laRegione
Nuovo abbonamento
Francesca Agosta
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
15 ore
Quale dei tre? Quiz estivo... Maudet, Lauber o Blocher
Spiccano un individualismo e una sfacciataggine sfrenati: quello che conta sono loro, convinti di essere sempre e solo nel giusto!
L'analisi
1 gior
Vince Putin, non la Russia
Con la nuova Costituzione lo ‘zar’ potrà governare fino al 2036. Dovrà però fare i conti con diverse fessure sul piano economico e sociale.
Commento
3 gior
La mente e il grilletto: due pensieri su una strage sventata
La strage sventata alla Commercio deve farci riflettere non solo su come sia facile perdere la testa, ma anche su quanto lo sia armarsi fino ai denti
Commento
4 gior
Covid: movida e vacanze, rialzare la guardia, prego!
Mascherine da estendere anche a negozi e luoghi affollati! E poi, perché tirarsi addosso un lavoro immane per mettere in quarantena centinaia di persone?
Commento
5 gior
Plr e Ppd su cosa devono puntare?
Non c'è dubbio: il tema del lavoro deve essere al centro delle loro riflessioni
Commento
5 gior
Prudenza col Covid: difficile spiegarlo (anche) alla nonna!
Giusto godersi il momento, tornare ad una certa normalità, ma mantenendo ben bene i piedi per terra!
Commento
6 gior
Aeroporto di Lugano e piano sociale, è ‘scaricabarile’
Fino a qualche mese fa, (quasi) tutti a difesa del personale senza lavoro, ora altro rinvio fra ‘rimpalli’ di responsabilità e il Cantone che nicchia
Commento
6 gior
Violenza domestica. E vai con le assunzioni...
Il Dss preannuncia un concorso per reclutare 'una figura per il coordinamento operativo a sostegno delle vittime'. Ma oggi non ci sono profili nell'Amministrazione?
L'analisi
16.06.2017 - 08:400
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Calcio giovanile ‘malato’, la ricerca di un vero gioco di squadra

“Avevo pensato di smettere”. Ce lo ha confidato Massimo Busacca tornando a quanto da lui vissuto su un campetto di calcio ticinese negli anni 80. Oggi Busacca rappresenta la massima istanza arbitrale della Fifa, ma allora era un ragazzo che come tanti altri chiedeva soltanto la possibilità di cavalcare una passione. E come tanti era stato insultato, umiliato, da un adulto, che da bordo campo aveva riversato sul giovane fischietto le sue frustrazioni di spettatore e forse anche di genitore: piccoli ancorché inqualificabili gesti che per l’autore scompaiono nel momento stesso dello sfogo, ma nell’amor proprio della vittima rimangono annidati per sempre.

Da allora il nostro calcio giovanile è cambiato molto a livello organizzativo e gestionale: figure professionali importanti lo hanno arricchito di nuove modalità formative che non si limitano ad osservare un orizzonte locale, ma si spingono verso latitudini cantonali e nazionali. Eppure il “contorno” fatto di varia umanità rimane, con i suoi pregi e i suoi difetti. L’impressione, dall’esterno, è che vengano più coltivati i primi che analizzati i secondi. La nostra indagine tra vivai, Federazione ticinese di calcio e settore arbitrale mostra infatti sì una certa volontà di agire e reagire a quella che Busacca ha definito “un’involuzione che ci sta sfuggendo di mano”, ma nello stesso tempo anche troppa ruggine negli ingranaggi di un meccanismo che dovrebbe essere condiviso.

Se non un fuoco incrociato di accuse, quello cui abbiamo assistito è una reciproca chiamata alle rispettive responsabilità. Alcune società indicano la verdissima età dei “fischietti” ai loro esordi – chiamati a dirigere, in campo, le gesta dei coetanei – quale primo punto debole della classe arbitrale. La quale ribatte ricordando innanzitutto come un bravo arbitro debba per forza iniziare da adolscente, se vuole raggiungere palcoscenici importanti; e aggiunge che arbitri diventano pur sempre quegli aspiranti in parte inviati dai club, spesso troppo “leggeri” nell’operare delle selezioni che permettano di proporre figure adeguate allo scopo.

Non sono poi piaciute a tutti due misure maturate in seno alla Federazione: il blocco di un turno di tutti i campionati giovanili per rispondere “politicamente” ad una serie di episodi ravvicinati; e la rinuncia, da parte della Sezione arbitrale, alla prevista campagna di arruolamento di nuovi giovani arbitri “perché non è questo il momento di fare proselitismo”. Una scelta, questa, criticata da chi ritiene che è proprio nei momenti di difficoltà, che bisogna intensificare gli sforzi.

Al netto di tutto ciò, emerge comunque chiaramente lo sforzo che molti vivai fanno a livello di prevenzione, sensibilizzazione e controllo con giocatori, allenatori e genitori. Sforzi che la stessa Federazione sta mettendo in campo sia con il progetto Gisis di aiuto agli allenatori, sia immaginando, per i giovani colpiti da sanzioni disciplinari, l’obbligo di frequentazione del corso aggiornamento arbitri. Per far capire cosa significhi stare dall’altra parte. E, magari, instillare una passione e lanciare una insperata carriera. Alla Busacca.

 

 

© Regiopress, All rights reserved