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29.09.2020 - 06:000
Aggiornamento : 10:01

Disco e pallone nel campo dei tifosi

Presentati i protocolli di sicurezza anti-Covid allestiti da calcio e hockey in vista dell'apertura degli stadi a più di 1'000 spettatori

Tanto tuonò che piovve. Dieci giorni dopo l’inizio del campionato di Super League (calcio) e a tre da quello di National League (hockey) chiarezza è stata fatta sulla presenza di tifosi a Cornaredo, alla Valascia e alla Cornèr Arena. Le autorità cantonali hanno accettato i protocolli di sicurezza presentati dalle tre società, garantendo di conseguenza l’applicazione della decisione del Consiglio federale dello scorso 12 agosto, con la quale venivano autorizzate, a partire dal 1. ottobre, manifestazioni sportive e culturali con la presenza di più di 1’000 persone.

Il parto è stato lungo e travagliato, in quanto la gestione di tutti gli aspetti legati all’emergenza pandemica e alla necessità di evitare possibili casi di contagio, ha richiesto un lavoro certosino. Occorreva, ad esempio, tenere in considerazione le normative sanitarie già in vigore (su tutte, il distanziamento sociale, per nulla scontato nel contesto di una manifestazione sportiva), ma anche gestire l’afflusso e il deflusso degli spettatori. Alla fine, il Governo ha ritenuto soddisfacenti le misure proposte da Fc Lugano, Hc Ambrì-Piotta e Hc Lugano, garantendo di fatto un inizio il più possibile normale dei rispettivi campionati.

Certo, alla luce della situazione venutasi a creare nel corso della primavera, la possibilità di occupare due terzi dei posti a sedere disponibili può essere considerata oro che cola (fino a qualche mese fa c’era chi metteva in forte dubbio la disputa dell’intera stagione sportiva), ma ciò non significa che le varie società debbano fare salti di gioia. A Lugano sponda hockey, ad esempio, i posti a disposizione saranno 3’904 a fronte di una capienza complessiva di 7’200, mentre ad Ambrì si scenderà a 3’100 invece dei possibili 6’500. E il problema non è soltanto ticinese, anzi. Società come Berna nell’hockey, Basilea, Young Boys o San Gallo nel calcio saranno confrontate con un’importante erosione di spettatori, con conseguenti perdite finanziarie nell'ordine dei milioni di franchi.

Da giovedì, dopo il calcio anche l’hockey entrerà a tutti gli effetti in regime pandemico. Le amichevoli fin qui disputate hanno permesso agli addetti ai lavori di testare i protocolli destinati a diventare norma. Con l’inizio del campionato, però, la gestione diventerà assai più complicata, a fronte di un numero di spettatori più che triplicato rispetto al tetto di 1’000 in vigore fino a domani. Le prime due giornate, tra l’altro con il derby di venerdì alla Valascia, diranno quanto le soluzioni studiate a tavolino saranno effettivamente applicabili sul terreno. Una cosa è certa: saranno applicabili soltanto nella misura in cui i tifosi si dimostreranno coscienziosi e collaborativi, mettendo in atto sia i suggerimenti (arrivare allo stadio con la registrazione dei dati personali già effettuata), sia le imposizioni delle società (mascherina obbligatoria nella zona più vicina alla pista, collaborazione con gli addetti alla sicurezza, rispetto dei flussi di circolazione…). La buona volontà da parte dei tifosi sarà indispensabile per evitare al club tirate d’orecchie da parte delle autorità cantonali, le quali avranno ovviamente il potere di ritornare sulle loro decisioni nel caso di un peggioramento delle condizioni sanitarie o di ripetute violazioni delle procedure da parte delle società. Più che in quello dei club, la palla e il disco passano nel campo dei tifosi...

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