Danimarca
0
Finlandia
0
1. tempo
(0-0)
canicola-in-citta-prevenire-e-decisamente-meglio
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
13 ore

Non schwa tutto bene

Il tentativo di rendere più inclusivo il linguaggio usando nuovi segni grafici rischia di provocare l'effetto contrario, aumentando le divisioni
Commento
13 ore

Ex Macello di Lugano, a terra la fiducia nelle istituzioni

Silenzi, comunicazioni del Municipio e amianto nelle macerie dell'edificio abbattuto, alimentano forti dubbi sugli organi dello Stato
Commento
1 gior

Emozioni, ‘normali’ emozioni

Si apre stasera a Roma con Italia-Turchia un Europeo che per quanto ancora condizionato dalla pandemia, rappresenta un importante passo verso la normalità
La formica rossa
1 gior

È tutto colpa di quello sbadato pacherista

A questo punto qualche municipale fresca di nomina potrà ben dirgli che è anche responsabilità sua se poi si è ritrovato a respirare aria inquinata d’amianto
Commento
2 gior

Avs 21, quando l’esperienza non insegna

Il Parlamento aumenta a 65 anni l’età di pensionamento delle donne. Ma le compensazioni sono insufficienti. Una scelta che potrebbe costare cara alle urne
Commento
2 gior

La legge sul terrorismo minaccia un po’ tutti

Quando si sposta dal tribunale alla stazione di polizia la facoltà di decidere chi perseguire, gli abusi sono dietro l’angolo
Commento
3 gior

La ‘confessione’ di Roman e il ritorno dei processi farsa

Pestato dalla dittatura bielorussa, Roman Protasevich ’ammette’ i suoi crimini in un siparietto tv che ci riporta ai tempi cupi del comunismo sovietico
La formica rossa
3 gior

Di demolizioni, silenzi stampa e risposte che tardano

Dopo la distruzione all’ex Macello le autorità sono reticenti. Silenzio non solo sull’autogestione, ma soprattutto sul modo in cui si usa il potere
Commento
4 gior

Concorrenza fiscale, il G7 ha detto stop

Il percorso per rendere il principio realtà sarà ancora lungo, ma la via è tracciata. Gli effetti ci saranno anche in Svizzera
Commento
5 gior

Una ‘normale’ legge sul CO2, imperfetta ma necessaria

La Svizzera subisce in pieno le conseguenze del cambiamento climatico. Un ‘no’ il 13 giugno farebbe perdere tempo prezioso, e i rischi aumenterebbero...
Commento
 
21.07.2020 - 06:100

Canicola in città: prevenire è decisamente meglio!

A meno che non si voglia solo curare, visto che in fondo fà e disfà l'è tüt un lavorà!

Bello e interessante leggere che Zurigo è una delle città svizzere in prima linea nella lotta contro le ‘sacche di calura’ generate dal cambiamento climatico. Sì, proprio da quel cambiamento climatico che taluni mettono ancora in discussione, facendo finta che non esista. Ma rimaniamo alla calura. Come limitarla dunque? Beh, vanno prese diverse misure, fra le quali figura per esempio il rendere più verde l’ambiente urbano, il rischiarare le carreggiate, il favorire il flusso di aria fresca. Ma cosa si sta facendo in concreto sulle rive della Limmat? L’Ats ci informa che le autorità comunali a maggio hanno presentato il loro piano per combattere le ‘sacche di calura’ e il calendario per la concreta attuazione fino al 2023. La strategia ha tre obiettivi: ridurre il calore in tutta la città, alleviare le ‘sacche di calura’ e mantenere il flusso di aria fresca. Benissimo. Ma come? Aggiungendo alberi, nuovi spazi verdi, teloni giganti per creare ombra, nuove fontane e facciate vegetali. Grazie a questi interventi – informa sempre l’agenzia – è possibile mantenere le temperature a un livello accettabile: parola del responsabile dei lavori pubblici Richard Wolff. Una parte del lavoro già svolto in questo senso lo ha dimostrato. Il municipio intende creare spazi verdi anche in prossimità del centro città, o almeno collegarlo alle ‘zone di rinfrescamento’ tramite una via di accesso a un clima temperato. Non è escluso che vengano chiusi parcheggi e strade a questo scopo.

Ma in Ticino cosa si fa?

Bene, benissimo. Non abbiamo dati in mano per dire se e cosa stia succedendo qui da noi in Ticino. Ma l’impressione è che, Covid o non Covid, l’edilizia privata stia tirando dritto come prima, magari anche più di prima, visto che il blocco di tutte le attività ora esige che il tempo perso vada recuperato. Vediamo palazzoni che sorgono ancora come funghi, con poco verde ai loro piedi, cioè il minimo indispensabile a seconda di quanto prevedono i vari piani regolatori. Già, ma cosa si pretende? Il terreno costa assai e il privato deve far quadrare i conti! Se sono necessarie aree verdi è quindi il pubblico (comuni e cantone) che deve pensarci, mica il privato.

Fermiamoci un attimo a riflettere

Morale della favola: se desideriamo anche noi affrontare la canicola (qui fa più caldo che a Zurigo, vero?), come stanno facendo, o ipotizzando di fare, alcune città svizzere, che hanno già fatto tanti errori che noi ci apprestiamo a fare in questi anni, perché non fermarci un attimo a riflettere? ‘Impossibile’ penseranno tanti proprietari; ‘beh, perché no?’ si diranno a loro volta tanti inquilini. Di certo prima o poi arriverà il momento – con calma tra qualche annetto! – in cui saremo costretti a fare riflessioni simili, perché la calura ci impedirà di fare una vita ‘normale’. E chissà quanti, a quel punto (anche dal privato), chiederanno aiuto all’ente pubblico per le riconversioni al fresco verde: sì sempre a lui. Ma allora tornare indietro – visto che si accenna anche alla cancellazione di strade e parcheggi oltre che alla creazione di verde (pubblico e facciate vegetali) – sarà molto più costoso e difficile. Prevenire è solitamente meglio che curare. E fa e disfà l’è tüt un lavorà! E a qualcuno, non a noi, va bene anche così.

© Regiopress, All rights reserved