SC Braga
0
Rangers
1
fine
(0-0)
Real Madrid
Manchester City
21:00
 
Lyon
Juventus
21:00
 
HSIEH S-W./STRYCOVA B.
2
BENCIC B./KENIN S.
0
fine
(6-4 : 6-2)
La Chaux de Fonds
2
Ajoie
1
pausa
(2-1)
Langenthal
2
Olten
1
pausa
(2-1)
GCK Lions
1
Kloten
1
pausa
(1-1)
Turgovia
1
Visp
2
1. tempo
(1-2)
SC Braga
EUROPA LEAGUE
0 - 1
fine
0-0
Rangers
0-0
CARMO DAVID
47'
 
 
 
 
61'
0-1 KENT RYAN
 
 
73'
KAMBERI FLORIAN
ESGAIO RICARDO
89'
 
 
RUIZ ABEL
90'
 
 
47' CARMO DAVID
KENT RYAN 0-1 61'
KAMBERI FLORIAN 73'
89' ESGAIO RICARDO
90' RUIZ ABEL
First leg (2-3).Missed Penalty for RANGERS at 45+1 minute by HAGI IANIS.
Venue: Estadio Municipal Braga.
Turf: Natural.
Capacity: 30,286.
Referee: Andreas Ekberg (SWE).
Assistant referees: Mehmet Culum (SWE), Stefan Hallberg (SWE).
Fourth official: Glenn Nyberg (SWE), Video Assistant Referee: Danny Makkelie (NED).
Assistant Video Assistant Referee: Kevin Blom (NED).
28/2: Europa League round of 16 draw.
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
Real Madrid
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Manchester City
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
Lyon
CHAMPIONS UEFA
0 - 0
21:00
Juventus
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
HSIEH S-W./STRYCOVA B.
2 - 0
fine
6-4
6-2
BENCIC B./KENIN S.
6-4
6-2
WTA-D
DOHA QATAR
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
La Chaux de Fonds
LNB
2 - 1
pausa
2-1
Ajoie
2-1
 
 
2'
0-1 THIBAUDEAU
1-1 COFFMAN
9'
 
 
2-1 HOLDENER
17'
 
 
THIBAUDEAU 0-1 2'
9' 1-1 COFFMAN
17' 2-1 HOLDENER
HC AJOIE leads series 2-1.
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
Langenthal
LNB
2 - 1
pausa
2-1
Olten
2-1
1-0 RUEGSEGGER
9'
 
 
2-0 RUEGSEGGER
16'
 
 
 
 
18'
2-1 HORANSKY
9' 1-0 RUEGSEGGER
16' 2-0 RUEGSEGGER
HORANSKY 2-1 18'
SC LANGENTHAL leads series 2-1.
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
GCK Lions
LNB
1 - 1
pausa
1-1
Kloten
1-1
 
 
10'
0-1 KNELLWOLF
1-1 RIEDI
11'
 
 
KNELLWOLF 0-1 10'
11' 1-1 RIEDI
EHC KLOTEN leads series 2-1.
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
Turgovia
LNB
1 - 2
1. tempo
1-2
Visp
1-2
 
 
15'
0-1 HAUETER
1-1
19'
 
 
 
 
19'
1-2
HAUETER 0-1 15'
19' 1-1
1-2 19'
EHC VISP leads series 2-1.
Ultimo aggiornamento: 26.02.2020 20:29
Commento
24.01.2020 - 06:300

La cultura rende felici?

Meglio toglierci dalla grettezza mercantile e della politichetta alimentata dal concime dell’ignoranza!

C’è l’ignorante costituzionale e c’è poco da sperare: conoscenza e cultura sono il superfluo o roba di sinistra. C’è l’ignorante razionale, e non è un ossimoro: sostiene che spendere per conoscenza o cultura serve a niente se non si producono soldi, se non c’è riscontro economico immediato. A quest’ultima categoria appartengono i sostenitori del ‘benaltrismo’: ci son ben altri settori in cui investire; lavoro, salute, sicurezza, altro che cultura! Tra i fenomeni che politicamente si sottovalutano, anche dalle nostre parti, c’è poi il furoreggiare di movimenti che hanno trovato, con i social media, il modo di promuovere l’ignoranza o l’anticultura come ‘valore popolare’, ricevendone in cambio gratitudine e voti di chi vi scopre una sorta di liberazione.

Visiti la Pinacoteca Zuest a Rancate (mostra da non perdere, dall’assunto originale, su ‘Pittura, incisione e fotografia nell’Ottocento’) ed una giovane ti aggancia, tablet alla mano, chiedendoti se può porti alcune domande. Intuisci che sta indagando sul possibile rapporto tra cultura (la pinacoteca, la sua presenza, le sue attività) e l’economia o il cosiddetto “indotto economico” (ti sei fermato nella regione, come vi sei giunto, hai frequentato ristoranti, vi hai pranzato?). Hai il sospetto che si sta cercando una risposta a chi sostiene che per la cultura si spende troppo, che è un non-senso economico. O al cultore del benaltrismo (altre dovrebbero essere le priorità di spesa!) o a chi riscopre ardore göringhiano (da Göring: “Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola”; espressione forse troppo citata, ma rimessa ora in circolo da altri paranoici che governano).

È giusto e democraticamente accettabile porre sempre in correlazione la spesa per la cultura e la resa economica o l’indotto economico, se accettiamo che la cultura è arricchimento ed emancipazione della persona e della vita civile, non monetizzabile, tanto meno a breve termine, come pretende la contabilità economica o l’ignoranza razionale politica? Prevalessero questo principio, metodo e mercificazione, dovremmo chiudere non solo quasi tutte le istituzioni culturali o di ricerca, ma vari istituti scolastici. Dimenticando anche il passato, da dove siamo venuti e dove rischieremmo di tornare.

Togliendoci quindi dalla grettezza mercantile e della politichetta alimentata dal concime dell’ignoranza, non sarebbe più giusto porsi un’altra domanda, più umana? La cultura rende felici? Se l’era chiesto tempo fa, implicitamente, una meticolosa indagine dell’Uffico federale di statistica (v. Cultura e qualità di vita) e la conclusione che si poteva trarne è che le persone che hanno un’attività culturale sono più soddisfatte nella vita di coloro che non l’hanno. La bassa frequentazione della cultura e le scarse opportunità culturali tolgono molta qualità alla vita e al vivere civile. La cultura, per poter essere praticata, ha un costo, è vero. Se però è componente dell’essenza e della felicità della persona, è anche un diritto (e lo afferma la Costituzione). E allora non è spendendo 30 centesimi per abitante, una cicca (calcolo federale), che si garantisce quel diritto. Che va invece esteso, ‘democratizzato’, permettendo a tutti, prescindendo dal reddito personale disponibile, di goderne.

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