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29.09.2020 - 06:000

Perché mai pagare le tasse?

Se tutti si comportassero come Trump, lo stato rischierebbe la bancarotta!

La notizia bomba del ‘New York Times’ è stata bollata subito – non avevamo dubbi – dal presidente degli Stati Uniti quale tipica fake news. Secondo la testata, Donald Trump, il miliardario e uomo di successo, non solo avrebbe fatto di tutto negli anni per eludere il fisco Usa, pagando ovviamente il meno possibile di tasse, ma il suo impero si starebbe sbriciolando sotto il peso di gigantesche perdite e di maxi-debiti. Ma guarda? Improvvisamente il re è nudo proprio in piena campagna elettorale, periodo ‘caliente’ che – non a caso – fa scoprire agli avversari molte carte al momento giusto. Così, apprendiamo che colui che simboleggia l’uomo di successo, sorprendentemente riuscito a colpi di (suoi?) centinaia di milioni a farsi eleggere alla presidenza della (tuttora) prima superpotenza mondiale, sarebbe un politico in perenne lotta per cercare di farla franca di fronte al fisco e ai suoi debitori. Questo almeno è quanto di scottante risulta dalle indiscrezioni di freschissima pubblicazione. 

Pago con piacere le imposte

Siamo dunque agli antipodi di quel nostro politico locale liberale-radicale che una trentina di anni fa, attirando anche un po’ di critiche e pure qualche sortita ironica, in Gran Consiglio disse che lui, fiduciario, pagava con piacere le tasse. Già, le pagava sicuramente perché era obbligato a pagarle come tutti noi. Ma le pagava anche perché sapeva che le tasse, in un modo o nell’altro, alla fin fine sono una sorta di investimento che ritorna a favore di tutti, redditi alti compresi, anche se non tutti gli imprenditori le pagano volentieri, perché concorrono a mantenere una certa pace sociale. Basti fare anche solo un esempio recente: se lo Stato non pagasse i (tanti) sussidi ai premi di cassa malati (a oltre un terzo degli assicurati), questa fetta di popolazione non solo non ce la farebbe a pagarli, ma sarebbe già scesa in piazza a protestare contro i salassi sempre in crescita. Sia ben chiaro: non per questo si devono fare favori alle lobby delle casse malati, ci mancherebbe! Altro esempio sono i servizi di base a favore della collettività: dalla scuola pubblica agli ospedali pubblici, dalle strade a tanti spazi comuni (piazze, parchi giochi ecc.), messi a disposizione dall’ente pubblico alla comunità. E non da ultimo, pensando alla pandemia, come non guardare ai miliardi iniettati da subito nell’economia, per evitare disoccupazione alle stelle e licenziamenti di massa?

Stato in bancarotta

Ebbene, se tanti si comportassero come il Trump di turno, facendo di tutto per schivare le olive e per non pagare (per anni) le tasse o pagarne il meno possibile, inventando mille sotterfugi, lo Stato sarebbe il primo a finire in bancarotta, rivelandosi incapace di rispondere anche solo a certi bisogni essenziali dei più deboli.

Ecco banalmente perché, chi sta al potere (oltre che per una certa etica nella quale continuiamo a credere) deve dare il buon esempio. Perché se chi ci governa è il primo della classe a nascondere e a non mirare alla trasparenza, tanti altri si sentiranno liberi di fare altrettanto e anzi addirittura legittimati a fare i furbi. A prevalere sarebbe per finire la legge della giungla. Lasciatecelo scrivere: quanta voglia che sulla Casa Bianca torni presto a spirare un’altra aria e le facce di bronzo scompaiano. Non sarà aria purissima, ma quella attuale è davvero pesante.

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