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Commento
22.11.2019 - 06:200
Aggiornamento : 10:55

Leuthard, Leuenberger, Villiger. E il buon senso?

Ministri integri, ma perché non capiscono che è inopportuno?

L’ex consigliera federale Doris Leut­hard, impegnata in governo su tanti fronti (compreso quello della mobilità su rotaia), entrerà nel Consiglio di amministrazione del produttore di treni turgoviese Stadler Rail.

Prima di lei fece versare fiumi d’inchiostro l’entrata dell’ex consigliere federale Moritz Leuenberger, pure lui ex ministro dei Trasporti ma socialista, appena tre settimane dopo aver lasciato il Consiglio federale, dritto dritto nel Cda di Implenia, la numero uno svizzera della costruzione.

Anche in casa radicale, il passo compiuto da un altro ex ministro, l’insospettabile Kaspar Villiger entrato nella scuderia Ubs, aveva destato parecchi interrogativi sempre dal punto di vista dell’opportunità. In particolare quando, in piena bufera subprime, la corazzata bancaria fu salvata a cinque minuti dalla mezzanotte dal possibile fallimento grazie all’intervento miliardario della Banca nazionale e alla benedizione (senza l’imposizione di alcuna regola!) del Consiglio federale. Al termine dell’operazione: chi fu catapultato alla presidenza del Cda? L’ex ministro da poco a riposo: Kaspar Villiger!

Ora si tratta senza ombra di dubbio di ministri integri, competenti e che possono vantare una carriera politica straordinaria e al di sopra di ogni sospetto. Ma perché allora non capiscono che l’accettazione di mandati dentro taluni Cda (non tutti ci mancherebbe) troppo vicini all’attività precedentemente svolta come governanti è un passo inopportuno e tale da alimentare sospetti e illazioni che farebbero bene a evitare? Per loro e per la politica in genere.

In merito non si è voluta fare una legge, ma affidarsi semplicemente ad una sorta di accordo interno al governo fondato sul buon senso, secondo il quale, lasciata la carica politica, la futura attività va scelta con la necessaria circospezione evitando conflitti d’interesse con la precedente attività.

Scusate, nel caso specifico il buon senso dov’è?

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