Commento
11.02.2020 - 19:440
Aggiornamento : 21:30

Elettrosmog a scuola vigilare sul dietrofront Ffs

Sono loro, i ragazzi con lo zainetto in spalla, il nostro futuro, non i binari sicuramente necessari, ma non ad ogni costo

Lo scorso anno a metà giugno – invitando il Municipio di Bellinzona a fare opposizione a tutela della salute dei cittadini (gli allievi e i docenti delle Scuole Sud in primis) – ci siamo chiesti se valesse di più la salute dei cittadini o la libertà economica.

Una domanda posta perché confrontati con la posa del terzo binario delle Ffs, quello per la fermata di Piazza Indipendenza, nel tratto vicino alle Scuole elementari Sud, e le invisibili (ma pesanti) conseguenze. Già, perché, se fosse stata realizzata come previsto in quel momento, la nuova rotaia avrebbe generato un flusso elettromagnetico ben quattro (!) volte superiore al limite massimo stabilito nell’ordinanza federale.

Un cittadino molto attento

Ricordate? A scoprirlo e a informare la stampa fu un cittadino molto attento che aveva consultato l’incarto a disposizione. Di riflesso venne interpellato il Municipio che – così disse – avrebbe valutato se inoltrare un’opposizione o se fare ‘semplici’ osservazioni in merito. Una posizione da noi giudicata da subito e senza mezze parole molle, visto quanto affermato dalle ferrovie, perlomeno in un primo tempo; ossia che, se tali limiti fossero stati superati, le Ffs avrebbero semplicemente chiesto una deroga ai limiti dell’ordinanza federale. Tradotto, ciò avrebbe significato per chi lì abitava e probabilmente abita ancora oggi (sono coinvolti 6 immobili privati e un fondo, oltre alla palestra della scuola elementare) tenersi le radiazioni punto e basta.

Abbiamo quindi invitato le autorità comunali a mettere la salute dei cittadini, in particolare quella di chi frequenta la palestra scolastica, fra le massime priorità da proteggere contro l’overdose di elettrosmog. Come? Inoltrando un’opposizione all’Ufficio federale dei trasporti. Se poi – aggiungevamo – accorgimenti tecnici verranno introdotti, facendo rientrare l’esposizione nei limiti dell’ordinanza, l’opposizione potrà sempre venir ritirata. Se invece la situazione resterà potenzialmente pericolosa per la salute – annotavamo – si dovrà optare per la chiusura e lo spostamento della struttura scolastica (in particolare della palestra).

Una soluzione tecnica c'è

Due giorni fa, a otto mesi da quella prima polemica – lo ribadiamo fortunatamente innescata da un cittadino attento (non dimentichiamolo) – è arrivata una buona notizia: è stata trovata da parte delle Ffs una soluzione tecnica per contenere le radiazioni (portando i microtesla da 4 a 1, quindi entro il limite massimo ammesso dall’ordinanza federale) nella palestra frequentata dagli allievi. Le Ffs revocheranno così la richiesta – per noi semplicemente indecente – di deroga all’ordinanza federale.

Tutto è bene quel che finisce bene. Già, ma la questione non è ancora finita. Vista la figuraccia delle Ffs e la posizione non propriamente rigida sin dall’inizio dell’autorità, rispetto alla determinazione del privato che ha fatto scattare l’allarme, prima di ritirare le opposizioni è meglio essere veramente certi che la salute dei ragazzi delle Sud sia tutelata al cento per cento. Sono loro, i ragazzi con lo zainetto in spalla, il nostro futuro, non i binari sicuramente necessari, ma non ad ogni costo.

© Regiopress, All rights reserved