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06.10.2020 - 06:100
Aggiornamento : 08:01

Signori Magistrati, il Palazzo di giustizia non è un asilo!

A questo dolente punto vale la pena fermare un attimo il tornado scatenatosi per capire davvero chi ha detto e fatto cosa

Certo che così in basso la magistratura ticinese non era mai scivolata. E non ci riferiamo solo (si fa per dire) alle bocciature espresse dal Consiglio della magistratura. Bocciature che l’autorità di vigilanza sull’agire dei magistrati dice di aver formulato quale semplice preavviso all’attenzione dell’autorità formalmente investita di eleggere i magistrati, ossia il parlamento cantonale. Ma, concludere di fatto tali pareri/stroncature dicendo che non si intravede alcuna possibilità di miglioramento di questo o quel procuratore pubblico, si tratta evidentemente di preavvisi senza possibilità d’appello. O c’è forse ancora qualcuno che (adesso) in Gran Consiglio è disposto a votare un magistrato con tale pagella? Se c’è, alzi la mano… E già che ci siamo: sarebbe bello sapere come mai, fra i condannati senza scampo dal Consiglio della magistratura, ci sono magistrati da anni al servizio del Ministero pubblico. Hanno forse lavorato male solo negli ultimi mesi di quest’anno bisesto e funesto? Suvvia, diana...

Giustificazioni ridicole

Ma andiamo oltre, perché a cosa d’altro abbiamo assistito in queste ultime ore? Abbiamo preso atto di comunicazioni via sms inviate dal presidente del Tribunale penale cantonale al procuratore generale. Messaggi che mai avrebbero dovuto essere scritti, giustificati a posteriori con motivazioni oltre il ridicolo (segno evidente che chi li ha spediti annaspa nell’imbarazzo). E soprattutto messaggi lesivi dell’immagine che la magistratura inquirente e giudicante dovrebbe, anzi deve, dare di sé. Signori, il Palazzo di giustizia non è un asilo! E tutto ciò non interessa forse ancora una volta il solerte Consiglio della magistratura?

Apprezziamo il silenzio dei procuratori 'bocciati'

Come pure dovrebbe interessare anche alle Istituzioni il fatto che un magistrato, se parla, lo deve fare in aula, o con le istanze istituzionalmente preposte, in casu ancora una volta col Consiglio della magistratura, o con la commissione parlamentare (se e quando viene convocato). E noi a cosa abbiamo invece assistito? Ad un presidente del Tribunale cantonale e ad un procuratore generale che rilasciano interviste ping-pong a presa rapida ai mass media. Ma scherziamo? Se in tempi ‘normali’ ci sono nell’aria ‘gabole’ interne al Palazzo di giustizia, farlo è già inopportuno. Ma farlo alla vigilia di un’elezione dell’intero ufficio, procuratore generale compreso, è decisamente operazione incauta. Non si tratta forse, anche in questo caso, di una scelta inadeguata sulla quale il Consiglio della magistratura deve chinarsi? Apprezziamo per contro il silenzio (corretto) dei procuratori bocciati. Segno che parleranno nelle sedi preposte!

Fermare il tornado

A questo dolente punto vale la pena fermare un attimo il tornado scatenatosi per capire davvero chi ha detto e fatto cosa e quali sono i cartellini gialli e quali quelli rossi. Capire, ad esempio, se effettivamente i procuratori bocciati meritano la non rielezione (o se ve ne sono altri ancora che non brillano...) e su quali fatti oggettivi il Consiglio della magistratura ha scritto quello che è stato riportato nel suo rapporto. O anche, fermarsi per capire la vera dinamica dei rapporti fra procuratori/procuratore generale e qualche giudice penale. Poi, fatta chiarezza e tara, si potrà procedere al rinnovo delle cariche – osiamo scriverlo e ce lo auguriamo – molto più serenamente.

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