-3 TRUTTMANN
CHIRIAEV 0-1 11'
TRUTTMANN 0-2 43'
50' 1-2 TSCHANNEN
TRUTTMANN 1-3 59'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Kloten
LNB
5 - 2
fine
0-1
3-0
2-1
Turgovia
0-1
3-0
2-1
 
 
12'
0-1 RYAN
1-1 MACMURCHY
28'
 
 
2-1 OBRIST
30'
 
 
3-1 KELLENBERGER
36'
 
 
4-1 FUGLISTER
41'
 
 
 
 
47'
4-2 FREI
5-2 MARCHON
57'
 
 
RYAN 0-1 12'
28' 1-1 MACMURCHY
30' 2-1 OBRIST
36' 3-1 KELLENBERGER
41' 4-1 FUGLISTER
FREI 4-2 47'
57' 5-2 MARCHON
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
Ajoie
LNB
1 - 0
pausa
1-0
Visp
1-0
1-0 CASSERINI
4'
 
 
4' 1-0 CASSERINI
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 20:49
L'analisi
11.10.2017 - 08:330

Oltraggio alla Catalogna

Una dichiarazione di indipendenza abbozzata a mezza voce e subito sospesa è una sconfitta per l’indipendentismo. E neppure servirà a salvare Carles Puigdemont e quel po’ di autonomia di cui gode la Catalogna dalla reazione di Madrid.
Se infatti la seduta del parlamento catalano doveva essere ricordata, nelle intenzioni dei separatisti, come un appuntamento con la storia, il suo esito sembra piuttosto aver certificato la fine di una spinta che per avere sovrastimato la propria forza si è esaurita. L’indipendentismo catalano, questo indipendentismo e i suoi rappresentanti hanno dato ciò di cui erano capaci: illusioni, manipolazioni del discorso storico, pretese di “diversità genetica” e di superiorità sul resto della detestata Spagna. E il prodotto di tanto sforzo è stata la propria rovina. Che non sarebbe neppure il peggiore dei mali, se non trascinasse con sé una Catalogna che meritava altro. Sarà dunque stato per timore, o forse per “senso di responsabilità”, o per la coscienza di averla fatta grossa: non possiamo sapere che cosa è passato per la testa di Puigdemont, ma le sue non erano le parole di un vincitore. La firma apposta in calce alla “dichiarazione” un obbligo da adempiere, coraggiosamente, forse, ma invano.
Nel rivolgersi all’assemblea catalana, il President ha dichiarato, con una formula ben poco chiara, di assumere, sulla scorta dell’esito referendario, “il mandato del popolo perché la Catalogna si converta in uno Stato indipendente in forma repubblicana”. Sospendendo tuttavia “la dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo”.

Puigdemont era del resto chiamato a compiere un miracolo per salvare la faccia dell’indipendentismo, ma l’intelligenza di cui pur dispone non gli è bastata. Lo testimoniano i musi lunghi dei deputati della sinistra rivoluzionaria che pure appoggiano il suo governo, e che avrebbero voluto una dichiarazione di indipendenza incondizionata; e, specularmente, l’interpretazione data al suo discorso dal governo di Mariano Rajoy: le parole di Puigdemont sono una dichiarazione di indipendenza e Madrid reagirà di conseguenza.

Una reazione presumibilmente sovradimensionata, perché non si può negare che Rajoy vorrà prendersi una rivincita esemplare, e perché alcuni riflessi “franchisti” non sono ancora del tutto scomparsi dal suo partito. Prima di un qualsivoglia “dialogo” (la cui richiesta pone già Puigdemont in posizione di debolezza) la Madrid che salutava gli agenti della Guardia Civil inviati in Catalogna invitandoli a “suonargliele” vorrà assicurarsi che Barcellona non sia più in grado di nuocere.
È una terminologia cruda, ma non esagerata. La radicalizzazione del confronto, cercata da entrambe le parti, ha tacitato le voci che per anni hanno cercato di ricondurre al rispetto reciproco la dialettica ispano-catalana. A un’astorica (e infetta, come tutti i nazionalismi) pretesa separatista, Rajoy e i governi conservatori prima del suo hanno opposto uno stolido atteggiamento di negazione non solo delle ragioni, ma dell’esistenza stessa di un fenomeno comunque non estraneo alla vicenda della Spagna.

Non è più ormai una questione di “dialogo”, ma di disporre di un esercito e un apparato repressivo. Nella prova di forza in cui Puigdemont e i suoi si sono sventatamente avventurati trascinando con sé una pur importante minoranza di catalani, il vantaggio è tutto di Madrid. Potevano, dovevano saperlo. Il peggiore “omaggio alla Catalogna” è venuto da loro.

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