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Divisi dalla pandemia, Karsten e Inga, per settimane ogni giorno hanno fatto merenda alla frontiera tra Germania e Danimarca (foto keystone)
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25.05.2020 - 11:390

Amori transfrontalieri, la soluzione di Inga e Karsten

Separazioni dolorose, non scelte, ma subite, perché decise dall'alto. C'è chi ha trovato soluzioni creative, senza rodersi il fegato

Le misure di contenimento dell’epidemia li hanno divisi, ma i due innamorati ultraottantenni, che fanno coppia da due anni e vivevano a casa di lui, fanno ogni giorno merenda insieme. La loro storia ha fatto il giro del mondo, loro fanno davvero tenerezza: Karsten, tedesco di 89 anni, ogni giorno inforca la sua bici elettrica, parte dal villaggio tedesco di Suederlueng per raggiungere la frontiera, dove lo aspetta la sua Inga, danese di 85 anni, che arriva in auto dalla località danese di Gallehus. L’appuntamento è al confine di Aventoft (dove c’è solo una barriera abbassata): ciascuno porta la sua sedia, la barriera abbassata diventa il tavolo per biscotti e tazzine. Due chiacchiere, seduti a distanza di sicurezza, ciascuno dal proprio lato del confine. Così hanno atteso con fiducia di tornare alla normalità che, per loro, è arrivata. Guardando i loro visi rugosi e sorridenti penso ad un motto buddista che spiega la differenza tra occuparsi e preoccuparsi. Dice: quando hai un problema, agisci se puoi risolverlo, occupatene. Se non puoi risolverlo, preoccuparsi non serve. Eppure la nostra mente cade facilmente in questo stato di preoccupazione, si avvita su se stessa, perdendo preziose energie. Il risultato: si diventa ansiosi, distratti, irascibili, arrabbiati. La preoccupazione monta e diventa fastidiosa (e inutile) quanto le zanzare. Raccontiamo tre storie, tre coppie che si sono ‘occupate’ della loro situazione trovando una via d’uscita, senza permettere alla mente (che ama farlo!) di arrovellarsi in pensieri cupi, distruttivi.
Karsten e Inga, hanno trovato un modo per rendere più sopportabile la loro separazione forzata. Nicolò e Andrea, lui a Lugano, lei in Sardegna, separati dal Covid-19 e con un figlio in arrivo, hanno mosso mari e monti per ricongiungersi, commuovendo con la loro storia le autorità della Sardegna (come raccontiamo a pagina 2). Sophie e Thomas, lei in Vallese, lui in Germania, hanno trasformato la separazione forzata in un’occasione di crescita.

L'economia conta più dell'amore, coppie transfrontaliere: 'Valiamo meno?' 

Al di là di come ciascuno può reagire, va detto che la pandemia ha comunque fatto emergere tutta la fragilità delle coppie transfrontaliere non sposate, con o senza figli, di fronte all’autorità. In piena emergenza sanitaria, ovviamente le priorità sono altre e ci mancherebbe. Ma chi pensa ora a queste coppie ‘sconquassate’ da un giorno all’altro. Oltre mille persone si sono iscritte al gruppo Facebook dedicato alle coppie a cavallo tra Svizzera e Italia. Gli interrogativi che pongono sono molti: alla frontiera passano i frontalieri ma le coppie non sposate non possono riunirsi: l'economia conta più dell'amore? Non siamo sposati e allora valiamo di meno? E le voci dei padri che tra la quarantena imposta per poter vedere i figli e il rischio di perdere il lavoro, non vedono la famiglia da mesi: “Dobbiamo scegliere se vedere i nostri figli o dargli da mangiare”. Le storie sono davvero tante.

La separazione calata dall'alto: si subisce, non si sceglie 

Il 3 giugno l’Italia riaprirà (cosi è programmato) le frontiere per tutti e non sarà più obbligatoria la quarantena. Da parte Svizzera non è ancora chiaro che cosa succederà.
Tutto ciò ha sicuramente causato sofferenza. Ci sono coppie che vivono a distanza per motivi di lavoro o altro, ma loro l’hanno scelto e soprattutto elaborato. Qui la separazione è calata dall’alto, chi la subisce non sceglie, tutto avviene fuori dal proprio controllo e questo può generare rabbia, frustrazione, l’idea di sentirsi vittime di qualcosa. Ci vuole una grande calma e forza interiore per non covare risentimento. È bene dunque che le autorità ne tengano conto e trovino delle soluzioni.

 

 

 

 

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